La Via Crucis con il Vescovo: «Gesù ama anche dove l’odio si scatena» - Foto

PASQUA. In Piazza Vecchia la riflessione di monsignor Beschi: «Da soli non possiamo liberarci del male. È necessaria la condivisione, l’amicizia. Nessuno può bastare a se stesso».

Bergamo

Oltre 500 fedeli hanno partecipato, venerdì 3 aprile, alla Via Crucis guidata dal vescovo Francesco Beschi e proposta da Comunione e Liberazione di Bergamo, in collaborazione con la Diocesi e la parrocchia del Duomo.

Durante il cammino la meditazione è stata accompagnata dalla lettura di pagine dei Vangeli e dai commenti tratti da «Il Mistero della Carità di Giovanna d’Arco» di Charles Péguy, autore francese molto caro a don Giussani, fondatore di Cl. Quattro le stazioni della Via Crucis che, iniziata e conclusa in Piazza Vecchia, si è snodata lungo le vie di Città Alta e le Mura sostando sugli spalti di San Giacomo e del Seminario. La preghiera si è compiuta nel silenzio dei fedeli, che hanno attraversato il rumore, il chiacchiericcio, le risa di turisti e persone sedute ai tavolini o in giro in una serata per molti di festa e vacanza.

«Solo l’amore di Dio può vincere le morte»

In piazza Vecchia il Vescovo ha proposto una sua riflessione pre denti spunto dalle parole dell’invito alla Via Crucis: «Il male esiste e ci riguarda, non ci è estraneo, ma è nel cuore di ogni persona. Da soli non possiamo liberarcene. È necessaria la condivisione, l’amicizia. Nessuno può bastare a se stesso. Nemmeno Gesù che sulla croce dice: ho sete. Nessuno può salvarsi da solo. Gesù purifica la nostra immagine di uomo che si ritiene grande, che uccide e prevarica. La via della Croce è la via di un amore accogliente e resistente. Gesù ama anche dove l’odio si scatena. I testi che abbiamo meditato stasera ci ricordano che la via della croce è la via della salvezza perché Gesù è Figlio di Dio. E Dio non si sottrae è non si impone, ma si dona. Dio ci indica una nuova via di relazioni con Dio, se stessi, gli altri. Noi confidiamo in questo mondo in cui abbiamo davanti agli occhi tanti crocifissi nella potenza generatrice di questo amore resistente e accogliente. Solo Dio ci salva dal nulla. Solo l’amore di Dio può vincere le morte».

Il ringraziamento al Vescovo

Tommaso Minola, responsabile diocesano di Cl, ha rivolto al Vescovo un saluto conclusivo: «Grazie per averci guidato questa sera con sobrietà e profondità, che abbiamo imparato a riconoscere come tratti del suo modo di essere pastore. E proprio per questo sentiamo il desiderio di dirle grazie anche per il cammino condiviso in questi diciassette anni in cui ci ha accompagnato nel suo servizio come Vescovo di Bergamo. Lei per noi è stato davvero un padre (per la cura con cui ha custodito la nostra vita di fede dentro quella della Chiesa diocesana) e, insieme, un fratello maggiore, per la vicinanza concreta, mai formale. C’è un aspetto, tra i tanti, che oggi sentiamo particolarmente caro: attraverso la sua presenza e il suo sguardo, ci ha educati al valore dell’ecclesialità. Prima ancora che questo diventasse per noi un tema esplicito, un passaggio di maturazione del nostro movimento, lo abbiamo visto e imparato vivendo il rapporto con lei. Ci ha aiutato a capire che la nostra esperienza è vera proprio dentro la Chiesa, e per la Chiesa». Come ringraziamento è stato dedicato “A Te canto”, «perché condensa, in fondo, anche tutto ciò che abbiamo vissuto insieme».

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