«La speranza e la fiducia nell’amore di Dio illuminano la vita»

IL SABATO SANTO. La Parola di Dio è luce, ricchezza luminosa di cui noi cristiani non possiamo fare a meno. Così il Vescovo di Bergamo mons. Beschi nella Messa di sabato sera 4 aprile.

Bergamo

Dal buio alla luce, dalla morte alla vita, dalla Crocifissione alla Risurrezione. Nelle prime ore di sabato sera 4 aprile sul sagrato della Cattedrale è stato acceso il grande braciere per l’inizio della Veglia. Monsignor Beschi ha benedetto il fuoco e ha preparato il cero pasquale pronunciando le parole del rito. Il cero è stato poi acceso alla fiamma del fuoco benedetto ed introdotto in chiesa dalla processione del Vescovo, dei sacerdoti e dei fedeli.

Gradualmente il buio della chiesa si è illuminato con l’assemblea che reggeva piccole candele di cera. È seguito l’annuncio pasquale cantato da uno dei diaconi presenti. Dopo il solenne inizio si è aperto l’ampio tempo dedicato alla Parola di Dio con cinque letture tratte dall’Antico Testamento e il canto del Gloria. «Abbiamo iniziato con un segno, quello del fuoco, in cui possiamo riconoscere tutti i temi di questa ricca Liturgia – ha detto il Vescovo aprendo l’omelia –. La Parola di Dio è luce, ricchezza luminosa di cui noi cristiani non possiamo fare a meno. Il cero pasquale è la luce di Cristo, a cui durante il Sacramento del Battesimo attingiamo perché custodisca la nostra fede. L’Eucaristia è il fuoco dell’amore di Dio».

Monsignor Beschi ha invitato alla speranza e alla fiducia nell’amore di Dio che nella Pasqua illuminano la vita. «In un tempo in cui facciamo fatica a immaginare un futuro, la Parola di Dio non è la solita vecchia storia, il Battesimo è autentica rigenerazione e il Pane eucaristico è fuoco che nutre».

«Dio non aspetta che le nostre guerre finiscano per far risorgere la nostra vita. La Pasqua non è frutto dei nostri sforzi ma fondamento che illumina i nostri sforzi»

Riprendendo le parole della pagina evangelica della Risurrezione ha focalizzato la figura dell’Angelo. «E’ lui che fa rotolare la pietra del sepolcro, che fa rotolare la pietra dal nostro cuore. Non è la nostra forza ad agire, ma quella di Dio. Dio non aspetta che le nostre guerre finiscano per far risorgere la nostra vita. La Pasqua non è frutto dei nostri sforzi ma fondamento che illumina i nostri sforzi».

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