Furti d’identità on line: +29% in sei mesi
Una vittima al giorno, escalation a Natale

Nei primi sei mesi dell’anno a Bergamo già 204 denunce: in tutto il 2018 i casi erano stati 317. Il ladro ruba i dati sensibili e acquista in rete elettrodomestici, auto e moto, ma anche viaggi e cure sanitarie.

Scoprire dall’estratto conto di aver acquistato un frigorifero all’americana, oppure l’ultimo smartphone prodotto. O, ancora, di aver prenotato un viaggio all’estero o una manicure. Senza però avere in casa alcun frigo nuovo, aver continuato a utilizzare il solito, vecchio telefonino, non essere andato in ferie e tantomeno in un centro estetico. Eppure i soldi per quell’acquisto sono stati scalati dal proprio conto corrente. Ma, se non da noi, da chi? Dai cosiddetti ladri d’identità, un fenomeno in crescita in tutta Italia e anche nella Bergamasca, dove nei primi sei mesi di quest’anno si sono registrate ben 204 vittime – in media più di una al giorno – e dove, come nel resto della Penisola, si teme un’escalation in questi giorni, in vista del Natale.

A livello percentuale, i soli primi sei mesi di quest’anno hanno fatto registrare un aumento del 29,1% dei casi a Bergamo e provincia: in tutto il 2018 le vittime delle cosiddette «frodi creditizie» erano infatti state 317, già l’anno scorso in crescita del 14,7% rispetto al 2017, quando i casi erano stati 272 nell’intero anno. A raccogliere i dati è stato anche per i primi sei mesi del 2019 l’«Osservatorio Crif-MisterCredit», società bolognese che si occupa di informazioni creditizie e che ha tracciato un bilancio su un fenomeno che, a livello lombardo, da gennaio a giugno è cresciuto del 53,2%, con oltre 2.300 casi totali, ovvero 13 vittime (in media) ogni giorno. E la Bergamasca non è da meno. La nostra provincia si piazza al quarto posto a livello regionale per numero di vittime: sul podio ci sono Milano, con 939 casi, Brescia con 254 e Monza e Brianza con 221. Seguono Varese, con 191 denunce, Como con 103, Cremona con 73, Mantova con 67, Lecco con 52 e Lodi con 41. Fanalino di coda Sondrio, con solo 4 casi in sei mesi. In tutto 2.305 vittime. Milano si piazza tra l’altro al terzo posto a livello nazionale.

In Italia nei primi sei mesi di quest’anno i casi sono stati 16.700, con un aumento del 36,7% rispetto allo stesso periodo del 2018 (quando ci furono 1.505 vittime) e un danno stimato che supera i 77 milioni di euro. A livello nazionale la Lombardia è al primo posto e precede la Campania (con 2.278 casi) e il Lazio (1.933). «Questo dato – evidenzia Beatrice Rubini, direttore della linea MisterCredit di Crif – è oltremodo preoccupante se si considera che, tradizionalmente, la quota più rilevante di casi si concentra nel periodo natalizio, ormai alle porte e quando il livello di attenzione è inevitabilmente più basso».

Andando ad analizzare il profilo delle vittime, nel 64,8% dei casi si tratta di uomini, con una crescita del 23,2% delle vittime tra i 18 e i 30 anni. I ladri di identità si occupano di appropriarsi dei dati sensibili delle vittime, che poi utilizzano per acquistare beni. Il tutto avviene on line. Nel 20,5% dei casi vengono comprati elettrodomestici, nel 13,7% autovetture o motocicli, nel 7,6% telefonini o computer (ma con una crescita in sei mesi pari al 29,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso), nel 7,6% vengono pagate – anche con finanziamenti – spese per l’acquisto o la ristrutturazione di immobili, nel 6,9% dei casi vengono acquistati capi d’abbigliamento (con un’impennata del 55,3%), nel 7,9% mobili, nel 6% vengono pagate cure mediche o estetiche, nel 3,8% viaggi e nell’1,1% dei casi finanziarie o assicurazioni.

Le vittime sono solitamente duplici: da un lato l’ignaro cittadino, che scopre soltanto dall’estratto conto l’acquisto fatto a nome (e soprattutto con il denaro) suo. Dall’altro chi ha venduto il bene, che raramente viene poi in effetti pagato. Anche perché i tempi di scoperta della frode sono piuttosto lunghi: nel 55% dei casi il raggiro viene scoperto entro 6 mesi, ma nel 14,4% del totale la scoperta è avvenuta dopo ben cinque anni. Troppi, per chi rischia dai 6 mesi ai cinque anni di reclusione. Dunque come difendersi? «Con i ladri in casa installiamo l’allarme – spiega ancora Beatrice Rubini –, ma in rete dobbiamo proteggere i nostri dati dal rischio di una frode creditizia, attivando un sms di allerta in caso di acquisti con la carta di credito, oppure sistemi che ci avvisino se i nostri dati vengono utilizzati per chiedere un prestito o comunque circolano sul web».

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