Le Grazie accolgono don Pietro Guerini: «Mandato di unità»

L’INGRESSO. Il nuovo parroco guiderà anche Sant’Alessandro in Colonna. monsignor Finazzi: «Questa parrocchia, porta della città». Il grazie a monsignor Ottolini: «Qui ha profuso del bene».

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«Provo oggi una gioia debordante, come un fiume che porta felicità e bene - ha detto domenica mattina don Pietro Guerini rivolgendosi alla comunità di Santa Maria Immacolata delle Grazie, al termine della celebrazione del suo ingresso come parroco -. In voi vedo la voce del Signore che ci chiama a qualcosa di immenso. Ci affida se stesso per camminare insieme. Grazie a ciascuno di voi per la prossimità, amicizia, preghiera, perché questi doni trasmessi a noi, siano condivisi e propagati nella città». Don Guerini, che guiderà anche la parrocchia di Sant’Alessandro in Colonna, ha ringraziato i presenti, i familiari, gli amici giunti da Roma e dalla Svizzera, i sacerdoti che accompagnano questo nuovo inizio, che è un «mandato di unità».

Richiamando una leggenda ebraica, don Pietro ha indicato: «Misericordia, verità, cura per i piccoli, gioia: così è il Signore, così siamo noi, aderendo a ciò che il Signore ci chiede di essere, per dare inizio al nostro cammino comunità».

Monsignor Michelangelo Finazzi, che ha presieduto la celebrazione, ha presentato i sacerdoti che collaboreranno con don Guerini: i vicari parrocchiali don Nicola Brevi, don Tino Vavassori, e i collaboratori pastorali monsignor Gianfranco Rota Graziosi, don Luigi Zanoletti, don Tullio Frosio Roncalli. Monsignor Finazzi ha anche ringraziato monsignor Valentino Ottolini «che tanto bene ha profuso in questa comunità e che pure sarà collaboratore pastorale per entrambe le parrocchie affidate a don Pietro».

Monsignor Finazzi ha sottolineato che «il gruppo di sacerdoti è al servizio della comunità, non solo per una contingenza oggettiva legata alla diminuzione dei sacerdoti, ma soprattutto perché le parrocchie sono chiamate a collaborare e camminare insieme. Questa è l’indicazione della Chiesa sinodale, che invita a cogliere la ricchezza di avere più sacerdoti al servizio delle comunità. In questa comunità delle Grazie lo Spirito Santo ha operato grandi cose. San Paolo ci parla della operosità della fede, della fatica della carità, della fermezza della speranza. In parrocchia operano i gruppi di catechismo, qui c’è il santuario mariano della città, Santa Maria Immacolata delle Grazie, e del Santo Jesus, approdo sicuro per la spiritualità.

Non è sempre semplice praticare la carità, ma questa comunità accoglie tante persone non solo con il Centro Ascolto, ma con altre realtà di volontariato; è presente la comunità Effatà, c’è un consiglio pastorale grintoso. Non bisogna perdere la speranza contro il rischio di letture depressive sul mondo e sulla nostra città. Si può guardare con fiducia ed ottimismo perché le persone non sono una minaccia, ma un dono. Questa parrocchia è “porta della città”. Il Vangelo è per tutti, da tutti si può imparare e scegliere lo stile dell’accoglienza collaborando con Rete di quartiere, Università, il Gruppo culturale della parrocchia, realtà forte in dialogo con la città».

Monsignor Finazzi ha concluso con un augurio che riprende le raccomandazioni rivolte dal Vescovo Beschi alle parrocchie cittadine: «Essere disponibili al cambiamento che esige elasticità per sperimentare modelli pastorali nuovi; collaborare tra parrocchie per evitare il rischio di autoreferenzialità; infine porsi al servizio della città plurale, ricca, multiforme. Gesù non rimane ingarbugliato in questioni secondarie rispetto a quello che è il Regno di Dio. La priorità è annunciare il Vangelo all’umanità».

Don Pietro ha ricevuto, dopo aver firmato l’impegno a servire la comunità come «pastore, maestro e guida», le chiavi della chiesa, mentre all’inizio della celebrazione, sul sagrato è stato accolto dall’assessore del comune di Bergamo Claudia Lenzini e da Anastasia N’dambi, membro del consiglio pastorale, che hanno rivolto parole di benvenuto. «Sono certa che il suo impegno – ha detto Lenzini – sarà fecondo di incontri, collaborazioni, amicizia. Le auguro di guidare la comunità sempre con passione, coraggio e amore anche nei momenti di fatica».

«La comunità è in festa – ha detto N’dambi – pronta ad accompagnarla con disponibilità, attenta alla realtà della vita per capire quello che il Signore ci chiede».

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