Via Longo, il portinaio cerca la fuga di gas fino all’esplosione: «Il muro gli ha salvato la vita»

LA TRAGEDIA. Il boato sentito in tutto il quartiere di Borgo Santa Caterina: distrutto appartamento in cui abita una famiglia di tre persone. La moglie del portinaio racconta i minuti prima dell’esplosione: «Aveva bussato a tutte le porte e stava aprendo le finestre. È un miracolato».

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Bergamo

«Ho sentito un botto enorme e ho pensato: sono vedova. Invece mio marito non si è fatto niente, è stato protetto dal muro. Lo scriva su L’Eco: Gigi il portinaio è stato un eroe». Incredibile il racconto della moglie del portinaio dello stabile al civico 9 di via Longo, in Borgo S. Caterina, («non metta il nome, tanto ci conoscono tutti») dove lunedì 5 ottobre alle 19.30 una fuga di gas ha provocato un’enorme esplosione che ha distrutto due appartamenti al piano terra nella scala C, oltre alla portineria.

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«Un odore persistente di gas»

Scoppiati i vetri di decine di finestre, distrutti tapparelle,garage e cantine, per fare il bilancio dei danni ci vorranno giorni. A terra un tappeto di vetri rotti, pezzi di infissi, garage e terrazzi distrutti anche nel palazzo di via Albani. Il boato è stato sentito in tutto il quartiere,

«Verso le 19 abbiamo cominciato a sentire puzza di gas ma non capivamo da dove provenisse. Così Gigi ha cominciato a bussare in tutte gli appartamenti chiedendo se qualcuno avesse lasciato aperto il gas, e tutti che rispondevano di no. 
Ma la puzza era troppo forte»

una ventina gli sfollati nella palazzina inagibile. «Abbiamo visto un ragazzo uscire urlando, tutto insanguinato» raccontano i residenti. Sono arrivate immediatamente due auto medicalizzate, cinque ambulanze, cinque squadre dei Vigili del fuoco con un’autoscala, un’autobotte e tre autopompe, pattuglie di Polizia, carabinieri e Polizia locale. Sul posto anche il questore Vincenzo Nicolì, il prefetto Luca Rotondi e l’assessore Marcella Messina. Ma è la moglie del portinaio a raccontare nel dettaglio ciò che è successo: «Verso le 19 abbiamo cominciato a sentire puzza di gas ma non capivamo da dove provenisse. Così Gigi ha cominciato a bussare in tutte gli appartamenti chiedendo se qualcuno avesse lasciato aperto il gas, e tutti che rispondevano di no. 
Ma la puzza era troppo forte. Io non potevo fermarmi oltre perché dovevo andare a prendere la figlia che usciva da pallavolo in piazza Sant’Anna, così sono partita in moto. Lui mi ha detto che sarebbe andato ad aprire tutte le finestre dei terrazzini sulle scale. Alle 19.30 ero in piazza Sant’Anna, ho parcheggiato la moto e ho sentito l’esplosione. Ho pensato: adesso arrivo a casa e non trovo più niente. Ho preso mia figlia e le ho detto: salta su, non so cosa troviamo. Quando sono arrivata in via Longo c’erano già le ambulanze, i Vigili del fuoco e la Polizia. Gigi è un miracolato, ha solo qualche graffio. Ha aperto la porta 30 secondi prima che scoppiasse tutto. È sceso al piano terra nell’appartamento di una famiglia dove vivono marito, moglie e il figlio grande. Il signore ha chiuso la porta, Gigi è andato alla portineria a prendere le chiavi per aprire i terrazzini che ci sono sulle scale e quando c’è stata l’esplosione era dietro il muro della portineria. È stato quello che l’ha salvato».

Due feriti gravi: donna in fin di vita

Il bilancio è di due feriti in codice rosso, marito e moglie di origini romene di 55 anni portati nei centri grandi ustionati, il primo all’ospedale di Verona con l’elisoccorso di Brescia e la seconda, che rischia la vita, al Niguarda di Milano con l’elicottero di Como. Due sono stati trasportati in codice giallo al Papa Giovanni e cinque erano in codice verde.

Al «Papa Giovanni» è andato un ragazzo che stava scendendo le scale nel momento in cui è esploso l’appartamento ed è stato ferito al sopracciglio, alle gambe e alle mani. «Accanto all’appartamento esploso della famiglia ce n’è un altro in ristrutturazione, quindi vuoto – prosegue la moglie del portinaio – . C’era un ragazzo, Luca, che è sceso dalle scale proprio in quel momento ed è rimasto ferito. Poi ho visto che hanno portato via anche un paio di nostri amici sempre della scala C per alcune schegge, però erano cose lievi. Mio marito è un po’ graffiato ma nulla di grave, era in ciabatte e pantaloncini, la portineria è saltata per aria, non c’è più. Non c’è più neanche l’ascensore, le porte dei garage, una dozzina, completamente divelte, non so le auto se sono state danneggiate e non so non so se ci faranno entrare adesso, anche se abitiamo al sesto piano. Non sappiamo cos’ha innescato l’esplosione, se hanno acceso la luce è c’è stata una scintilla o magari hanno caricato il telefono, ma so che la puzza di gas era tremenda. Gigi stava per chiamare il 112 ma non ha fatto in tempo».

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