Quarte dosi «al palo», nella Bergamasca libero l’86% degli slot: «Non aspettate oltre»

La campagna. L’Asst Papa Giovanni: ogni giorno almeno 30 posti vuoti. E a Ferragosto sono chiusi tutti i Centri della provincia. L’appello di Moratti.

L’appello è imperativo, dati alla mano: bisogna andare a vaccinarsi per la quarta dose, se si rientra nelle categorie per le quali è aperto l’accesso alle somministrazioni, ovvero over 60 e over 12 anni con gravi patologie. L’afflusso, infatti, continua ad essere poco rilevante, nonostante l’ampio dilagare della variante Omicron 5 (e la «Centaurus» in agguato) e l’aumento sempre più consistente delle reinfezioni, anche tra chi ha fatto il ciclo completo con il booster. Le ferie, il caldo agostano, e la convinzione ormai diffusa che sia meglio aspettare l’autunno e l’arrivo dei vaccini aggiornati (che non è affatto detto che ci saranno a breve) fanno disertare le prenotazioni. I dati parlano chiaro: secondo la Regione Lombardia, nella settimana fino a Ferragosto la media del territorio lombardo si attesta sul 57% di agende libere per gli slot vaccinali, dal 16 al 31 agosto attualmente è libero addirittura l’82% delle agende lombarde. In Bergamasca la media è ancora più alta: 86% di slot liberi da dopo Ferragosto fino a fine mese.

Oltre 47 mila somministrazioni

Attualmente, sono 47.068 le quarte dosi finora somministrate in Bergamasca, di cui 26.499 dal 12 luglio (cioè da quando la quarta dose è stata ampliata a tutti gli over 60), e calcolando che gli over 60 bergamaschi sono 314mila, l’adesione al momento è attorno al 15%. Una percentuale piuttosto bassa, e questo nonostante la regione con il maggior numero di quarte dosi somministrate sia proprio la Lombardia - con mezzo milioni di vaccinati - seguita da Piemonte (372mila) ed Emilia-Romagna (313mila). Tornando alla Bergamasca, per le quarte dosi, del totale delle 47.068 dosi (44.121 Pfizer e 2.834 Moderna), 12.561 sono state somministrate nelle farmacie, 4.581 nelle Rsa, 187 in Adi, Assistenza domiciliare integrata e con somministrazioni a domicilio dall’Ats, 7.171 dal Centro vaccinale Iml (la cooperativa di medici di base), 138 dal Centro vaccinale di Habilita, 164 dal Centro vaccinale del Policlinico San Marco di Zingonia. Per quanto riguarda le Asst, il «Papa Giovanni» di Bergamo ha somministrato 12.338 dosi più 191 domiciliari, i Centri vaccinali dell’Asst Bergamo Est 3.420, più 133 domiciliari, mentre i Centri vaccinali della Bergamo Ovest 5.475, più 111 domiciliari (tutti i dati sono aggiornati al 10 agosto, fonte Regione Lombardia). E ora, in agguato, a far calare la tendenza che a luglio aveva fatto segnare una crescita anche legata ai timori per il dilagare di Omicron, contribuiscono i rallentamenti e le chiusure ferragostane.

Dall’Asst Papa Giovanni XXIII di Bergamo fanno sapere che nella settimana dall’1 al 7 agosto le quarte dosi sono somministrate sono state 1.745, e che ogni giorno in media restano circa 30 slot liberi (si ricorda, in ogni caso e per tutti i centri vaccinali lombardi, che per accedere alla somministrazione è necessario prenotarsi sul portale regionale: viste le adesioni basse, è elevata la possibilità di scegliere il luogo e il giorno più adatti alle proprie esigenze); il Centro vaccinale che è all’ospedale Papa Giovanni, inoltre, resterà chiuso sabato 13 e sabato 20 agosto, e i giorni festivi di lunedì 15 agosto e il venerdì 26 agosto, festa del patrono di Bergamo, Sant’Alessandro. Pausa nel giorno di Ferragosto anche per i due Centri vaccinali dell’Asst Bergamo Est, a Gazzaniga alla Casa di Comunità, e a Trescore, al Presst, (per quelle pediatriche è attivo anche il Pot di Calcinate), dove, spiegano dall’Azienda, almeno l’80% degli slot disponibili per le quarte dosi è ancora vuoto, e la percentuale di chi, ritardatario, decide di accedere alla terza o di avviare il ciclo vaccinale, è decisamente ancora molto più bassa.

Molti slot prenotabili

Molti gli slot prenotabili e disponibili anche all’Asst Bergamo Ovest anche se, spiega Andrea Ghedi, direttore sociosanitario e responsabile organizzativo della campagna vaccinale, si è visto «un incremento con l’allargamento della platea vaccinale a partire da metà luglio»; ma adesso «non abbiamo visto grandi modifiche nel trend». Gli hub gestiti direttamente dall’Asst Bergamo Ovest sono quello di Antegnate (sala polivalente in via Donizetti) e quello di Brembate Sopra (al poliambulatorio di piazza Giovanni Paolo II): entrambi gli hub restano chiusi a Ferragosto e da ieri tutti e due hanno delle modifiche orarie: ad Antegnate fino al 20 agosto la chiusura è anticipata alle 14 (l’orario abituale è dalle 8 alle 16 dal lunedì al venerdì) e a Brembate Sopra identico anticipo alle 14 fino al 20 agosto (qui l’orario abituale è dalle 8 alle 16 solo su prenotazione, il sabato dalle 8 alle 13).

«Nella prossima settimana, così come nella seconda metà di agosto, in Lombardia c’è un’ampia disponibilità per la vaccinazione anti Covid. Invito i fragili, le persone con più di 60 anni e chi non si è ancora vaccinato a non attendere ancora»

L’appello per i lombardi quindi, lanciato anche via Twitter da Letizia Moratti, vicepresidente e assessore al Welfare della Regione Lombardia, è quello di prenotarsi sul portale e di non esitare, evitando di aspettare ancora a proteggersi con il vaccino. «Nella prossima settimana, così come nella seconda metà di agosto, in Lombardia c’è un’ampia disponibilità per la vaccinazione anti Covid. Invito i fragili, le persone con più di 60 anni e chi non si è ancora vaccinato a non attendere ancora». In tutta Italia attualmente le persone che hanno ricevuto la quarta dose, il cosiddetto second booster, sono 1.980.389, cui si aggiungono 636.251 immunodepressi o fragili. Oltre due milioni e mezzo di persone alle quali vanno sommati 1,8 milioni di guariti dopo la terza dose da al massimo sei mesi. In totale si tratta di 4,4 milioni di persone, pari a circa il 25% della platea. Andando più a fondo emerge che la fascia d’età con il maggior numero di vaccinati con quarta dose è quella degli ultraottantenni con il 29,2%, seguita dai settantenni con l’11,8%. Molto indietro, invece, la fascia che comprende le persone tra i 60 e i 69 anni (6,5%).

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