(Foto di Bedolis)
MOBILITÀ. La nuova linea elettrica, costata oltre 80 milioni di euro, attraversa sei Comuni su 30 chilometri e punta a ridurre traffico e uso dell’auto. Da lunedì collegherà Bergamo e Verdellino. La sindaca: «Visione condivisa del territorio».
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È uno dei principali investimenti sulla mobilità bergamasca degli ultimi anni: un «tram su gomma» che si integra con la tramvia T1 e, in prospettiva, con la futura T2, puntando a offrire «collegamenti più rapidi, puntuali e sostenibili». Dopo un percorso avviato quasi dieci anni fa con la partecipazione di vari enti del territorio, la linea e-Brt Bergamo-Dalmine-Verdellino è pronta a partire.
L’innovativo servizio con bus elettrici su corsia preferenziale entrerà ufficialmente in funzione lunedì, mentre oggi Palazzo Frizzoni ha ospitato la cerimonia istituzionale di inaugurazione alla presenza delle autorità civili, militari e religiose, dei sindaci dei Comuni attraversati, dei rappresentanti del mondo economico e sociale e delle realtà che hanno sostenuto il progetto da oltre 80 milioni di euro, finanziato con risorse del Pnrr.
«In queste settimane si è parlato molto dei disagi e delle preoccupazioni legate ai lavori, più che dei vantaggi che quest’opera porterà - dice la sindaca -. L’imminente apertura del primo fornice di via San Bernardino (oggetto dei lavori di Rfi, ndr) rappresenta un primo sollievo sul fronte del traffico, mentre l’e-Brt è chiamato a offrire un’alternativa affidabile all’auto privata».
«L’e-Brt non comincia oggi, ma nasce dieci anni fa da una visione condivisa del territorio - sottolinea la sindaca Elena Carnevali -. Quando istituzioni e imprese lavorano insieme è possibile trasformare le risorse del Pnrr in opere di qualità. Non è solo una semplice linea di trasporto, ma uno strumento per mettere in rete persone e territori». Inevitabile un richiamo al dibattito sulla sentita questione dell’impatto sul traffico: «In queste settimane si è parlato molto dei disagi e delle preoccupazioni legate ai lavori, più che dei vantaggi che quest’opera porterà - dice la sindaca -. L’imminente apertura del primo fornice di via San Bernardino (oggetto dei lavori di Rfi, ndr) rappresenta un primo sollievo sul fronte del traffico, mentre l’e-Brt è chiamato a offrire un’alternativa affidabile all’auto privata».
Grande soddisfazione anche da parte di Atb, stazione appaltante, per «una sfida raccolta e portata a termine nel rispetto del programma». Il presidente Enrico Felli evidenzia il valore del lavoro di squadra che ha permesso di consegnare al territorio «un nuovo modello di mobilità, quanto di più simile a un tram su gomma». Ora la sfida sarà renderlo attrattivo anche attraverso «convenzioni con imprese e realtà del territorio, per favorire un cambiamento delle abitudini di spostamento». Nei suoi 30 km complessivi il tracciato tocca 6 comuni. Per il presidente della Provincia, Gianfranco Gafforelli, l’e-Brt è «un’infrastruttura moderna e sostenibile, asse strategico per la Bergamasca», destinata a «ricucire il territorio» e «sostenere chi ogni giorno si sposta per studio e lavoro».
Atb: «Ora la sfida sarà renderlo attrattivo anche attraverso «convenzioni con imprese e realtà del territorio, per favorire un cambiamento delle abitudini di spostamento»
La cerimonia si è conclusa con un giro di prova preceduto dalla benedizione del Vescovo monsignor Francesco Beschi e dal suo auspicio che l’e-Brt diventi «una via di comunione e di rinnovata socialità», capace di rendere il territorio «più fraterno e ospitale». Nel pomeriggio spazio ai cittadini, per la prova gratuita del servizio.
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