Quarta dose, l’infettivologo Rizzi: «C’è stanchezza, ma fragili e anziani devono proteggersi»

Covid. L’intervista al direttore del reparto di Malattie infettive dell’Asst «Papa Giovanni»: «Buon vaccino, non bisogna aspettare. A quasi un anno dalla terza dose, è ragionevole allargare ancora la platea».

Quarta dose, l’infettivologo Rizzi: «C’è stanchezza, ma fragili e anziani devono proteggersi»
Marco Rizzi

I dati tracciano oggettivamente una sintesi: l’adesione alla quarta dose resta tiepida, anzi fredda. Numeri bassi, ma perché? «Un po’ perché in molti aspettavano l’autunno e il vaccino aggiornato, e vedremo le prossime settimane se daranno conto di un aumento delle prenotazioni – ragiona Marco Rizzi, direttore del reparto di Malattie infettive dell’Asst “Papa Giovanni” -. E un po’ perché le persone sono stanche: l’entusiasmo c’era per le prime due dosi, anche per la terza, ma adesso è diverso. Non si vedono più i disastri della pandemia, dunque cala l’attenzione e la propensione a vaccinarsi. Ma qualcuno ancora si ammala: continuiamo a ricoverare dei pazienti, certo pochi e certo in maniera molto diversa agli anni precedenti». Ma il consiglio, per i fragili e gli anziani, «resta quello di vaccinarsi». E farlo ora, senza aspettare ulteriori aggiornamenti del vaccino.

© RIPRODUZIONE RISERVATA