Morto in un incidente in Marocco: «Daniele continua a viaggiare libero, ovunque tu sia»

LA TRAGEDIA. Luisa Salvetti, la moglie di Daniele Santini, il 67enne di Villa d’Almè morto in un incidente in moto venerdì scorso, è in Marocco con la figlia Laura per riportare la salma in Italia.

Villa d’Almè

«Le belle parole dei tanti amici di Daniele sono state di conforto». Luisa Salvetti, la moglie di Daniele Santini, il 67enne di Villa d’Almè morto in un incidente in moto venerdì scorso, è in Marocco con la figlia Laura. Deve sbrigare le pratiche per il rientro della salma, «ma mi hanno detto – aggiunge – che ci vorranno diversi giorni». L’altro figlio, Davide, è rimasto a casa. Si attendono notizie anche sulla dinamica dell’incidente. Pare che Santini si sia scontrato con un furgoncino a 300 chilometri da Dakhla, meta della giornata di riposo dell’Africa Eco Race che stava seguendo come cronista per il sito «SoloEnduro».

I ricordi sui social

«Non è stato solo un partecipante della Hat, ma un uomo capace di incarnare lo spirito più autentico dell’avventura – il commento della Hat Series, organizzazione affiliata al Moto Club Over 2000 Riders di Torino –. Chi ha condiviso con lui chilometri, polvere, notti e sorrisi sa che Dan San si sentiva libero quando era in sella. La sua passione, il suo modo di stare nel mondo e di vivere l’avventura restano impressi nei ricordi di chi lo ha conosciuto. Alla sua famiglia, ai suoi amici e a chi gli ha voluto bene va il nostro pensiero più sincero. Ciao Dan, continua a viaggiare libero, ovunque tu sia». «Sei stato il mio mentore – ha scritto l’appassionato Carlo De Maggio –. Trasmettevi a tutti la tua grande passione e adesso toccherà fare tesoro di tutti i consigli che hai dato. Ma non sarà più la stessa cosa... il club, il paddock... mancherai troppo».

«Una notizia che ci lascia senza parole – ha commentato il pilota dakariano e ora istruttore Maurizio Sanna – per noi la sua è stata una presenza importante, una persona sempre disponibile e gentile, con una passione autentica per i rally che sapeva trasmettere a tutti». «Un dolore immenso, solo poche ore prima si rideva e si scherzava insieme – ha scritto la cronista del settore Elisabetta Caracciolo, come lui al seguito dell’Africa Eco Race – la sua passione resterà per sempre con noi». «Daniele, sei sempre stato una sorta di gigante – il ricordo di Roberto Della Chiesa –. Ogni cosa che hai fatto e la passione e l’impegno con cui l’hai fatto - dalla tua casa ai tuoi boschi, agli impegni per le moto, il Club, il giornalismo, gli eventi e i tuoi epici viaggi - sono sempre sembrati quasi sproporzionati alla nostra misura umana. Esagerata e troppo ingombrante ci risulta anche la tua uscita di scena. E fatichiamo a contenere il dolore e accettare l’idea della tua assenza».

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