Lutto nel mondo degli scacchi bergamaschi, è morto Valdo Eynard

È stato tra i principali fautori della diffusione del gioco degli scacchi, soprattutto a livello giovanile, nella nostra provincia. È morto Valdo Eynard, a 92 anni. I funerali giovedì 11 gennaio alle 15.

Addio a Valdo Eynard, figura di riferimento per il mondo degli scacchi, tra i principali promotori della diffusione del gioco, soprattutto a livello giovanile, nella nostra provincia. Aveva 92 anni, lascia la moglie Caterina e i figli Nicola, Michele e Lucia. L’ultimo saluto si terrà giovedì 11 gennaio alle 15 al tempio crematorio del cimitero Monumentale di Bergamo. La camera ardente è allestita alla sala del commiato Beppe e Alessandra Vavassori in via San Bernardino.

Record di titoli provinciali

«Quello di Valdo Eynard è un nome che tutti gli scacchisti bergamaschi, nati per lo meno fino agli anni Novanta, conoscono bene». A raccontare il profilo del campione bergamasco Dario Mione, direttore editoriale presso Messaggerie Scacchistiche, in un post in Fb: «Classe 1931, divenuto giocatore di categoria magistrale solo verso i 60 anni (dimostrando una rara longevità di elevata forza agonistica), ancora oggi è suo il record di titoli provinciali vinti, sette in tutto, che conquistò fra il 1961 e il 1972 - l’anno del “match del secolo” fra l’americano Bobby Fischer e il sovietico Boris Spassky».

Diplomato al liceo classico Sarpi e laureato in scienze biologiche, «della sua vita privata non sapevo molto e solo nel 1994, quando mi ospitò nella sua abitazione a Celerina (in Engadina) per partecipare a un torneo di scacchi a Zuoz, conobbi sua moglie Ketti, con cui di recente, nel 2022, aveva festeggiato i 60 anni di matrimonio».

«Quando lo avevo incontrato per la prima volta, 40 anni fa, lavorava ancora alla Cesalpinia - racconta Mione - ed era molto attivo come istruttore di scacchi: fu in effetti il mio primo e unico “maestro”, nella storica sede del Circolo Bergamasco in via Tasso, e contribuì in maniera determinante a farmi appassionare al gioco, utilizzando per le sue lezioni un vero e proprio classico, “Bobby Fischer insegna gli scacchi”».

«Ruolo importante per lo scacchismo bergamasco»

«Era una persona riservata Valdo, di poche parole, ma in concreto aveva fatto davvero tanto per lo scacchismo bergamasco e, più in generale, lombardo». Delegato provinciale per un paio di decenni, «era stato anche presidente del CS Bergamasco e, in seguito, della Società Scacchistica Bergamasca, nata nella prima metà degli anni Novanta dalla fusione tra CSB e CS Bergamo Alta» continua il giornalista.

«Nel 2021, in occasione dei suoi 90 anni (compiuti l’1 giugno), aveva ricevuto una targa di ringraziamento da parte del Comitato Regionale Lombardo, che gli era stata consegnata direttamente nella sua abitazione sul viale delle Mura, soprattutto in virtù dell’infaticabile impegno per l’attività giovanile - era stata sua, fra l’altro, l’idea di attivare gli stage per i giocatori under 16 lombardi, che ospitava spesso in Engadina, e di introdurre gli scacchi a scuola. Era tuttavia allergico ai complimenti Valdo e, con la sua consueta (e tutt’altro che finta) modestia, aveva chiesto: ”Di cosa mi ringraziate?”».

E poi il suo grazie a un maestro: «Valdo se n’è andato ieri sera in punta di piedi, alla stessa maniera in cui aveva deciso di vivere gli ultimi anni della sua vita, ormai lontano da quell’ambiente scacchistico di cui per lunghissimo tempo era stato una colonna portante.Da parte mia non posso che aggiungere poche parole: grazie di tutto Valdo, grazie davvero di cuore».

© RIPRODUZIONE RISERVATA