Parking Fara, si chiude il braccio di ferro. «Al Comune oltre un milione di euro»

LA CONTESA. Conclusa l’istruttoria con il gestore Bergamo Parcheggi, dopo due anni di confronti. Pesano le penali per i ritardi. Rota: tutelato l’interesse pubblico. Berlanda: esclusi contenziosi.

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«È una delibera che ci libera». L’assessore comunale ai Lavori pubblici Ferruccio Rota non nasconde la soddisfazione per la conclusione della lunga e complessa attività istruttoria tecnico-contabile relativa alla concessione e costruzione del Parking Fara in Città Alta, il discusso parcheggio da oltre 400 posti entrato in funzione (in ritardo) nel 2024. La Giunta ha infatti approvato il documento che definisce in modo definitivo i rapporti economici tra il Comune e il concessionario Bergamo Parcheggi, stabilendo un saldo finale a favore dell’amministrazione di oltre un milione di euro (per la precisione 1.053.353,82 euro).

«Con questo atto chiudiamo definitivamente la complessa contabilità di una vicenda durata oltre 20 anni - spiega Rota -. Il risultato consente di tutelare l’interesse pubblico e di recuperare oltre un milione di euro a favore della collettività, definendo in modo rigoroso e trasparente la fase realizzativa di un’infrastruttura oggi pienamente operativa e a servizio della città».

La travagliata storia del Parking Fara

La storia del parcheggio è stata particolarmente travagliata, come ricordato dall’assessore Rota e dal direttore generale del Comune, Pietro San Martino. Dal contratto originario del 2004 si sono susseguiti numerosi problemi: la frana che nel 2008 bloccò il cantiere, il cambio d’impresa e soprattutto gli oltre 1.800 giorni di ritardo rispetto alla scadenza iniziale dei lavori, prevista nel 2019. La definizione del saldo e dei rapporti dare-avere è il risultato di un articolato percorso sviluppato in contraddittorio con il concessionario, con due anni di confronti, dal 2024, e il Comune che si è avvalso di un legale esterno. In origine, la distanza tra le parti era notevole: Bergamo Parcheggi aveva avanzato pretese per circa 4,5 milioni di euro, tra cui le richieste di revisione prezzi e variante geologica. Istanze respinte dal Comune perché considerate parte del «rischio operativo ed economico assunto dal concessionario». Attraverso «la verifica incrociata della documentazione, la richiesta di controdeduzioni puntuali e l’applicazione delle norme contrattuali e amministrative», il Comune - avanzando richieste per 2,2 milioni - è riuscito a ridurre la vicenda a una quantificazione definitiva, «tutelando le finanze del Comune, affermando il principio della responsabilità del ritardo imputabile al concessionario ed evitando l’apertura di un potenziale lungo contenzioso», come spiegato dal dg.

La parte più consistente dell’importo dovuto al Comune deriva dalle penali per i ritardi nei lavori: circa 1,3 milioni calcolati sulla base di 911 euro al giorno dal 15 marzo 2019. Dal computo sono stati esclusi i periodi di sospensione dovuti al Covid e i tempi necessari per ottenere le autorizzazioni paesaggistiche delle opere esterne. «Sulle penali ci è stato contestato che non potessero superare il 10% dell’importo complessivo dei lavori, ma noi ci siamo sempre rifatti al parere Anac e alla concessione», precisa Rota. Inoltre ci sono circa 900mila euro legati agli introiti della sosta su strada in Città Alta oltre il termine previsto del 2019. Per il Comune, spiega ancora il dg, tali ricavi erano «privi di titolo» e configuravano quindi «un indebito arricchimento da recuperare». L’atto riconosce però anche alcune somme al concessionario: 700mila euro come saldo del contributo pubblico previsto e 514mila per i maggiori costi sostenuti nella nuova sistemazione a verde del parco richiesta dal Comune, per un totale di circa 1,2 milioni.

Sul possibile rischio di ricorsi, San Martino precisa che «tecnicamente il concessionario è libero», ma aggiunge che il «Comune esclude l’ipotesi di arrivare a una causa legale». Da parte sua, contattata dalla redazione, Bergamo Parcheggi non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali.

L’accordo sui parcheggi gialli

Nel frattempo, la Giunta ha chiuso anche un’altra questione aperta con il concessionario, relativa agli incassi degli oltre 670 parcheggi a strisce gialle riservati ai residenti e autorizzati in Città Alta e sui Colli. Con l’atto integrativo della convenzione, approvato ieri in seconda commissione consiliare con l’astensione delle minoranze, si stabilisce che gli introiti della sosta gialla «tornano al Comune», come spiega l’assessore alla Mobilità Marco Berlanda. In cambio, il Comune riconosce a Bergamo Parcheggi una proroga della gestione del Parking Fara di cinque anni, rispetto ai 29 inizialmente previsti, con scadenza nel 2058. «È un do ut des», sintetizza Berlanda. Dall’opposizione, il consigliere leghista Alberto Ribolla osserva che «è un bene che la sosta gialla torni al Comune», ma chiede chiarimenti sul «rischio di contenziosi». Berlanda esclude «avvisaglie di conteziosi»: «L’integrazione che portiamo prevede una sorta di chiusura tombale di ogni contenzioso per il futuro, in parallelo si è chiusa anche la vicenda patrimoniale con Bergamo Parcheggi. In relazione ad entrambe le tematiche, con l’articolo 7 comma 2 dell’atto, il concessionario rinuncia a qualsivoglia pretesa economica».

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