Morto in uno scontro in moto in Marocco: «Daniele preparava questo viaggio da due anni, il suo sogno»

VILLA D’ALMÈ. Daniele Santini, 67 anni, stava seguendo l’Africa Eco Race per il sito specializzato «SoloEnduro.it». Lascia la moglie, un figlio e una figlia.

Villa d’Almè

È morto in un incidente in Marocco che non gli ha lasciato scampo: Daniele Santini, 67 anni di Villa d’Almè, sposato e padre di due figli, era appassionatissimo di moto e collaborava con alcuni siti specializzati, seguendo le gare e intervistando i piloti. L’incidente è avvenuto a 300 km da Dakhla, meta della giornata di riposo dell’Africa Eco Race, attorno alle 11 di venerdì 30 gennaio. Santini stava percorrendo in moto la strada dedicata alle assistenze quando si è scontrato con un veicolo locale, un camioncino, un pick-up o un «ape». Si sa ancora poco della dinamica dello scontro, ma le ferite gli sono state fatali. Santini era il presidente del Moto Club Ténéré, organismo che riunisce gli appassionati motociclisti del potente mezzo Yamaha fatto diventare famoso dal Rally Dakar. Dai soci, dagli amici e dai colleghi era conosciuto come «DanSan».

Il sogno: seguire l’Africa EcoRace

Sempre affascinato dagli sport dinamici e avventurosi, da qualche tempo seguiva le gare di motorally ed i rally raid più famosi per alcuni siti specializzati del settore, come «SoloEnduro» e «Endurista Magazine». Dopo aver raccontato dal computer quanto avvenuto alla Dakar 2026, si stava gustando uno dei suoi sogni, seguire da vicino, in moto, l’Africa EcoRace, la competizione in corso di svolgimento che ricalca la Dakar prima maniera, quella che portava i concorrenti dal Nord Africa alla capitale del Senegal. Su «Soloenduro» le sue ultime interviste sono datate 24 gennaio.

Questo il ricordo di uno dei suoi colleghi più affermati, Piero Batini, di «Moto.it»: «DanSan era una bellissima persona. Non posso dire un grande amico perché la nostra frequentazione era particolare, ma un amico sì. È che ci vedevamo poco, ma eravamo in contatto pressoché

«Discretissimo, super gentile, sempre. Un iper appassionato, s’era visto subito. Era una delle voci dell’evoluzione del Motorally, il responsabile federale Assirelli l’aveva voluto nel suo gruppo per il suo entusiasmo e la sua intraprendenza»

perenne sugli eventi che seguivamo. Lo avevo conosciuto tanti anni fa, in Sardegna, ricordo perfettamente il momento e l’effetto, quel suo sorriso lievemente sornione, l’attenzione e la curiosità negli occhi. Discretissimo, super gentile, sempre. Un iper appassionato, s’era visto subito. Era una delle voci dell’evoluzione del Motorally, il responsabile federale Assirelli l’aveva voluto nel suo gruppo per il suo entusiasmo e la sua intraprendenza». Su Moto.it Batini ha lasciato il suo ricordo: «La nostra intesa era Whatsapp. Ci scambiavamo interrogativi, risposte, pareri. La “corrispondenza” diventava fittissima durante le grandi gare. Ultima la Dakar appena finita. Passavamo la giornata a scambiarci le impressioni, a decifrare quei momenti di blackout delle informazioni che richiedono di capire attraverso l’esperienza. Era uno scambio continuo. Poi venivano i commenti. Sull’”errore” di Brabec ci abbiamo passato un giorno. Era bravissimo, arguto e competente, precisissimo. Sapeva il fatto suo e lo mostrava con discrezione, come una parte “normale” della sua vita. Ti parlava della speciale e della canna fumaria da pulire, del pilota e della legna da tagliare a casa».

«L’ultimo messaggio gliel’ho mandato ieri mattina (venerdì, ndr), più o meno a quell’ora - prosegue. L’ha ricevuto. Non l’ha mai letto. Non lo leggerà. Non dal telefonino. Io son qui che stento a crederci, non riesco ad assuefarmi alle legnate di queste notizie. Mi stringo idealmente al cuore dei suoi cari, degli amici, di tutti gli appassionati. Certo, ci mancherà, era uno di noi». La Federazione motociclistica italiana ha pubblicato la notizia sul suo sito, definendolo «uno dei punti di riferimento del Motorally italiano. Grandissimo appassionato del nostro mondo, della navigazione e dei viaggi. Nel contesto nazionale era stato fondamentale per la nascita e la crescita della categoria GPX, divenuta nel tempo un vero e proprio Campionato italiano. Persona trasparente, educata e pacata, sarà sempre ricordato da tutto l’ambiente».

I ricordi di amici e colleghi

«Da due anni Daniele seguiva per noi di SoloEnduro i principali rally internazionali, dalla Dakar all’Africa Eco Race – è il post apparso sul sito web con cui collaborava, rimasto chiuso 48 ore per lutto, a firma Enzo Danesi, l’amministratore –. Li raccontava da casa, con attenzione e passione, tenendoci aggiornati in tempo reale, sempre presente, sempre puntuale. Aveva appena terminato il suo racconto quotidiano della Dakar ed era pronto a partire per seguire l’Africa Eco Race da vicino. Preparava questo viaggio da due anni. Era la sua passione, il suo sogno. Voleva viverla sul campo, raccontarla tappa dopo tappa, incontrare i piloti a fine giornata e dare voce alle loro storie. Daniele faceva parte del gruppo Motorally. Lo conoscevo da quattro anni, ed era un caro amico. Una persona gentile e discreta, che parlava poco di sé ma lasciava molto agli altri. Il suo sorriso diceva più di tante parole. La calma, la correttezza e il rispetto con cui si poneva lo rendevano una presenza rassicurante, una di quelle persone di cui ti fidi senza nemmeno pensarci. Ci mancherai, Daniele. Ci mancherai davvero tanto».

Nato in Tanzania, viveva a Bruntino

Daniele Santini era nato in Africa, in Tanzania, e viveva in una villetta immersa nei boschi di Bruntino, in via Cà Frerì. Ieri a casa c’era solo la suocera: «Mia figlia Luisa è subito partita per il Marocco insieme a mia nipote Laura – racconta – mentre l’altro nipote, Davide, è rimasto qui. Non sappiamo ancora quando torneranno in Italia con la salma di Daniele, so solo che era in Marocco con le moto ed è successo un incidente, hanno chiamato Luisa e lei è partita appena ha potuto. Io l’ho saputo da lei, era distrutta: Daniele era giovane, morire a quell’età non si può. Era socio con mio figlio della ditta Santini Funi di Treviolo, mentre mia figlia è andata in pensione da poco. Lui era appassionato di moto e ogni tanto andava con i suoi amici, ma Luisa non lo accompagnava perché in quei giri non si portano le mogli». «L’annuncio della morte lo ha dato il parroco a Messa – spiega una vicina –. Io lo conoscevo poco, lo vedevo d’estate passare in moto. Mi dispiace molto».

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