Scarseggiano i farmaci: «Si paga la carenza delle materie prime»

Il fenomeno. In alcuni casi mancano i principi attivi, in altri i componenti per i blister. De Amici: «Situazione diffusa sul territorio, difficile trovare antinfiammatori».

L’elenco è lungo: ibuprofene, paracetamolo, paroxetina, prednisone, solo per citarne alcuni, e avanti ancora. Sono parecchi i farmaci «carenti», cioè che scarseggiano, ed è l’ennesimo riflesso dell’amplissima e ormai cronica carenza di materie prime. Che, in campo farmaceutico, pesa il doppio: in alcuni casi mancano i princìpi attivi, in altri casi mancano i componenti per le confezioni (l’alluminio per i blister, per esempio). L’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco, nei giorni scorsi ha aggiornato l’elenco – ormai ben corposo – dei «farmaci carenti». La lista comprende oltre 3mila prodotti, in realtà l’elenco reale è molto più ristretto (sia perché l’Aifa inserisce anche lo stesso farmaco ma in diversi formati, sia perché lo stesso principio attivo è alla base di più farmaci) ma contempla comunque cento-duecento princìpi attivi. Non sono appunto pochi: antinfiammatori, antiepilettici, antiasma sono tra i prodotti spesso più introvabili.

«Mancano in particolare degli antinfiammatori, tra cui l’ibuprofene è il più comune»

Anche le farmacie bergamasche – e, di conseguenza, i cittadini bergamaschi – iniziano a farne i conti. «Il problema è oggettivo – conferma Ernesto De Amici, presidente dell’Ordine dei farmacisti di Bergamo –. Mancano in particolare degli antinfiammatori, tra cui l’ibuprofene è il più comune. Rileviamo carenze particolari di Feldene, per il mal di schiena, così anche come mancano degli anticonvulsivanti utilizzati per trattare i bambini che hanno convulsioni febbrili. Anche il paracetamolo è a singhiozzo». Insomma, la sintesi è quella di una «situazione molto diffusa sul territorio – prosegue De Amici –. Per molti farmaci ci si è attivati con la preparazione galenica. La questione di fondo è legata al mercato e in particolare alla capacità di regolare e governare la produzione».

«Ordini che prima arrivavano in 5 giorni ai siti logistici dei distributori attualmente restano inevasi fino a 3 o 4 settimane»

Per comprendere le carenze che si manifestano in concreto sul banco, occorre appunto ripercorrere la filiera del farmaco. I problemi di produzione si riverberano in primo luogo sulla catena di distribuzione, con difficoltà di approvvigionamento e tempi più lunghi. «La situazione dei medicinali che scarseggiano diventa sempre più insostenibile. Al nuovo governo chiediamo l’avvio di un confronto urgente, al fine di individuare in una visione d’insieme le soluzioni più adeguate ad assicurare una sanità realmente focalizzata sui bisogni di salute della popolazione», è il comunicato delle sigle della distribuzione intermedia farmaceutica, l’Associazione dei distributori farmaceutici aderente a Confcommercio-Imprese per l’Italia (Adf) e Federfarma Servizi. «Ordini che prima arrivavano in 5 giorni ai siti logistici dei distributori – prosegue la nota – attualmente restano inevasi fino a 3 o 4 settimane causando, di conseguenza, il problema di medicinali introvabili per i cittadini che si recano in farmacia, dove si segnalano mancanze in aumento». L’Aifa, accanto a ciascun farmaco carente, indica anche il motivo: «problemi produttivi» e «problemi commerciali» sono le cause più frequenti.

«Le aziende faticano a produrre i medicinali. Il tema non riguarda solo i princìpi attivi»

«Sì, per diversi farmaci ci sono delle carenze – conferma anche Giovanni Petrosillo, presidente di Federfarma Bergamo –. Le motivazioni sono diverse, in questo periodo la causa è principalmente legata alla mancanza di determinate materie prime, anche per effetto della guerra. Le aziende faticano a produrre i medicinali. Il tema non riguarda solo i princìpi attivi: parliamo di carenza di materie proprio perché alcuni effetti indiretti ci sono anche sui farmaci, penso all’alluminio per produrre i blister o a delle componenti per le confezioni o i tappi dei flaconi». Il campionario dei farmaci carenti è ampio: «Le difficoltà di reperimento si notano maggiormente per quelli di uso più comune, penso all’ibuprofene. In generale – prosegue Petrosillo – possono esserci difficoltà legate ai farmaci per le malattie da raffreddamento, quelle tipiche della stagione. Per l’ibuprofene ci siamo attivati con la preparazione galenica, nei mesi scorsi è stata fondamentale per garantire gli sciroppi per i bambini».

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