Ore, ritardi, carburanti. Il caro-colonne della 671 in Valle Seriana
IL DIBATTITO. Confartigianato prende posizione: «Per le nostre quattromila imprese della valle colonne e rallentamenti sono un costo diretto. Sì al comitato, ma si passi ai fatti».
Lettura 2 min.Valle Seriana
L’idea lanciata dal presidente della Comunità montana Giampiero Calegari - istituire un comitato che riunisca tutti i soggetti interessati al tema della viabilità in Valle Seriana e faccia sentire la loro voce, unitaria e più forte - piace, ma bisogna passare dalle parole alle decisioni concrete: è questa la posizione di Confartigianato Imprese Bergamo, che prende posizione nel dibattito acceso da giorni sulla situazione del traffico lungo la statale 671.
Dopo il nuovo - ennesimo - coro di proteste di imprenditori e pendolari della valle per il permanere di problemi critici che causano code interminabili per chi deve spostarsi tra Clusone e Bergamo, Calegari ha lanciato l’idea di unire le forze per accrescere il peso politico delle proprie rivendicazioni.
«Servono risposte concrete»
«Confartigianato al comitato ci sarà - afferma il presidente di Confartigianato Imprese Bergamo, Lorenzo Pinetti -. Dai nostri rappresentanti artigiani della valle abbiamo ricevuto numerose segnalazioni sui disagi che gli imprenditori associati affrontano quotidianamente. È un problema che conosciamo da tempo e sul quale non servono altri proclami: servono risposte concrete, responsabilità chiare e tempi definiti».
«Per un’impresa, un’ora trascorsa in coda significa personale e mezzi fermi, ritardi e costi aggiuntivi»
Tra le indicazioni che Pinetti pone sin da subito per questo lavoro, in primis il fatto che «al tavolo devono esserci tutti i soggetti che hanno competenze e possibilità di intervenire, a partire da Anas e dal Ministero delle Infrastrutture».
«Un costo diretto»
Confartigianato rappresenta in Val Seriana oltre quattromila imprese artigiane»: «Per molte di queste – sottolinea l’associazione – code e rallentamenti hanno un costo diretto: ore di lavoro perse, ritardi negli interventi e nelle consegne, maggiori spese di personale e carburante, con ricadute sulla produttività e sulla competitività».
Il semaforo di Colzate
Tra le questioni più urgenti viene indicato, ancora una volta, lo snodo del semaforo di Colzate, da sempre additato come punto critico della 671. La decisione di Anas, giunta dopo la sperimentazione effettuata di primavera, di non procedere con lo spegnimento dell’impianto non ha certamente fatto piacere agli imprenditori. «Per un’impresa, un’ora trascorsa in coda significa personale e mezzi fermi, ritardi e costi aggiuntivi – sottolinea Ivan Morotti, vicepresidente di Confartigianato Imprese Bergamo e rappresentante del Polo territoriale di Albino –. Chiediamo ad Anas di approfondire le possibili alternative, valutando anche soluzioni tecnologiche come un “semaforo intelligente”. La sperimentazione aveva dato indicazioni che, a nostro avviso, meritavano di essere approfondite: un semplice “non si può fare” non può essere la risposta definitiva».
«Accanto alle opere strutturali ci sono criticità sulle quali si può intervenire più rapidamente»
E a questo proposito viene invocato il precedente del semaforo della Martinella, dove si vede, scrive Confartigianato, che «sperimentare soluzioni diverse può produrre risultati: dopo gli effetti positivi registrati sulla fluidità del traffico, dal dicembre successivo è stata introdotta una regolazione con verde continuo sulla direttrice principale, salvo la chiamata pedonale, in attesa della riqualificazione definitiva del nodo».
Il confronto del 2024
L’associazione ricorda come già nel 2024 si era aperto un confronto sui punti critici del traffico seriano e già allora aveva dato la propria disponibilità a partecipare a un tavolo. Da qui il rinnovo della disponibilità, con la richiesta però che il lavoro diventi «stabile e operativo, capace di individuare gli interventi, le responsabilità e le relative tempistiche». «Se vogliamo mantenere le nostre valli attrattive per imprese, lavoratori e famiglie, dobbiamo garantire collegamenti adeguati – aggiunge Ermanno Rossetti, rappresentante del Polo territoriale di Clusone –. Accanto alle opere strutturali ci sono inoltre criticità sulle quali si può intervenire più rapidamente».
Alcune delle criticità
Tra queste, Confartigianato indica l’immissione sulla 671 da via Provinciale per i veicoli provenienti da Comenduno di Albino, dove potrebbe essere studiata una migliore canalizzazione dei flussi, il restringimento di Ponte Selva e il primo tornante della 671 scendendo da Clusone, punti nei quali il passaggio dei mezzi pesanti provoca frequentemente rallentamenti e blocchi, così come la problematica immissione sulla 671 da Gazzaniga all’altezza del negozio di arredamento Portico.
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