Cronaca / Bergamo Città
Martedì 03 Febbraio 2026
Il progetto «On the road» tra le eredità dei Giochi di Milano Cortina
LA FIRMA. La Dichiarazione congiunta tra Onu, Governo, Coni, Cip: si impegnano a promuovere e comunicare congiuntamente l’iniziativa.
Bergamo
Il progetto educativo «On the road», nato a Bergamo, è stato esplicitamente riconosciuto, promosso e comunicato nella «Dichiarazione congiunta sulla sicurezza stradale», firmata nel contesto dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano Cortina 2026: al punto 6 del documento, i protagonisti si impegnano a promuovere e comunicare congiuntamente l’iniziativa.
I firmatari
La Dichiarazione è stata sottoscritta da Jean Todt, inviato speciale del segretario generale delle Nazioni Unite per la sicurezza stradale; da Matteo Salvini, vicepresidente del Consiglio dei Ministri e ministro delle Infrastrutture e dei trasporti; da Andrea Abodi, ministro per lo Sport; dal presidente del Comitato olimpico nazionale italiano Luciano Buonfiglio; dal presidente del Comitato italiano paralimpico Marco Giunio De Sanctis; e dal presidente della Fondazione Milano Cortina 2026 Giovanni Malagò.
Un passaggio chiave, perché per la prima volta - in una Dichiarazione che coinvolge l’Onu e il sistema olimpico - la sicurezza stradale viene affidata ai ragazzi come responsabilità educativa, non solo come messaggio da ricevere. La Dichiarazione si colloca nel quadro del «Decennio di azione Onu per la sicurezza stradale 2021–2030» e riconosce il ruolo dei Giochi come piattaforma globale capace di generare un’eredità duratura in termini di prevenzione, consapevolezza e mobilità responsabile.
«Ragazze e ragazzi al centro»
Alessandro Invernici, fondatore e vicepresidente dell’associazione «Ragazzi on the road», sottolinea come sia stato «riconosciuto un lavoro che da anni si svolge sul campo, con ragazzi che vivono in prima persona la strada, le regole, le conseguenze e la responsabilità delle scelte. Ringrazio tutti i firmatari per una scelta non scontata e profondamente coraggiosa: aver creduto in un modello educativo che mette i giovani a contatto diretto con la realtà, affidando loro fiducia e responsabilità». Un ringraziamento che arriva anche da Egidio Provenzi, presidente dell’associazione: «Hanno creduto in un modello che mette i ragazzi al centro come parte attiva di un percorso di responsabilità e consapevolezza. È un segnale forte che valorizza l’impegno dei giovani e di chi ogni giorno li accompagna sul campo».
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