Ai vertici di New Balance ad Amsterdam: «Il mio futuro? A Bergamo»
LA STORIA. Roberta Bigoni, partita da Villa d’Ogna dopo la maturità, oggi a 37 anni ricopre un ruolo di responsabilità nell’azienda internazionale. Dopo tante esperienze in giro per il mondo, però, sente il richiamo delle radici.
Lettura 4 min.Amsterdam (Paesi Bassi).
Le prime esperienze all’estero subito dopo il diploma di maturità, e poi varie peregrinazioni sino a giungere in Olanda. La protagonista di questi numerosi viaggi, sempre pronta con la valigia in mano, è Roberta Bigoni, 37enne di Villa d’Ogna. Da quasi dieci anni vive nella città dei canali, Amsterdam, ma oggi il richiamo dell’Italia sembra farsi sentire. « Ho frequentato il liceo scientifico a Clusone – racconta riavvolgendo il nastro della sua vita –, e mentre studiavo ho sempre lavorato nel bar di famiglia a Villa d’Ogna. Durante l’estate e nei fine settimana ero dietro il bancone. Nel 2008, ottenuto il diploma, ho deciso di partire. Non c’è stato esattamente un motivo, ho sempre voluto fare un’esperienza all’estero. Sono partita due mesi dopo la maturità, verso fine giugno del 2008, quando non avevo ancora compiuto 19 anni. Volevo prendermi un anno sabbatico per imparare l’inglese e sono andata a Londra, una città che mi aveva da sempre affascinato. L’idea era di fare un anno e poi tornare e studiare medicina. Come sempre accade invece, tutto è andato diversamente».
A Londra a 19 anni
Nella capitale londinese, la 37enne è rimasta per diverso tempo, vivendo momenti felici e spensierati. «Lì ho lavorato come cameriera da Carluccio’s a Fulham (zona ovest della città, ndr). Vivevo in una casa con altre otto persone – prosegue -, ed è stato uno dei periodi più felici della mia vita. Poco dopo il mio arrivo ho incontrato una persona importante, con cui ho condiviso un lungo percorso di vita. Lì nel mentre ho studiato per sostenere anche lo Ielts (test di lingua inglese, ndr). Londra è una città fantastica, ho incontrato tantissime persone con background e culture differenti: mi ha dato tantissimo e mi ha aperto la mente. A giugno del 2009 ho deciso di iscrivermi all’università Iulm di Milano per seguire il corso di Pubbliche relazioni e Comunicazione d’impresa. Ad oggi mi chiedo ancora il perché (ride, ndr), essendo io una persona puramente analitica. Nei tre anni di università ho fatto avanti e indietro da Londra per mantenere la relazione a distanza. Dopo la laurea, nell’ottobre del 2011, sono rientrata in Inghilterra e ho lavorato per sette mesi in un’agenzia che organizzava eventi e fiere. Ho usato questo tempo anche per fare corsi di web e graphic design: mi è sempre piaciuto studiare e imparare cose nuove. Tant’è che successivamente mi sono iscritta a un master, sempre a Milano allo Ied, in Fashion Marketing e Retail Management. Iniziava a gennaio del 2014, così per pagare parte della retta ho trascorso una stagione a Ibiza durante l’estate 2013: lavoravo sette giorni su sette come barista».
Concluso definitivamente il capitolo accademico, l’obiettivo era fare ritorno a Londra. Ma una proposta di lavoro l’ha portata a fare di nuovo le valigie. «Dopo il master volevo tornare a Londra, ma ho trovato impiego da Guess a Bioggio, in Svizzera. Da quel momento mi sono innamorata della pianificazione e dei numeri, e ho capito che avrei dovuto fare un altro percorso di studi: ma ormai era andata così. Dopo un paio di anni invece mi sono spostata nel retail, sempre come planner, occupandomi della merce e dell’inventario dei negozi. La Svizzera mi stava un po’ stretta e, come diceva la mia bisnonna, “la provvidenza ci pensa”: nello stesso periodo mi è arrivata una chiamata per un lavoro ad Amsterdam, dal marchio Calvin Klein. Dopo vari colloqui mi hanno fatto la proposta: ricordo che ero al settimo cielo. Nel giro di due mesi sono partita, era il 24 novembre del 2017».
Team leader per New Balance
«A oggi sono ancora ad Amsterdam – racconta –. Nella primavera del 2022, sempre seguendo quel famoso motto della mia bisnonna, è arrivata una nuova svolta con un’offerta da New Balance. Cercavano qualcuno che creasse interamente da zero un nuovo dipartimento. All’inizio è stata una bella sfida, ero da sola a gestire tutto, ma oggi sono alla guida di un team di sette persone in continua espansione, con un forte piano di ulteriore crescita per il futuro. È un ruolo di visione sul business: mi occupo di definire i budget finanziari della merce, pianificare gli assortimenti e i piani di acquisto a lungo termine per l’Europa, guidando la strutturazione e la riorganizzazione del reparto per i futuri modelli operativi del brand. Mi piace molto anche l’ambiente: vado al lavoro in bici ogni giorno e questo mi fa sentire attiva».
Amsterdam, una città libera che non giudica. «Sicuramente è un’ottima meta dal punto di vista della carriera e ha un rapporto vita-stipendio molto più adeguato rispetto a Milano o Londra. Questo mi ha permesso di comprare casa nel 2019 – sottolinea –: penso che non sarei mai riuscita a farlo se fossi stata in un’altra città. Apprezzo molto la grande libertà che c’è qui: non mi sento giudicata e non avverto obblighi morali. Nemmeno mi sento in ritardo se fino ad ora non mi sono sposata e non ho figli. Inoltre, tutti gli anni ci sono adeguamenti di stipendio legati all’inflazione. Le aziende sono molto flessibili sullo smart working e attente al bilanciamento tra lavoro e vita privata: nessuno ti dice nulla se esci dall’ufficio alle cinque del pomeriggio. È una città che spinge molto a muoversi: oltre a usare sempre la bicicletta, nel tempo libero vado in piscina, faccio pilates e ultimamente sto provando anche a fare kitesurf. Lo sport per me è fondamentale per ricaricare le energie, e qui gli spazi per farlo non mancano».
La nostalgia dell’Italia
«Da Londra, ad Amsterdam passando per la Svizzera, è nata anche la mia grandissima passione per i viaggi – spiega –: ho visitato tanti posti nel mondo, girando tutta l’Europa e volando in Brasile, Messico, Belize, Boston, New York, Egitto, Sri Lanka, Thailandia, Bali, Singapore e Hong Kong. Questa profonda curiosità di scoprire nuove realtà e culture non mi ha mai abbandonata. Non nego però, che a volte mi sento un po’ sola, complice la fine di una relazione avvenuta nel 2021. Nonostante io abbia una rete di amici e una community, si fatica ad avere un’interazione umana profonda qui, cosa che a Londra mi sembrava più semplice. È un posto un po’ “freddo”, inoltre si fanno sempre un po’ le stesse cose. In Svizzera non ci tornerei, è troppo calma per me mentre a Londra, con un buon lavoro, potrei farci un pensierino, anche se oggi a seguito della Brexit non credo sia più quella di una volta (insomma Londra mi è rimasta nel cuore). Nell’ultimo anno, però, sto sentendo sempre più forte il desiderio di tornare a Bergamo. Tutte le volte che rientro, le montagne e Città Alta non mi sono mai sembrate così belle; mi rigenera camminare tra le nostre valli e ritrovare i miei sentieri per il trekking. Mi manca casa, insomma. I genitori invecchiano e tu vuoi essere lì. E poi, a questo punto della mia vita, mi piacerebbe molto fermarmi e costruire una mia famiglia: è un “futuro affettivo” che desidero e riesco ad avvertire solo tornando a casa».
Bergamo Senza Confini
Essere più vicini ai bergamaschi che vivono all’estero e raccogliere le loro esperienze in giro per il mondo: è per questo che è nato il progetto «Bergamo senza confini» promosso da «L’Eco di Bergamo» in collaborazione con la Fondazione della comunità bergamasca onlus. Per chi lo desidera è possibile ricevere gratuitamente per un anno l’edizione digitale del giornale e raccontare la propria storia. Per aderire scrivete a: [email protected].
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