Le influencer bergamasche:«Bisogna rispettare le regole contro la pubblicità
occulta»

L’ANALISI. «Serve saper dire di no. Controlli necessari: noi spostiamo opinioni e scelte». Dopo la polemica sulle pubblicità sui Social e sul ruolo delle influencer, le “nuove” regole e l’opinione delle bergamasche che fanno contenuti in Rete.

«Il controllo è necessario, direi obbligatorio. Noi influencer spostiamo l’opinione pubblica e determiniamo azioni effettive. Di acquisto ma non solo». Iaia De Rose, 725 mila follower, impreditrice bergamasca d’adozione, è molto chiara nella sua presa di posizione dopo la bufera sul mondo delle influencer e della pubblicità ingannevole, ma anche sulle regole - vecchie e nuove - di Agcom. Su un mondo, quello dei Social, difficile da normare e sempre più vasto e incontrollabile: «Le influencer sono esposte e potenti, ma siamo tutti sovraesposti, perchè tutti siamo sempre con il telefono in mano». I controlli sono sa da aumentare e «deve crescere il senso di responsabilità di ciascuno. Qui serve educare le giovani generazioni, un compito complesso e che richeide professionalità mirate».

Se Paola Turani per il momento preferisce non esporsi sul tema, sono numerose le influencer bergamasche che hanno da dire la loro sull’argomento. «Ancor prima che diventasse obbligatorio, quando promuovo un brand o un’azienda, inserisco la dicitura “Adv” nel post o nella storia Instagram – spiega Gloria Strabla, 25 anni di Brusaporto, 115 mila follower su Ig -. Credo sia corretto nei confronti di chi mi segue» spiega la giovane, seguita soprattutto per la sua vita di mamma che racconta in Rete. «Vero è che ci sono aziende e marchi che chiedono specificatamente di non inserire la dicitura di “Adv”, come se la promozione fosse un consiglio, come se non fosse una pubblicità: sono compromessi non accettabili, ma c’è chi lo fa».

«Vero è che ci sono aziende e marchi che chiedono specificatamente di non inserire la dicitura di “Adv”, come se la promozione fosse un consiglio, come se non fosse una pubblicità: sono compromessi non accettabili, ma c’è chi lo fa»

Si occupa di contenuti sui Social, con un focus sul viaggio, Federica Di Nardo, bergamasca 35enne, 182 mila follower su Ig: «Nulla di nuovo, le regole ci sono sempre state e chi fa questo mestiere seriamente e da un po’ di tempo lo sa – spiega -. Spesso gli utenti non hanno dimestichezza con questi tipi di contenuto». Per esempio? «Non c’è solo la dicitura di Adv – specifica -. Bisogna dichiarare in caso di regali, inviti, cambio merce, viaggi o esperienze».

D’accordo Luisa Ambrosini, 35enne che vive a Bergamo, 64.600 follower in Ig, nota per il suo sito di cucina tacchiepentole.com: «Le regole sono chiare così come le diciture da inserire nei post. Soprattutto nel mondo del food, dopo il Covid, le influencer e le creator di TikTok sono triplicate e non tutte specificano collaborazioni, prodotti ricevuti in regalo. C’è poca conoscenza del mestiere, non c’è studio né preparazione e la stessa comunity che segue il mondo delle influencer non conosce le dinamiche». E per chi sgarra? «Ci sono le multe, e sono carissime – continua -. Per esempio: i Giveaway in italia sono illegali se non vengono previsti i modus operandi definiti dalla legge: rientrano a tutti gli effetti nella normativa che definisce i concorsi a premi, con tanto di intervento di un notaio. Ma c’è chi li fa comunque senza rispettare la normativa».

«Soprattutto nel mondo del food, dopo il Covid, le influencer e le creator di TikTok sono triplicate e non tutte specificano collaborazioni, prodotti ricevuti in regalo»

Lavora su contenuti legati a Bergamo Marta Spinelli, 33 anni, più conosciuta per il nome della sua pagina, Hello Bergamo, 11.400 follower in Ig: «I Social sono un’arma a doppio taglio e se usati bene portano a qualcosa di costruttivo ma spesso le influencer comunicano in modo non trasparente e gli utenti non si pongono la domanda: ma questa è pubblicità?». Perché non si tratta solo di hastag: «Dipende anche dove vengono inseriti: non in mezzo ad altre decine, ma in modo evidente, subito dopo il messaggio di contenuto».

Così come capita che si dica di no a una proposta che non «ti appartiene, che non è in linea con le scelte personali – spiega Lisa Azzol a, 23 anni, 35.400 follower, da gennaio 2022 contente creator nel mondo del food dopo un lavoro da impiegata contabile -. Partendo dal fatto che ci sono degli obblighi di legge e si firma un contratto quando si fanno collaborazioni commerciali, bisogna anche saper dire di no. Il rapporto con i follower è la cosa più importante: la credibilità si costruisce con l’onesta e la perdi in un secondo».

«Vogliamo essere liberi di raccontare le nostre esperienze a prescindere dalle proposte commerciali che ci vengono proposte»

Il prezzo della libertà, chiaro a Chiara Teoldi e Daniele Panzeri, rispettivamente di 30 e 35 anni. In un anno la coppia di Bonate Sotto ha raggiunto 53.400 follower grazie alla passione per i viaggi e su Ig sono littletravelsfrombg: «Vogliamo essere liberi di raccontare le nostre esperienze a prescindere dalle proposte commerciali che ci vengono proposte» spiega Chiara, che ammette: «È vero, il mondo degli influencer purtroppo non è affatto chiaro e poco controllato». Soprattutto tra le influencer con un basso numero di follower: «Non è tutto oro quello che luccica - spiega Giada Fornoni, 28 anni, 23.100 follower in Ig -: ci sono realtà piccole che propongono di commercializzare prodotti senza neanche farli testare e dall’altro lato ci sono influencer che acquistano follower pur di sembrare più credibili e seguiti, al fine di avere più contratti. Soprattutto nella fascia delle influencer “minori” non ci sono le agenzie di comunicazioni che fanno da tramite e il rischio è che non ci sia controllo». E allora cosa si fa? «Conta l’etica di chi fa contenuto, serve serietà. I follower devono avere più spirito critico, verificare la natura del contenuto e sapere che esistono delle regole: l’informazione di queste ultime settimane sta aiutando a fare chiarezza».

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