(Foto di Bedolis)
LA STORIA. La 36enne di Campagnola, impiegata con una passione per la corsa, fa parte dei Podisti Insonni ed è salita sul palco in largo Belotti, acclamata dalla folla: «Lo sport è condivisione e rispetto, che felicità portare i valori olimpici nella mia città».
Bergamo
Nella favola di Ambra Matera, impiegata 36enne di Campagnola con una grande passione per la corsa, c’è tutta la magia dello sport e di una città, Bergamo, che lunedì si è vestita a festa per accendere lo spirito olimpico. La voglia di esserci, per la gente che ha riempito le strade orobiche, è stata più forte del maltempo. In diverse migliaia, durante tutta la giornata, hanno accompagnato il viaggio della Fiamma olimpica di Milano Cortina 2026, acclamando gli oltre cento tedofori che si sono alternati lungo il percorso, da Villa d’Almè a Bergamo, passando per la Val Seriana.
«È incredibile, ho saputo solo il 2 febbraio, la mattina, che sarei stata l’ultima tedofora»
Ed il culmine è giunto intorno alle 19,30 in largo Belotti, nel cuore del centro di Bergamo, dove dopo una giornata di festa per grandi e piccoli una folla di circa 2mila persone ha accolto con una pulsione di gioia più forte della pioggia battente l’arrivo di Matera. In città, da giorni, era grande la curiosità intorno al nome dell’ultimo tedoforo. Ed alla fine è toccato a lei l’onore di percorrere gli ultimi duecento metri del lunedì olimpico e chiudere trionfalmente la tappa orobica, accendendo il braciere sul palco. «È incredibile, ho saputo solo il 2 febbraio, la mattina, che sarei stata l’ultima tedofora - racconta lei -. È stato meraviglioso e non ho parole, sono stata orgogliosa di aver portato i valori olimpici nella mia città».
«Dedico questo tripudio di emozioni a mia figlia Sofia, al mio compagno Francesco, alla mia famiglia, agli amici, ai colleghi e a tutte le persone che mi sostengono»
Matera è segretaria dei Podisti Insonni, gruppo di amici che si ritrova la mattina a correre. «Avevo compilato l’application online per candidarmi come tedofora ma non sapevo che avrei percorso gli ultimi metri, tra la folla, e acceso il braciere olimpico, è stato una grande sorpresa, provo un’emozione ed un orgoglio enormi - spiega a margine della cerimonia, circondata dall’affetto dei suoi cari -. Per me lo sport è condivisione, rispetto, star bene e fare del bene. Sapevo che Bergamo non avrebbe deluso, in termini di partecipazione, e così è stato. Dedico questo tripudio di emozioni a mia figlia Sofia, al mio compagno Francesco, alla mia famiglia, agli amici, ai colleghi e a tutte le persone che mi sostengono».
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