Il racconto della sera dell’esplosione: «In quelle coperte distribuite il calore e la vicinanza della città»
IL COMMENTO. Abbiamo sentito la vicinanza di tutto il Borgo d’Oro, che ci si è stretto intorno come a rincuorarci e a raccomandare di rimboccarci le maniche, e l’ha fatto arrivando da noi non per curiosare, ma per stringerci la mano.
Lettura 1 min.La distribuzione di coperte e acqua da parte della Protezione Civile è stata l’ultimo atto di una splendida catena di solidarietà. I soccorsi sono stati tempestivi ed efficienti, con uno spiegamento di forze davvero notevole. Tutti i soccorritori, dagli addetti al Pronto soccorso ai Vigili del fuoco passando per la Polizia (Locale e di Stato) e i Carabinieri, si sono dimostrati comprensivi e affettuosi, in particolare nei confronti degli sfollati più fragili.
L’esplosione in via Longo a Bergamo, la galleria fotografica
A tarda sera era perfino stato rimosso il tappeto di vetri e cristalli sbriciolati dalla strada e dalla nostra portineria (completamente sventrata) da parte di solerti operatori di A2A. Impossibile non ringraziare il nostro portinaio Gigi, un’istituzione per il condominio, che non vuole sentirsi chiamare eroe, ma che ha rischiato la vita, salvandone altre e, pur leggermente ferito, da preziosa figura di riferimento, ha accompagnato per tutto il tempo delle verifiche i soccorritori, nei complicati passaggi di un vasto caseggiato. Encomiabile la presenza del prefetto Luca Rotondi e del questore Vincenzo Nicolì, che hanno fatto sentire la loro vicinanza, e dell’assessore alle Politiche sociali del Comune Marcella Messina, per tutto il tempo a fianco degli sfollati, per una parola di incoraggiamento e per coordinare i soccorsi.
Da residente dell’ala del palazzo meno colpita, pur col garage in frantumi, la scossa improvvisa e tremenda, insieme a un’abbondante dose di terrore, mi ha portato indietro nel tempo, in quel gennaio 1994, quando rimasi coinvolto nel terremoto 6.7 a Los Angeles, un episodio che ha ripetuto la stessa sensazione di precarietà. Ho pensato che ogni tanto mi venga riservata una scossa per farmi riflettere sulla reale importanza di quanto avviene nella vita. Ma, stavolta, abbiamo sentito la vicinanza di tutto il Borgo d’Oro, che ci si è stretto intorno come a rincuorarci e a raccomandare di rimboccarci le maniche, e l’ha fatto arrivando da noi non per curiosare, ma per stringerci la mano. Sono questi i momenti in cui ci si sente fieri della nostra città.
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