Una colletta per i popoli della Terra Santa

DOMENICA 18 FEBBRAIO. L’iniziativa nelle parrocchie promossa dalla Cei come gesto concreto di solidarietà e di partecipazione. La Caritas diocesana ha già raccolto 100mila euro per il Medio Oriente. L’impegno per Ucraina, alluvione e terremoti.

In Terra Santa si continua a combattere, il conflitto tra Hamas e Israele, innescato il 7 ottobre scorso dall’attacco terroristico alla popolazione israeliana, ha raggiunto proporzioni immani non solo a Gaza e in Israele, ma anche in Cisgiordania e in Libano. La tensione è altissima in tutta la regione e mentre si contano migliaia di morti e decine di migliaia di feriti, il conflitto non sembra ancora avviato verso un percorso di pace. Domenica prossima, 18 febbraio, sarà la prima domenica di Quaresima e per quel giorno la presidenza della Cei, la Conferenza Episcopale Italiana, ha voluto indire una colletta nazionale da tenersi in tutte le chiese italiane, quale segno concreto di solidarietà e di partecipazione di tutti i credenti proprio ai bisogni delle popolazioni colpite dal conflitto in Terra Santa.

Una solidarietà, quella nei confronti di chi soffre, che i bergamaschi hanno sempre dimostrato, specialmente in questi ultimi anni, quando sono stati chiamati a dare il loro contributo alle tante popolazioni del mondo, vittime di guerre o di catastrofi naturali. Attraverso le quattro sottoscrizioni proposte nel 2023 (per le popolazioni colpite dal terremoto in Turchia e Siria, per quelle di Marocco e Libia, per gli alluvionati dell’Emilia Romagna e per la Terra Santa) la Caritas diocesana di Bergamo ha raccolto oltre un milione di euro (di cui 600mila solo per i terremotati turchi e siriani), che si aggiunge al milione e mezzo che i bergamaschi hanno donato nel 2022 nelle settimane successive allo scoppio della guerra in Ucraina.

«Questa volta i vescovi italiani, di fronte al dramma di un conflitto che si sta protraendo da mesi e che purtroppo sembra addirittura espandersi, si sono sentiti in dovere di organizzare questa raccolta straordinaria – spiega don Roberto Trussardi, direttore della Caritas bergamasca –. Si tratta di una proposta rivolta a tutte le comunità parrocchiali, alle quali va il mio personale e più sentito ringraziamento per il sostegno che hanno sempre assicurato in questi anni. Capisco la loro fatica, perché sono alle prese con tante spese di gestione e con i problemi quotidiani che contraddistinguono ogni comunità. Questa ulteriore richiesta di aiuto rappresenta anche uno sprono nei confronti dei loro parrocchiani verso chi vive situazioni drammatiche. Di fronte a un dramma come quello della guerra, tutte le nostre fatiche non possono che passare in secondo ordine». Ogni parrocchia deciderà se aderire alla colletta nazionale nella giornata di domenica, oppure in un altro momento del periodo quaresimale.

L’impegno di Caritas Italiana in Terra Santa, nel corso degli ultimi decenni, è stato continuo, con un sostegno diretto ai progetti di Caritas Gerusalemme e di altri partner della società civile palestinese ed israeliana. Dal 2019 Caritas Italiana fa parte del working group di accompagnamento di Caritas Gerusalemme, che ha portato a una riorganizzazione interna, ad un nuovo piano strategico e allo sviluppo di un dipartimento socio-pastorale volto anche ad incentivare la collaborazione tra Caritas Gerusalemme e le parrocchie dei Territori Palestinesi Occupati, attraverso la creazione di gruppi Caritas parrocchiali.

Le offerte raccolte nell’ambito della colletta nazionale indetta dalla Cei serviranno per ristrutturare ed equipaggiare la clinica di Caritas Gerusalemme a Gaza City; fornire attrezzature mediche alla clinica di Caritas Gerusalemme a Taybeh, in Cisgiordania; garantire assistenza sanitaria a chi ne ha bisogno nelle zone interessate dal conflitto; intervenire con aiuti nel campo della salute mentale delle persone traumatizzate dalla crisi in corso, e fornire aiuti economici e buoni acquisto a famiglie vulnerabili.

Ad ottobre, poche ore dopo lo scoppio della guerra in Terra Santa il Vescovo di Bergamo, monsignor Francesco Beschi, ha proposto una raccolta straordinaria le cui donazioni saranno devolute al cardinale bergamasco Pierbattista Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme, che in quei giorni si trovava in città. «Abbiamo raggiunto quota 100mila euro – dice don Roberto Trussardi –, che gli consegneremo personalmente quando arriverà il momento della ricostruzione». Un anno fa, con la colletta per le popolazioni di Turchia e Siria furono raccolti 600mila euro; a maggio con la sottoscrizione per gli alluvionati dell’Emilia Romagna i bergamaschi donarono 250mila euro, mentre in autunno altri 80mila euro sono stati raccolti per le popolazioni del Marocco e della Libia.

Come donare

Per la colletta nazionale di domenica 18 febbraio sono stati attivati un conto corrente postale (il numero 347013) e quattro conti correnti bancari, cui è possibile fare un bonifico specificando come causale «Emergenza Terra Santa»: Banca Popolare Etica (Iban - IT 24 C 05018 03200 00001 3331 111); Banca Intesa Sanpaolo (Iban - IT 66 W 03069 09606 100000012474), Banco Posta (Iban - IT 91 P 07601 03200 000000347013) e UniCredit (Iban - IT 88 U 02008 05206 000011063 119).

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