Superticket addio dal 1° marzo
A Bergamo «sconto» per 600 mila utenti

La Lombardia si appresta ad archiviare il superticket, vale a dire la quota aggiuntiva che bisogna pagare quando si prenota una prestazione medica con il servizio sanitario nazionale.

La decisione annunciata dalla Regione a fine 2019 con l’approvazione del bilancio 2020 è stata confermata in via definitiva dalla Giunta guidata da Attilio Fontana. A partire dal 1° marzo la sovrattassa su visite ed esami sarà definitivamente azzerata, e questo varrà per tutte le categorie di pazienti, a prescindere dalle condizioni sociali, di reddito o patologiche. La manovra lombarda anticipa di sei mesi l’analoga norma nazionale, inserita dal Governo nella Finanziaria. In tutta Italia l’eliminazione del superticket regionale entrerà in vigore dal primo settembre.

La Lombardia è dunque la prima Regione italiana a far saltare il «balzello», grazie a uno stanziamento di 54 milioni di euro. Un taglio che, secondo alcune stime della Cisl, in provincia di Bergamo varrebbe circa 7 milioni di euro con circa 600 mila beneficiari.

Il risparmio

A livello pratico, lo «sconto» sarà valido per le ricette firmate dai medici o per le prestazioni prenotate dai pazienti a partire dal 1° marzo. Da quella data in poi, i cittadini pagheranno soltanto il ticket ordinario e non più la quota aggiuntiva, risparmiando fino a 15 euro su ogni singola prescrizione. Per fare qualche esempio, con l’entrata in vigore della manovra il costo di una risonanza magnetica articolare scenderà da 51 a 36,15 euro. Lo stesso varrà per una ecografia all’addome, mentre per una mammografia bilaterale, che oggi costa 48,30 euro, si risparmieranno 12,5 euro. Per tutte le prime visite di qualsiasi specialità (oculistica, ortopedica, ginecologica o altro) il costo scenderà invece da 28,5 a 22,5 euro.

Lo stop dopo nove anni

Il superticket sanitario era stato introdotto nel 2011 con una norma nazionale. In base alla legge, su ogni singola prescrizione il cittadino doveva pagare il ticket ordinario – che ha un importo massimo di 36 euro – più altri 10 euro fissi. Il superticket è stato però modulato in modo diverso in ogni Regione. In Lombardia, nello specifico, la giunta presieduta Roberto Formigoni aveva optato per un incremento della nuova tassa proporzionale al valore della prescrizione, prevedendo un importo da zero a 30 euro. Da allora, il taglio più significativo del superticket risale a luglio 2018, quando grazie a uno stanziamento di 20 milioni la Giunta di Fontana ne dimezzò il tetto massimo da 30 a 15 euro. La misura aveva interessato 1,5 milioni di lombardi, andando ad alleggerire soprattutto il costo delle prestazioni più care. Una seconda sforbiciata è poi arrivata la scorsa estate, con un ulteriore stanziamento di circa 10,4 milioni di euro. In quel caso l’esenzione era scattata per altri 625 mila lombardi in condizioni economiche disagiate, come ad esempio i nuclei familiari con reddito sotto i 30 mila euro con un minore a carico o quelle con disabili.

Ora la nuova manovra, confermata da Palazzo Lombardia il 31 dicembre, abolisce il superticket per tutti. Per l’assessore al Welfare Giulio Gallera, «si tratta di un ulteriore, decisivo tassello nella direzione di alleggerire il più possibile il costo delle compartecipazioni ai servizi socio sanitari per i cittadini lombardi, garantendo loro nel contempo cure di assoluta eccellenza». Dalla maggioranza, il consigliere regionale leghista Giovanni Malanchini ha ricordato che «a dicembre, nell’ambito dell’approvazione del bilancio di previsione avevamo previsto l’abolizione del superticket e oggi diamo seguito a quanto annunciato. Ancora una volta la Lombardia, regione virtuosa, dà una mano ai cittadini più bisognosi, per garantire cure e prestazioni di qualità a tutti». «La decisione di abolire il superticket è dell’attuale governo – ha rivendicato dall’opposizione il Partito Democratico – quello che vede la partecipazione del Pd. Se nel resto d’Italia il superticket sarà cancellato a luglio, in Lombardia lo sarà a marzo, perché la Regione utilizzerà risorse nazionali per anticipare la misura».

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