Mutui, il rialzo dei tassi «costa» alle famiglie una rata in più all’anno

Dopo la scelta della Bce. L’aumento medio si aggira sui 60 euro mensili. La stretta in un momento in cui il mercato immobiliare resta vivace.

Il rincaro è arrivato inevitabilmente, in una delle voci più delicate del bilancio familiare: la rata del mutuo. Con il recente aumento dei tassi, per chi ha il tasso variabile - o per chi accende ora un nuovo mutuo - il salasso si fa sentire. Eccome: mediamente, incrociando diverse stime, si calcolano rincari attorno ai 60 euro a rata.

Basta passare in rassegna alcune proiezioni recenti, con valori medi nazionali che possono essere applicabili anche su scala bergamasca: l’Onf, l’Osservatorio nazionale di Federconsumatori, indica che le rate di un mutuo a tasso variabile sono cresciute mediamente di circa 60 euro; per il portale Mutuionline il rialzo medio può essere di 50 euro al mese; la simulazione di MutuiSupermarket, altro sito specializzato, ipotizza rincari fino a 80 euro al mese.

Al 30 di giugno il totale dei finanziamenti in Bergamasca era di 7 miliardi di euro

Più nel dettaglio, l’Osservatorio nazionale di Federconsumatori - quello con la proiezione più articolata - ha messo a confronto le condizioni proposte da cinque diverse banche per un «mutuo tipo» da 115mila euro da ripagare in 25 anni: un finanziamento del genere con tasso variabile nel dicembre 2021 aveva una rata tra i 418 e i 452 euro, oggi quella stessa rata è passata a 457-519 euro, appunto con un rincaro medio di circa 60 euro. Va ancora peggio a chi oggi vuole aprire un nuovo mutuo: sempre usando le stesse caratteristiche del finanziamento, a dicembre 2021 un nuovo mutuo del genere aveva una rata tra i 432 e i 466 euro; oggi aprire quello stesso mutuo - a tasso fisso - imporrebbe rate tra i 544 e i 564 euro, con un aumento medio di circa 105 euro. In soldoni, moltiplicando per dodici l’incremento mensile, è come in un anno se si aggiungesse (almeno) una «rata virtuale» in più da pagare. Anche due, nelle condizioni più svantaggiose.

Un mercato ancora effervescente

Alla base di questa «febbre» dei mutui c’è sia la generale congiuntura economica, diventata complicatissima dopo lo scoppio della guerra in Ucraina, sia la precisa scelta della Banca centrale europea di alzare i tassi d’interesse (cioè il «costo» del denaro) per provare a frenare l’inflazione. La Bce ha aumentato i tassi d’interesse dello 0,5% a luglio, ritoccandoli poi dello 0,75% a settembre: proprio giovedì è in programma una nuova riunione della Bce, l’ipotesi è che l’Eurotower possa aumentarli ulteriormente dello 0,75%.

Il rialzo dei tassi si è così innestato su un mercato ancora vivace

La stretta sui mutui è caduta in un momento di effervescenza dei mutui e del mercato immobiliare, anche in Bergamasca. Al 30 giugno 2022, secondo i dati della Banca d’Italia, in provincia di Bergamo la «consistenza» dei mutui per le famiglie per l’acquisto di immobili (il totale cioè dei mutui vigenti) ammontava a 7,07 miliardi di euro, contro un ammontare di poco più di 6,9 miliardi di euro al 31 marzo 2022 e a un ammontare di 6,85 miliardi di euro a fine 2021. Il «volume» dei mutui vigenti in Bergamasca nei primi sei mesi di quest’ anno è dunque incrementato di più di 200 milioni di euro. In questo «capitale» - va precisato - c’è l’intera galassia dei mutui, quelli a tasso agevolato e quelli a tasso non agevolato, così come quelli a tasso fisso e quelli a tasso variabile.

Il rialzo dei tassi si è così innestato su un mercato ancora vivace: i prossimi dati della Banca d’Italia diranno se la manovra della Bce ha effettivamente frenato anche in Bergamasca la corsa ai mutui e - ancor prima - alle compravendite immobiliari.

Perché il mercato, appunto, stava viaggiando bene. Stando alle statistiche periodiche dell’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate, anche nel secondo trimestre del 2022 (ultimo dato disponibile) in Bergamasca la tendenza delle compravendite è stata positiva. In particolare, appunto tra aprile e giugno di quest’ anno la provincia di Bergamo ha contato 5.009 transazioni per quel che riguarda immobili residenziali, contro le 4.689 transazioni dello stesso periodo del 2021, segnando un incremento del 6,82%. L’Agenzia delle Entrate permette anche di scavare tra le differenze territoriali: se si guarda solo alla città di Bergamo il balzo è ancora più marcato, perché dalle 567 compravendite del secondo semestre 2021 si è arrivati alle 676 del secondo semestre 2022 (+19,2%); nel resto della provincia la crescita è stata comunque dalle 4.122 compravendite del secondo semestre 2021 alle 4.333 del secondo semestre 2022 (+5,1%). Nell’ultimo periodo, tra l’altro, il mercato bergamasco sembrerebbe in controtendenza rispetto al resto della Lombardia. Secondo un recente report di «Immobiliare.it Insights», infatti, oggi rispetto a tre mesi fa in città la «domanda» di case in vendita è cresciuta del 6,6% e in provincia dello 0,6%, contro il brusco -25,7% di media lombarda.

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