L’esplosione di via Longo a Bergamo: «Boato come in guerra, urla e vetri ovunque»

LE TESTIMONIANZE. I racconti dei residenti: «Durante la giornata non abbiamo sentito odore di gas». Finestre in frantumi e infissi distrutti: «Della nostra portineria non c’è più nulla».

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«Mi trovavo qui a casa e stavo cucinando, quando ho sentito un boato tremendo: la nostra portineria non esiste più». La signora Emmanuella, 74 anni, insegnante in pensione, è una degli inquilini che vivono nella palazzina al civico 9 di via Longo: era in casa, come tanti altri vicini, quando alle 19.30 i muri di casa sono tremati e i vetri sono andati in frantumi. « Io vivo al secondo piano, che poi sarebbe il terzo se si considerano i box interrati: ho avuto davvero tanta paura, non avevo mai sentito una cosa del genere. Non ho vissuto la guerra, ma credo sia stata così». La donna ha poi avvisato la figlia, che vive a Seriate e che l’ha subito raggiunta, trovandola comprensibilmente in lacrime e molto scossa. «Noi la guerra l’abbiamo scampata perché siamo venuti qui a Bergamo dall’Ucraina – racconta un altro inquilino originario di Kiev – e ora ci siamo trovati in questa situazione surreale».

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«L’appartamento che ha registrato i danni peggiori, accanto a quello dove è avvenuto lo scoppio era in fase di ristrutturazione da almeno tre mesi: l’avevano completamente rifatto, con i muri sventrati e ricostruiti nei minimi dettagli. Ora è tutto completamente distrutto e devastato»

Vetri in strada e nei cortili

Il complesso residenziale teatro dello scoppio di ieri sera è formato da diversi edifici, collegati tra loro, per un totale di 60 appartamenti, ai quali si accede attraverso quattro scale e altrettante portinerie. Le vetrate della portineria del civico 9 sono state quelle che hanno registrato l’ondata d’urto più imponente e sono andate completamente distrutte: tutti i vetri sono stati scaraventati sulla carreggiata di via Longo.

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«L’appartamento che ha registrato i danni peggiori, accanto a quello dove è avvenuto lo scoppio – ricostruisce la signora Emmanuella – era in fase di ristrutturazione da almeno tre mesi: l’avevano completamente rifatto, con i muri sventrati e ricostruiti nei minimi dettagli. Ora è tutto completamente distrutto e devastato. Lo scoppio e l’onda d’urto hanno investito anche il piano terra, dove si trovano i box e che confinano con via degli Albani. Anche tutte le saracinesche dei garage delle nostre case sono andate distrutte. Io sono rimasta allibita per qualche minuto e mi sono anche preoccupata per il mio gatto Tommy, che non trovavo più. Era andato a nascondersi per la paura. I vigili del fuoco ci hanno detto che verranno a controllare l’agibilità di ciascun appartamento: speriamo di poter restare qui a casa e che i feriti non siano comunque gravi».

«Si è spalancata la porta»

Lo scoppio ha infranto buona parte dei vetri delle finestre intorno, finiti nei cortili e all’interno delle abitazioni: «Stavamo cenando quando abbiamo sentito questo boato fortissimo, mai sentito prima d’ora in vita mia e che mi auguro di non sentire mai più», racconta sul balcone di casa una donna che vive con il marito da 25 anni al primo piano della palazzina al civico 5, affacciata proprio sull’appartamento teatro dello scoppio, dalle cui finestre senza più né vetri né infissi si vedono i vigili del fuoco che, con le torce, ne verificano la stabilità. «All’improvviso si è spalancata la porta, alcune suppellettili sono cadute a terra e nella stanza è caduto il pannello che copre il cassone della tapparella sopra la portafinestra. Guardi attorno: il panorama è di devastazione».

«Ero in casa e ho sentito il boato, così sono uscito immediatamente sulle scale: abbiamo subito pensato a una fuga di gas, anche se nel pomeriggio non si era sentito nessuno odore sospetto – racconta un altro inquilino –: in un istante, subito dopo lo scoppio, si sono sentiti i vetri che si infrangevano e delle urla. Poi, quando eravamo tutti fuori, le sirene delle ambulanze e dei vigili del fuoco, che sono arrivati nel giro di pochi minuti»

Sulla tromba delle scale della palazzina al civico 5, di fronte a quella dov’è avvenuto lo scoppio, è stato per tutta sera un continuo viavai di persone intente a pulire soprattutto dai vetri delle finestre: la scala di questo edificio è caratterizzata da vetrate che si affacciano, su tutti i cinque piani, proprio sul cortile dove, dall’altro lato, è partito lo scoppio e dunque, soprattutto ai primi piani, l’esplosione ha mandato in frantumi tutte le finestre.

«Grida e rumore di vetri rotti»

«Ero in casa e ho sentito il boato, così sono uscito immediatamente sulle scale: abbiamo subito pensato a una fuga di gas, anche se nel pomeriggio non si era sentito nessuno odore sospetto – racconta un altro inquilino –: in un istante, subito dopo lo scoppio, si sono sentiti i vetri che si infrangevano e delle urla. Poi, quando eravamo tutti fuori, le sirene delle ambulanze e dei vigili del fuoco, che sono arrivati nel giro di pochi minuti». «Quell’appartamento aveva già creato problemi qualche mese fa, con delle infiltrazioni d’acqua, ma non si era mai pensato anche al gas», rileva un’altra residente mentre, assieme ai vicini di casa, è intenta sulle scale a raccogliere, con paletta e secchio, i vetri a terra.

Nelle palazzina abitano persone di tutte le età: dagli anziani, subito raggiunti dai figli, ma anche tanti bambini, rimasti a loro volta sconvolti per lo scoppio improvviso: «Mio figlio stava facendo i compiti e mia moglie preparando la tavola – ricostruisce un altro residente – quando ci siamo precipitati fuori casa, guardandoci negli occhi con i vicini di pianerottolo. Tutti cercavamo di capire cosa fosse accaduto. Qualcuno era già al telefono con i vigili del fuoco. Il timore era anche che l’esplosione potesse essere seguita da un altro scoppio. Per fortuna almeno questo non è avvenuto».

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