Esplosione a Bergamo, una ventina fuori casa. Gli sfollati ospitati in hotel
LA SOLIDARIETÀ. Dopo l’esplosione in via Longo, l’assessore Messina si è recata sul posto per coordinarsi con le strutture ricettive. Il parroco: «Un grande spavento».
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Non c’è tempo da perdere. Dopo l’esplosione in via Longo che ha scosso l’intero quartiere di Borgo Santa Caterina – e tutto il resto della città, visto che il boato è stato avvertito in più zone di Bergamo – la macchina dei soccorsi si è mobilitata immediatamente per dare una mano a chi ieri ha dovuto trascorrere la notte fuori dalla propria abitazione.
L’intervento del Comune
Il Comune si è attivato subito, non appena appresa la notizia. Sul posto si è recata l’assessore alle Politiche sociali, Marcella Messina, impegnata per diverse ore per aiutare e verificare le disponibilità delle strutture ricettive della città, con l’obiettivo di dare a tutti un’opzione per la notte. «Mi trovo ancora qui sul posto con le persone – ha spiegato l’assessore, poco prima delle 22 –. Stiamo cercando di capire se possono andare in casa a prendere le loro cose e poi, per chi ha bisogno, stiamo cercando sistemazioni per dormire». A quell’ora, l’assessore Messina aveva ricevuto la disponibilità dell’hotel Nh e del Central Hostel di via Ghislanzoni. «Per ora siamo a tre camere, quelle di un civico di una scala, ma dobbiamo ancora vedere le altre scale. Andiamo avanti passo dopo passo».
I Vigili del fuoco hanno controllato danni e agibilità, scala per scala. Con il procedere delle verifiche è aumentato il numero di persone che avevano bisogno di un posto per la notte
Gli evacuati in hotel
Una situazione che, come testimoniato dall’assessore, è stata in costante aggiornamento per tutta la sera. A mano a mano che i Vigili del fuoco verificavano scala per scala, appartamento per appartamento i danni e l’agibilità degli edifici, il numero delle persone bisognose di un posto in cui passare la notte aumentava. In tutto, a tarda serata, risultavano una ventina di persone che ha dovuto trascorrere la notte fuori casa.
Qualcuno ha trovato ospitalità dai propri famigliari, ma altri inquilini non hanno avuto questa possibilità. Alla fine, grazie anche alla disponibilità delle strutture ricettive, il Comune è riuscito ad andare incontro a diverse famiglie.
Il conteggio aggiornato alla tarda serata: una tripla, una singola e quattro doppie messe a disposizione dagli hotel. A queste si aggiungeva la disponibilità del Central Hostel di via Ghislanzoni
Il conteggio, aggiornato alla tarda serata di ieri, era di una camera tripla messa a disposizione dall’Nh di Orio al Serio, una camera singola all’Nh di Bergamo, due camere doppie all’hotel San Marco Excelsior e altre due camere doppie al Radisson Hotel di ChorusLife. Numeri a cui si aggiunge anche la disponibilità del Central Hostel. «Ringrazio Ruggero Pizzigalli, direttore di Oriocenter, per la grande disponibilità», ha commentato Messina.
Il parroco: «Incredulità»
A vedere di persona i danni dell’esplosione anche il parroco di Borgo Santa Caterina, monsignor Pasquale Pezzoli.
«Quando sono arrivato ovviamente la gente era stata un po’ presa dalla paura», anche per le condizioni delle persone rimaste ferite, nove in tutto. Tra queste, a ieri sera, due risultavano in codice rosso (quindi gravi) e sono state trasportate in elicottero a Milano e Verona. Non preoccupano, invece, gli altri feriti.
«Questa notte (ieri notte, ndr) alcuni si sono potuti sistemare con i loro parenti e poi anche il Comune è sceso in campo per dare una mano a chi ne aveva bisogno». Questo, certamente, «ha contribuito a riportare un po’ di serenità», anche se, confessa il parroco, «anche io ero un po’ incredulo di fronte a quanto accaduto»
In ogni caso, monsignor Pezzoli si è fermato ad ascoltare il racconto dei residenti: «C’era tanto spavento. Ho semplicemente cercato di capire da loro che cosa fosse successo, ascoltando quel che mi dicevano. Mi hanno detto di aver sentito un boato, alcuni sono venuti anche da fuori quartiere allertati dal forte rumore. Questa notte (ieri notte, ndr) alcuni si sono potuti sistemare con i loro parenti e poi anche il Comune è sceso in campo per dare una mano a chi ne aveva bisogno». Questo, certamente, «ha contribuito a riportare un po’ di serenità», anche se, confessa il parroco, «anche io ero un po’ incredulo di fronte a quanto accaduto».
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