Oltre 27 mila bergamaschi vivono in zone a rischio di allagamenti

Rapporto Ispra: nel 2020 si è continuato a costruire (+113,5 ettari), diminuita la capacità di drenaggio del suolo.

Oltre 27 mila bergamaschi vivono in zone a rischio di allagamenti
Un allagamento in un’immagine d’archivio

Mesi e mesi di «fermo», di cantieri bloccati, di lavori in stand by. Eppure, niente da fare. Le colate di cemento non si sono arrestate nemmeno nell’anno della pandemia, quando il mondo – tutto – è rimasto in sospeso. L’incremento maggiore nel 2020 si registra proprio in Lombardia, con 765 ettari di cemento in più in 12 mesi, seguita da Veneto (682 ettari), Puglia (493), Piemonte (439) e Lazio (431). A Bergamo l’aumento è stato di 113,5 ettari (dati Ispra). Ulteriore suolo consumato significa ulteriore terreno impermeabilizzato, un fenomeno che induce l’acqua a scorrere in superficie aumentando la pericolosità idraulica dei territori, inclusi quelli bergamaschi.

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