Quarte dosi lumaca: nella Bergamasca libero il 90% degli slot, copertura al 16%

La campagna vaccinale. Su 33.579 posti in agenda sino a fine settembre, ne risultano prenotati solo 3.637. Il «secondo booster» somministrato finora al 16% dei destinatari, over 60 e «fragili» dai 12 anni in su.

La corsa s’è fatta lenta. Troppo lenta: di qui a fine settembre, in Bergamasca è prenotato solo il 10,8% degli appuntamenti disponibili per la quarta dose del vaccino anti-Covid. Su 33.579 posti in agenda, infatti, a venerdì ne risultavano prenotati appena 3.637: ben 29.942 slot (il 90% circa) risultavano invece liberi. Un dato basso, che conferma ancora una volta la freddezza con cui è stato accolto il «secondo booster», il nuovo richiamo immunitario dedicato a tutti gli over 60 e ai «fragili» dai 12 anni in su. La fotografia dei dati dell’assessorato regionale al Welfare entra nel dettaglio. Ieri per esempio in tutta la Bergamasca risultavano 184 prenotazioni a fronte di 683 slot (appuntamenti) disponibili. E anche la settimana alle porte non ha proiezioni molto più incoraggianti: domani si contano 200 appuntamenti su 1.832 posti teoricamente disponibili, martedì gli appuntamenti sono 309 a fronte di 1.818 posti disponibili, mercoledì 177 su 1.631.

Adesione sotto il 20%

L’adesione alla quarta dose staziona sui valori noti: si resta ancora al di sotto del 20%. Più precisamente, sempre secondo i dati di Regione Lombardia aggiornati al pomeriggio di venerdì, in Bergamasca sono finora 53.524 le quarte dosi somministrate. La platea dei destinatari sarebbe però molto più ampia: gli over 60 bergamaschi sono 314mila, a cui vanno aggiunte alcune migliaia di «fragili» dai 12 anni in su; dunque, al momento la quarta dose l’ha ricevuta circa il 16% dei destinatari. In realtà, si varia molto a seconda della fascia d’età: il report di metà settimana dell’Ats mostrava come tra gli ultranovantenni si fosse al 34%, mentre tra i 60-64enni ha ricevuto la quarta dose appena il 7%.

Un ruolo-chiave è giocato dalle farmacie, che finora hanno erogato 15.911 terze dosi. Sono invece 4.175 le quarte dosi inoculate nelle Rsa

Eppure, gli appelli sono arrivati da più parti e la campagna vaccinale presenta ancora un’organizzazione capillare: nella giornata di ieri erano 13 le strutture – tra centri vaccinali degli ospedali, medici di base e farmacie – che effettuavano le somministrazioni, domani saranno 20, martedì addirittura 31 (il numero varia ogni giorno a seconda delle date di apertura di ciascun punto vaccinale). Un ruolo-chiave è giocato dalle farmacie, che finora hanno erogato 15.911 terze dosi. Sono invece 4.175 le quarte dosi inoculate nelle Rsa.

Sale l’età del contagio

A ribadire l’importanza della quarta dose ci sarebbe un’ulteriore evidenza: l’età media del contagio si sta alzando, ed è soprattutto tra gli anziani che il rischio aumenta. Per questo la vaccinazione – che riduce dell’80-90% il rischio di ospedalizzazione e decesso – è fortemente raccomandata in quel segmento di popolazione.

Esclusa la prima ondata (dove i tamponi erano destinati prevalentemente ai sintomatici e in particolare ai ricoverati, tendenzialmente più anziani, e ciò influiva sulle statistiche), questa è l’ondata con l’età media del contagio più alta

Nel report di metà settimana, l’Ats di Bergamo calcolava che nel periodo giugno-agosto 2022 – tra l’altro, l’arco temporale segnato dall’ondata estiva di Omicron 5 – l’età media dei nuovi positivi è stata di 49 anni: tra gennaio e maggio (Omicron 1 e 3) l’età media era invece di 37 anni, dunque il balzo è stato repentino. Anche nelle ondate precedenti il contagio correva più tra i giovani: tra ottobre e dicembre 2021 l’età media dei nuovi positivi era di 35 anni, l’estate scorsa (giugno-settembre 2021, con l’esordio della variante Delta) l’età media era di 41 anni, stesso valore registrato tra gennaio e maggio 2021 (fase segnata dalla variante Alfa). Anche tra settembre e dicembre 2020, in quella che è stata la seconda ondata pandemica, l’età media era più bassa rispetto a oggi: allora i nuovi positivi avevano in media 42 anni.

In sintesi: esclusa la prima ondata (dove i tamponi erano destinati prevalentemente ai sintomatici e in particolare ai ricoverati, tendenzialmente più anziani, e ciò influiva sulle statistiche), questa è l’ondata con l’età media del contagio più alta. Anche nella settimana 17-23 agosto, per esempio, sono emersi numeri significativi: 309 contagiati nella fascia 60-69 anni, 241 nella fascia 70-79 anni, 112 nella fascia 80-89 anni, 34 ultranovantenni.

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