Morla, a due anni dall’alluvione ci sono ancora i sacchi

I DANNI. Le barriere provvisorie in via Maironi da Ponte posizionate all’indomani dell’alluvione. Il Comune affida i rilievi tecnici per rifare le sponde. Nel 2027 i lavori per 1,5 milioni di euro.

Lettura 3 min.

I sacchi di juta pieni di sabbia sono ancora lì, accatastati uno sopra l’altro lungo la sponda erosa del torrente Morla. Due anni di sole, pioggia e vento li hanno consumati, sfilacciati, scoloriti e in parte svuotati. La vegetazione che sale dall’alveo li ha quasi inghiottiti, eppure quegli sbarramenti di fortuna continuano a mantenere viva la memoria di quel terribile 9 settembre 2024. In via Maironi da Ponte la ferita dell’alluvione non si è mai davvero chiusa : le barriere provvisorie, sistemate in emergenza per ricostruire l’argine dopo l’esondazione del torrente, sono rimaste il simbolo di un quartiere che da allora attende, proprio lì, una ricostruzione.

L’incarico del Comune

Nel giardino delle due palazzine affacciate sul Morla le recinzioni che dividevano due proprietà non sono mai state ripristinate: la forza dell’acqua le ha strappate e trascinate via in pochi minuti e da allora non ci sono più. Davanti alle rampe dei garage resistono invece le paratie di metallo che i residenti hanno fatto installare a loro spese per cercare di proteggersi nel caso il torrente dovesse tornare a uscire dagli argini. Ora, però, dopo quasi due anni da quel disastro, qualcosa si muove. Il Comune ha affidato l’incarico per eseguire un rilievo topografico per ricostruire con precisione le sponde e l’alveo del Morla nel tratto di via Maironi. Si tratta di un passaggio tecnico indispensabile per preparare il progetto di messa in sicurezza inserito nell’intervento di «adeguamento delle opere di presidio idraulico esistenti del torrente Morla, da Valtesse a viale Giulio Cesare», finanziato da Regione Lombardia con 1,5 milioni di euro.

Leggi anche
Leggi anche

Proprio l’Ufficio territoriale regionale ha affidato al Comune il ruolo di stazione appaltante e soggetto attuatore dell’intervento. La progettazione è stata assegnata all’ingegnere Giuseppe Pasinetti, mentre il rilievo topografico è stato affidato allo Studio tecnico Caccia di San Paolo d’Argon. L’obiettivo è arrivare al completamento delle opere entro il 2027.

«Stiamo completando uno studio di bacino dei torrenti Morla e Tremana – spiega Fabio Lombardi, dirigente dell’Ufficio territoriale regionale –. Per questo tratto disponiamo già dei dati necessari e per questo è possibile procedere con una progettazione più approfondita, che servirà a individuare nel dettaglio gli interventi necessari per mettere in sicurezza l’area. Lo studio è ancora in corso e ci stiamo confrontando con il Comune. L’intervento prevede il riassetto dell’alveo e l’adeguamento delle opere esistenti alla massima portata del torrente».

«Si tratta di interventi puntuali in alcune zone critiche - conferma l’assessore ai Lavori pubblici Ferruccio Rota -. Il progetto è ancora in fase di elaborazione e questi rilievi servono proprio a definire le opere da realizzare. L’obiettivo è migliorare la sicurezza lungo il tracciato del Morla intervenendo sulle sponde per ridurre il rischio di nuove esondazioni».

Garage e cantine sott’acqua

Per i residenti, però, il tempo sembra essersi fermato a quella mattina. L’acqua invase con una forza devastante garage, cantine e spazi comuni delle due palazzine prospicienti il torrente. In pochi minuti auto e moto finirono sott’acqua, così come mobili, elettrodomestici, documenti, attrezzature da lavoro, scatoloni con ricordi di famiglia, fotografie, vestiti e oggetti conservati per anni vennero ricoperti da acqua e fango.

Nei giorni successivi il quartiere si trasformò in un grande cantiere spontaneo. I residenti si rimboccarono le maniche e spalavano il fango per cercare di salvare il salvabile e liberare i locali dal fango. Al loro fianco arrivarono decine di volontari, amici, vicini di casa e semplici cittadini che si presentarono con pale, secchi, idropulitrici e stivali per dare una mano. Per giorni i cortili si riempirono di cumuli di mobili distrutti, elettrodomestici, scatoloni e oggetti ormai irrecuperabili, accatastati in attesa di essere smaltiti. «Ho impiegato una settimana per svuotare il mio garage – ricorda Maria Grazia Seminati –. Abbiamo perso tutto: oggetti, vestiti, mobili. Molti di noi hanno perso anche l’auto o la moto e i risarcimenti sono stati molto limitati. Per fortuna adesso si interviene, ma serviranno argini più alti per evitare che il torrente possa uscire di nuovo».

Il ricordo di quei giorni continua ad accompagnare chi vive vicino al Morla. Nei garage interrati, racconta un’altra residente, sono ancora visibili le tracce di umidità lasciate dall’acqua sulle pareti, segni che il tempo non ha cancellato.

L’anno scorso la pulizia integrale

Il futuro progetto punterà proprio ad adeguare e rafforzare le difese nel tratto più esposto, con interventi mirati per aumentare la capacità di contenimento del torrente e ridurre il rischio di esondazione. Un’opera attesa da tempo che arriva dopo la pulizia integrale dell’alveo del Morla, eseguita nel corso del 2025 da Ponteranica e lungo il tratto cittadino in gran parte dal Consorzio di Bonifica su incarico della Regione. Solo in quel tratto furono rimossi quintali di tronchi, rami, vegetazione e rifiuti accumulati nel corso d’acqua e che contribuirono all’esondazione del torrente.

Quello di via Maironi è uno dei tasselli del più ampio piano di interventi avviato dopo l’alluvione del per aumentare la sicurezza idraulica in città. Tra le opere già in fase di realizzazione c’è anche lo scolmatore del torrente Tremana in viale Giulio Cesare, destinato a intercettare parte delle acque di piena e a ridurre i rischi lungo il corso del torrente.

© RIPRODUZIONE RISERVATA