Siccità, la «sete» dei Laghi Gemelli continua. Temporali nel weekend - Foto/Video

Meteo. Era luglio quando ai laghi Gemelli in Alta Val Brembana la siccità rese visibile la separazione tra i due laghi dopo 20 anni. Nonostante le piogge degli scorsi giorni la situazione non è migliorata, anzi. Guarda il video.

Era il 6 luglio scorso quando, per la prima volta dopo 20 anni, la scarsità di acqua e di precipitazioni rese visibile la separazione tra i due bacini adiacenti dei Laghi Gemelli che in condizioni normali formano un unico specchio d’acqua. Ancora oggi, nonostante qualche pioggia dei giorni scorsi, la situazione non è migliorata come dimostrano in modo eloquente le immagini che ci sono pervenute e che si riferiscono alla situazione di giovedì 25 agosto.

Guarda il video dell’invaso «svuotato»

La siccità «svuota» i Laghi Gemelli che sono ancora separati.

Come è evidente il bacino artificiale è quasi completamente a secco e oltre a mostrare la separazione tra i due bacini, l’acqua lambisce solo la base dell’altissimo muro della diga. Dove oggi ci sono i ragazzi che giocano a calcio e prendono il sole solitamente c’è l’acqua come dimostrano le immagini degli anni passati.

Meteo

Il lunghissimo periodo di siccità, dunque, continua. Nonostante, infatti, le previsioni chiamano pioggia per il fine settimana, si attendono solo precipitazioni sparse e temporali, in alcuni casi anche di forte intensità ma che porteranno quantità limitate di acqua.

Si prevede un weekend in prevalenza soleggiato ma bagnato dall’incertezza di alcuni temporali sparsi che toccheranno il Nord Italia e anche la nostra provincia. Temporali che potranno essere anche di forte intensità a carattere isolato a partire dalla sera di venerdì. Così come rovesci sono previsti nella serata di sabato e di domenica, più probabili sulle Orobie, ma possibili anche in pianura.

La crisi idrica

Le piogge hanno rinfrescato riducendo i consumi per i giardini. Acquedotti, livelli migliorati dopo settimane. I sindaci: all’utente non è mai mancata. I sacchetti d’acqua distribuiti dalla popolazione sono ormai un lontano ricordo, così anche i razionamenti notturni. E settimana scorsa i rifornimenti con autobotti dei bacini più a secco sono stati limitati. Rifornimenti non per situazioni di emergenza ma per mantenere comunque il livello alto.

Resta il fatto che le sorgenti continuano a essere in sofferenza, così come permangono a rischio moderato (ovvero che la risorsa è disponibile a condizione di ridurre gli usi non essenziali) 52 Comuni (tra quelli gestiti da Uniacque). A fotografare la situazione della nostra provincia è infatti ancora Uniacque, il gestore del servizio idrico integrato. Che rileva come, nel consueto report settimanale, quanto a numero di Comuni a rischio, la situazione è rimasta nella sostanza invariata rispetto a sette giorni prima.

Questo nonostante i due giorni di pioggia di settimana scorsa. «Il temporale del primo giorno ha fatto poco - dice l’amministratore delegato di Uniacque Pierangelo Bertocchi -. Meglio il giorno dopo, quando la pioggia è durata più a lungo. Ha avuto soprattutto l’effetto di rinfrescare prati e giardini: quindi di ridurre proprio i consumi di chi, in genere di notte, bagnava orti o giardini».

Le zone critiche

«Ma le sorgente restano comunque in sofferenza - continua l’ad di Uniacque -. Non sono cioè tornate ai livelli normali. Le zone critiche restano la Val Serina, la Valle Imagna e alcuni paesi della Val Brembana. Settimana scorsa i rifornimenti dei bacini con autobotti sono stati inferiori e per mantenere alto il livello, non per emergenze». E di una situazione che potrebbe avere superato il periodo peggiore riferiscono anche i sindaci dei comuni delle aree più a rischio. Dove, nei giorni di maggiore siccità, erano arrivati anche i sacchetti d’acqua. Ma ora la popolazione turistica andrà calando e quindi anche i consumi.

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