(Foto di Bedolis)
LA FUGA. Lunedì 31 agosto un 33enne di Monza ha tentato di rubare un motorino caricandoli su un furgone rubato durante Atalanta-Bologna. Vistosi scoperto ha tentato la fuga finendo la corsa contro l’auto dei carabinieri.
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Bergamo
Ha rischiato il linciaggio il 33enne monzese che nella serata di lunedì 31 agosto, mentre la gente cominciava a sciamare dallo stadio dopo la fine di Atalanta-Bologna, ha speronato un’auto dei carabinieri a tutta velocità in viale Giulio Cesare, all’altezza della Curva Nord.
Era ubriaco, guidava un furgone rubato e gli inquirenti sospettano che avesse appena tentato di appropriarsi di uno scooter parcheggiato in via Tito Livio. Il giovane ha cercato di fuggire, ma in viale Giulio Cesare si è trovato la strada sbarrata dal cantiere. Così ha fatto inversione a U e, sempre a velocità folle, sfiorando la gente che stava tornando alle auto dopo il termine della partita e urtando 5 scooter posteggiati a bordo strada, si è lanciato contro la vettura dei carabinieri di Città Alta, posizionata in mezzo alla carreggiata nel tentativo di bloccare la fuga del 33enne.
Lo schianto è stato violento: i due militari hanno riportato lesioni giudicate guaribili in 5 e 10 giorni. A questo punto il giovane ha cercato di allontanarsi a piedi. Ma è stato inseguito da alcuni tifosi inferociti (qualcuno dei quali aveva addirittura pensato a un attentato di matrice islamica), che lo hanno bloccato e hanno cominciato a malmenarlo. Per sua fortuna pochi istanti dopo sono giunti i due carabinieri che, seppur feriti, sono riusciti ad ammanettarlo e a metterlo in salvo su un’auto di un equipaggio del nucleo radiomobile dell’Arma di Bergamo nel frattempo giunto in supporto.
«Abbiamo sottratto il soggetto a un tentativo di giustizia sommaria», ha raccontato uno dei due militari al giudice Donatella Nava che martedì 1° settembre ha convalidato l’arresto per fuga pericolosa e disposto l’obbligo di firma quotidiano, domeniche escluse.
Furgone abbatte motorini in soste e poi sperona auto dei carabinieri fuori dallo stadio. Video di Lorenzo Togni
Il 33 enne, un lavoro nel settore serramenti, dipendenza da cocaina e alcol e una fedina penale piuttosto nutrita (l’ultima denuncia è del 20 agosto scorso), ha sostanzialmente ammesso. «Ero ubriaco, non mi sono subito reso conto della gente a bordo strada. Sono stati i carabinieri a speronarmi. Io non volevo fare del male a nessuno. I tifosi mi hanno picchiato», ha raccontato lui che sul viso portava i segni delle percosse. Il giudice, prima di scarcerarlo, gli ha raccomandato di cambiare vita e di occuparsi del figlio piccolo che ora è accudito dai nonni. Il processo per direttissima si celebrerà il 3 novembre.
La polizia stradale di Bergamo sta nel frattempo indagando sul tentato furto dello scooter, sulla ricettazione del furgone e sulle lesioni ai due carabinieri, reati che la pm Carlotta de Luca ha deciso di far confluire in un secondo fascicolo.
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