Ostello di Monterosso in vendita, la Provincia: «Diventerà uno studentato»
IL BANDO. L’acquirente dovrà realizzare «una residenza per universitari, Its, alta formazione o specializzazione». Gafforelli: «Si punta anche a rendere più sicura l’area».
Lettura 2 min.Chi si farà avanti per acquistare l’ostello di Monterosso – tornato nel patrimonio della Provincia dopo la risoluzione consensuale del contratto di affitto con il gestore della struttura ricettiva, la Central Hostel Bg srl –, «si impegnerà a realizzare una residenza per studenti universitari, studenti Its, soggetti impegnati in percorsi di alta formazione o specializzazione tecnica o una struttura assimilabile». Con tanto di «dichiarazione da depositare agli atti al momento della presentazione dell’offerta».
Le scadenze del bando
Lo scrive nero su bianco la Provincia di Bergamo nel bando pubblico per l’alienazione della struttura in via Ferraris, pubblicato nei giorni scorsi. Potranno partecipare persone fisiche, società, enti, fondazioni, cooperative o operatori economici pubblici o privati. Si parte da una base d’asta di 2 milioni e 450mila euro, le offerte dovranno essere consegnate entro le 12 del 21 settembre. Quindi, il 22 settembre alle 10, nella sede della Provincia in via Sora, si terrà la seduta pubblica.
«Ci sono stati segnalati accessi abusivi e problemi di ordine pubblico che francamente destano preoccupazione, vogliamo che la situazione venga sistemata il prima possibile»
Via Tasso aveva inserito l’ostello nel piano di alienazioni approvato a fine 2025: «L’obiettivo – spiega il presidente della Provincia, Gianfranco Gafforelli – è ridare a questa struttura strategica una funzione pubblica. Mantenerla all’interno del patrimonio provinciale sarebbe stato impossibile, soprattutto per una questione di costi di riqualificazione, davvero proibitivi per il nostro bilancio». Comunque sia, la rinascita della struttura è ritenuta di interesse pubblico anche per un discorso legato alla sicurezza dell’area. «Ci sono stati segnalati accessi abusivi e problemi di ordine pubblico all’interno della struttura – prosegue Gafforelli – che francamente destano qualche preoccupazione, vogliamo che la situazione venga sistemata il prima possibile».
Diritto di prelazione per il Comune
All’interno del bando si specifica inoltre che la Provincia «riconosce quale interesse pubblico prioritario l’eventuale mantenimento della funzione sociale, pubblica o turistico-ricettiva dell’immobile». Pertanto, qualora il Comune «manifesti formalmente la volontà di acquisire l’immobile per finalità sociali, abitative pubbliche, turistico-ricettive, istituzionali e di interesse pubblico», la Provincia potrà riconoscere al Comune «il diritto di prelazione strategica alle medesime condizioni economiche risultanti dall’aggiudicazione provvisoria. L’esercizio della prelazione dovrà intervenire entro il termine di 15 giorni dalla comunicazione dell’aggiudicazione provvisoria».
Il protocollo d’intesa
L’ipotesi che all’interno della struttura ricettiva, chiusa dal 2022 e bisognosa di interventi di manutenzione volti a garantirne l’agibilità, potesse nascere uno studentato era circolata già a inizio luglio, con la sottoscrizione di un protocollo tra la Fondazione istituto tecnologico superiore per la chimica e le nuove tecnologie della vita (che a Bergamo gestisce l’Its Academy Giulio Natta), la Provincia e il Comune di Bergamo.
La speranza è che, con il bando appena aperto, si possa dare finalmente il là alla rinascita dell’ostello
In quel documento si sottolineava come «il territorio bergamasco registra una crescente domanda di posti alloggio per studenti universitari, studenti Its (istruzione tecnologica superiore) e soggetti impegnati in percorsi di alta formazione, a fronte di un’offerta attualmente insufficiente rispetto ai fabbisogni espressi dal sistema formativo locale». In quell’occasione era emerso anche che la Fondazione, per ottenere le risorse necessarie alla riqualificazione, avrebbe partecipato a un bando ministeriale legato ai fondi Pnrr per il potenziamento degli alloggi e delle residenze universitarie.
La vendita e la nuova funzione pubblica metterebbero anche fine al «caso ostello», che va avanti ormai da anni, con accuse incrociate tra la Central Hostel e la Provincia sui lavori di manutenzione e l’inutilizzabilità dell’immobile. Un primo accordo per chiudere la contesa è stato raggiunto con la risoluzione consensuale del contratto.
Ora la speranza è che, con il bando appena aperto, si possa dare finalmente il là alla rinascita dell’ostello.
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