In più di 200 a Fiumenero per la «Brunone Sherpa Vertical» - Foto

L’INIZIATIVA. Nell’ambito del progetto per portare in quota le provviste per i rifugi logisticamente più disagiati.

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Fiuemenero

Fiumenero, ore 7 di questa mattina, sabato 4 luglio. Il termometro segnava «solo» 13 gradi ma molti dei partecipanti alla Brunone Sherpa Vertical, temendo di dover poi fare i conti con l’arrivo del sole cocente (soprattutto in vista dell’erta finale dopo la Valle dell’Asèr), si erano già incamminati in direzione del rifugio, posto a 2295 metri di quota.

I numeri legati a questa iniziativa di solidarietà, giunta alla nona edizione e che si pone come obiettivo quello di portare in quota le provviste per i rifugi logisticamente più disagiati, crescono di anno in anno.

In più di 200

«Si sono presentati in oltre 220 - fa sapere la sua ideatrice Cinzia Bertasa – e sinceramente rimaniamo sempre più stupiti dalla risposta che questi “amici della montagna” ci regalano ogni volta. La loro provenienza non è solo in ambito locale ma sono arrivati milanesi, bresciani, brianzoli, lodigiani, liguri e toscani. Le storie che potremmo raccontare sono tante: da chi è salito al buio venerdì sera a chi ha fatto due viaggi tra l’una di notte ed il primo mattino. Oppure c’è chi è partito con uno zaino da 27 chilogrammi impiegando poco più di tre ore a raggiungere il rifugio o Ingrid, la più giovane partecipante alla Sherpa Vertical con i suoi 11 anni».

Il ritrovo era fissato per le 6,30 ma già un’ora prima i parcheggi di Fiumenero hanno iniziato ad accogliere i primi escursionisti, tant’è che alle 7 risultavano totalmente occupati. «Nell’arco di un paio di ore – prosegue Bertasa - abbiamo distribuito l’intero carico che avevamo stipato sui nostri furgoni, vale a dire oltre 1500 chilogrammi di vettovaglie e viveri di ogni genere (soprattutto quelli confezionati), ma anche riso, pasta, patate, cipolle, pane, verdure varie, carta asciugamani e igienica».

«Per una quarantina di persone la salita al rifugio è infatti avvenuta senza caricare nulla a dimostrazione di come, al di là della partecipazione all’iniziativa, lo spirito di collaborazione di tutti i partecipanti rimanga encomiabile. Il ringraziamento mio e del rifugista Marco Brignoli va infine al ristorante Aurora, per il supporto logistico fin dalle prime ore del mattino, e a Luigi Bonacorsi per aver messo a disposizione la sua area parcheggi poco oltre l’abitato di Fiumenero». I primi arrivi in quota sono iniziati poco dopo le 8, mentre gli altri sono arrivati alla spicciolata fin verso le 13; per tutti un piatto di pasta e una bibita offerti dal rifugista.

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