«Ha vissuto la malattia con coraggio e dignità»: Mihajlovic seguito all’ospedale Papa Giovanni con un protocollo sperimentale

Il ricordo. L’allenatore morto venerdì all’età di 53 anni è stato curato nelle ultime fasi della malattia anche a Bergamo. Il ringraziamento della famiglia al professor Alessandro Rambaldi. L’approfondimento su «L’Eco di Bergamo» di domenica 18 dicembre.

Una persona e un paziente speciale che «ha vissuto con grandissimo coraggio e dignità la sua malattia»: a ricordare Sinisa Mihajlovic, ex calciatore e allenatore, dal luglio 2019 alle prese contro una forma aggressiva di leucemia e scomparso venerdì 16 dicembre a soli 53 anni, è Alessandro Rambaldi, professore ordinario di Ematologia dell’Università degli Studi Milano e direttore del dipartimento Ematologia-Encologia dell’ospedale Papa Giovanni di Bergamo. Proprio all’ospedale di Bergamo Mihajlovic è stato seguito nella fase finale della malattia per un protocollo sperimentale.

All’ospedale Papa Giovanni XXIII e al professor Rambaldi è andato il ringraziamento per le cure ricevute della famiglia di Mihajlovic nell’annuncio della sua morte. «La moglie Arianna, con i figli Viktorija, Virginia, Miroslav, Dusan e Nikolas, la nipotina Violante, la mamma Vikyorija e il fratello Drazen, nel dolore comunicano la morte ingiusta e prematura del marito, padre, figlio e fratello esemplare, Sinisa Mihajlovic. Uomo unico professionista straordinario, disponibile e buono con tutti. Coraggiosamente ha lottato contro una orribile malattia. Ringraziamo i medici e le infermiere che lo hanno seguito in questi anni, con amore e rispetto, in particolare la dottoressa Francesca Bonifazi, il dottor Antonio Curti, il professore Alessandro Rambaldi, e il dottor Luca Marchetti. Sinisa resterà sempre con noi. Vivo con tutto l’amore che ci ha regalato».

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