Morto Sandro Dall’Ara, «una figura storica
del nostro motociclismo»
IL RICORDO. Sportivo e imprenditore, aveva 82 anni: guidò la concessionaria della Honda in via Carducci. Il figlio: una vita per le due ruote. Agostini: vero amico.
Lettura 3 min.Il mondo sportivo e imprenditoriale piange la scomparsa di Sandro Dall’Ara. Classe 1944, è mancato nella notte fra giovedì e venerdì all’età di 82 anni, compiuti lo scorso 26 agosto, giorno del suo onomastico. Dall’Ara si è spento nella sua casa di Bergamo, a poco più di un anno di distanza dal fratello Franco, mancato ad agosto 2025.
«Mio papà era un amante dello sport e ha dedicato tutta la sua vita alla passione per le moto – ricorda il figlio Vittorio -. L’ho salutato giovedì sera e nulla faceva presagire la sua scomparsa, avvenuta nella notte. Sandro è cresciuto nel solco della tradizione di famiglia, visto che anche i fratelli gareggiavano ad ottimi livelli – prosegue Vittorio Dall’Ara -. Ma ben presto si è dedicato alla sua concessionaria, per un lavoro che amava. Ha dedicato molto tempo alla famiglia e ai suoi nipoti, ma l’aspetto che tengo a sottolineare è legato ai tanti messaggi di cordoglio che stiamo ricevendo: tutti sottolineano il fatto che era una grande persona, affabile, metteva a proprio agio gli interlocutori e ci sapeva fare con la gente. Davanti alle problematiche reagiva sempre in maniera molto positiva, non si abbatteva mai e cercava sempre il lato buono delle cose: un insegnamento che mi ha trasmesso come valore».
La famiglia è molto conosciuta per avere portato avanti l’attività dal 1929 per quasi un secolo. «Tutto è partito dal bisnonno Urbano Dall’Ara, proseguendo poi con il nonno Aldo (che ha avuto 4 figli: Luciano, Franco, Sandro ed Ezio) in via Paglia, dove è presente ancora un punto vendita e assistenza gestito da mio zio Ezio – prosegue il figlio Vittorio – mentre il papà ha iniziato in via Previtali e poi si è trasferito in via Carducci. Nel 1978 è iniziata la collaborazione con il marchio Honda, proseguito fino alla chiusura della concessionaria nel 2025, anche se ancora oggi proseguiamo con la vendita di ricambi online».
La famiglia è molto conosciuta per avere portato avanti l’attività dal 1929 per quasi un secolo
Negli ultimi vent’anni Sandro aveva deciso di trascorrere qualche momento di riposo nella sua casa al mare in Sardegna. Tra le testimonianze di affetto e cordoglio, c’è il ricordo di Arnaldo Farioli che commosso evidenzia come «ci siamo frequentati per 75 anni. Eravamo in classe insieme alle elementari in via Tasso, poi ognuno ha preso la sua strada ma ci siamo sempre reincontrati, Da rivali e amici abbiamo trascorso innumerevoli momenti felici con le famiglie. Se ne è andato un pezzo di storia del motociclismo bergamasco».
Anche il campione di motociclismo Giacomo Agostini sottolinea «la vicinanza con Sandro «una persona fantastica e per bene, un vero amico su cui contare. Appena l’ho saputo mi ha colpito tanto. Praticavamo lo stesso sport e avevamo la stessa grande passione per le moto».
Sandro Dall’Ara è stato ben presto attratto dalla motoregolarità. La prima affermazione risale al 1962, a 18 anni, quando vinse il 1° Premio Coni. L’anno dopo risultò vincitore del Trofeo Fmi, il Campionato italiano junior. Nel ’66 si distinse alla Valli Bergamasche in occasione della sfida finale disputata al campo di cross di Scano al Brembo dove riuscì a battere (su Morini 150) i campioni stranieri che in quel periodo monopolizzavano le classifiche. Nel ’67 si laureò campione provinciale e nei due anni successivi brillò alla manifestazione più prestigiosa, la Sei Giorni, nel ’68, in casa, a San Pellegrino Terme, nel ’69 a Garmisch-Pertenkirchen, in Germania, aggiudicandosi la medaglia d’oro (a San Pellegrino risultò anche settimo nella classe 100). Oltre che come concessionario, dimostrò le sue capacità anche come organizzatore, dando vita a varie edizioni del «Dall’Ara Day» e riportando in auge la Cavalcata delle Valli Orobiche, in versione stradale, dopo che la manifestazione era stata interrotta. Nel 1982 Honda Italia lo scelse per intraprendere la commercializzazione del modello XR (500, 550, 600, poi in seguito XR400, 250, 650 e 125) prima per tutta l’Italia e in seguito anche per l’Europa. Questi mezzi portarono alle vittorie nel campionato italiano e nel mondiale enduro con il pilota Gian Marco Rossi e alla partecipazione al Rally Dakar con l’asso aretino Fabrizio Meoni e con lo statunitense Johnny Campbell.
Anche il campione di motociclismo Giacomo Agostini sottolinea «la vicinanza con Sandro «una persona fantastica e per bene, un vero amico su cui contare. Appena l’ho saputo mi ha colpito tanto. Praticavamo lo stesso sport e avevamo la stessa grande passione per le moto»
I funerali
La salma di Sandro Dall’Ara, che lascia la moglie Carla e il figlio Vittorio, insieme agli adorati nipoti Federico e Giorgio, è composta nella sala del commiato di via Suardi a Bergamo. I funerali verranno celebrati lunedì alle 15 chiesa del cimitero monumentale di Bergamo.
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