Mariachiara, dalla Siberia alla Svizzera per insegnare

LA STORIA. La storia di Mariachiara Almini, gli studi di lingue e psicologia, oggi lavora come docente privata a Ginevra. L’esperienza come assistente di volo per Emirates.

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Forse è solo adesso, dopo tanti anni di viaggi, che Mariachiara Almini si sta domandando quale sia il suo «posto con la P maiuscola», per dirla con le sue parole. Sì, perché prima di oggi non si è mai fermata, cambiando casa, lavoro ed esperienze. Negli ultimi quattro anni ha vissuto a Ginevra, in Svizzera, dove per tre anni ha collaborato con una famiglia di origine kazaka, seguendo una bambina come tutrice privata e insegnante. Ora che la collaborazione è terminata, chissà se la vita le consentirà di proseguire con l’insegnamento o la porterà sulla strada della psicologia, visto che proprio quest’estate ha conseguito la laurea in quell’ambito. Una nuova corona d’alloro che si aggiunge a un percorso di studi e professionale già di tutto rispetto.

Gli studi all’Unibg

«Dopo aver frequentato il liceo classico al Sant’Alessandro – riassume lei –, ho conseguito la laurea triennale in Lingue e letterature straniere moderne all’Università di Bergamo, approfondendo lo studio dell’inglese e del russo e dedicando un anno anche alla lingua spagnola. Ho poi concluso la laurea magistrale in Lingue moderne per la cooperazione internazionale, e ora ho terminato un nuovo percorso accademico triennale in Psicologia, una disciplina che mi appassiona moltissimo, sempre presso l’Università di Bergamo, scelta per la vicinanza con Ginevra, dove tramite un’agenzia mi dedico all’educazione privata con le famiglie».

Da Manchester a Tartu

Originaria di Seriate, Mariachiara, 33 anni, parte per la sua prima esperienza da sola all’estero durante gli anni del primo percorso universitario: «Spinta dal desiderio di perfezionare le lingue che studiavo e da una naturale curiosità verso il mondo, ho iniziato a viaggiare e a vivere all’estero. La mia prima esperienza internazionale è stata a Manchester, in Inghilterra, dove ho vissuto per un anno grazie al programma Erasmus. Ho poi proseguito il mio percorso a Tartu, in Estonia dove ho vissuto per sei mesi. Una scelta che mi consentiva di praticare il russo, dal momento che Unibg non aveva ancora opportunità di studio in quel Paese. Il russo mi ha sempre affascinato per l’alfabeto e soprattutto per i suoni».

Mosca e la Siberia

E in Russia Mariachiara è riuscita a rimanerci anche in seguito: «Mi sono trasferita per alcuni mesi a Mosca, dove ho svolto un tirocinio in una rivista specializzata nel settore vinicolo, collaborando come traduttrice. Poi ho vissuto a San Pietroburgo, lavorando al Museo Hermitage, sempre come tirocinante. Tramite un’amica dei tempi di Manchester ho trovato lavoro ad Almaty, in Kazakistan, dove ho insegnato inglese in un centro estivo. Sono quindi tornata in Russia, a Kemerovo, Siberia, dove nel 2018 ho insegnato la lingua italiana in una scuola locale».

Kemerovo è una città della Siberia sud-occidentale, capoluogo dell’omonima regione e importante centro industriale del bacino carbonifero del Kuzbass. Sorge lungo il fiume Tom ed è caratterizzata da inverni lunghi e molto rigidi, con temperature spesso ben sotto lo zero. In un contesto sociale molto particolare da vivere per chi proviene dall’estero.

Assistente di volo per Emirates

Nel 2019 Mariachiara attraversa un momento di riflessione sul suo futuro: «Dovevo capire chi volessi diventare davvero, così ho sfruttato un’opportunità che mi si era presentata: quella di diventare assistente di volo. Avevo passato la dura selezione, effettuata in una sola lunga giornata a Venezia: ero una dei quattro candidati scelti su 130 iniziali. Mi sono perciò trasferita a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, dove ho lavorato per un anno per la compagnia aerea nazionale».

«Quell’esperienza mi ha portata a visitare quasi tutti i luoghi dei miei sogni. Tuttavia, mio padre, medico, mi ha messa in guardia sui pericoli derivanti dalla continua esposizione alle radiazioni cosmiche e solari. Così dopo un anno ho lasciato».

Il rientro in Italia per la pandemia

Con lo scoppio della pandemia, Mariachiara è rientrata in Italia, dove ha maturato diverse esperienze professionali in ambiti differenti: dall’insegnamento in scuole locali alle traduzioni in un’agenzia di comunicazione, fino al ruolo di account manager in aziende. Finché poi non torna la chiamata dall’Est, con un’agenzia russa pronta a chiederle di collaborare come insegnante privata. «Negli ultimi anni ho riscoperto la passione per l’insegnamento. Ho collaborato con una famiglia che viveva tra Mosca e Nizza, dapprima impartendo lezioni di inglese e poi, alla stessa e ad altre famiglie, anche di italiano».

L’insegnamento all’estero

Grazie al suo bagaglio professionale, Mariachiara può confrontare l’insegnamento all’estero con la scuola italiana: «Ci sono meno compiti, ma anche meno vacanze estive, con pause distribuite durante l’anno. Il rapporto genitori-insegnanti non è tanto diverso, a volte ci sono tensioni, ma per fortuna lo dico per sentito dire e non per esperienza diretta», sorride.

Dal 2022 a Ginevra

Con lo scoppio del conflitto russo-ucraino, la seriatese ha preferito una nuova meta: «Dal 2022 vivo a Ginevra, dove ho seguito una bambina per tre anni. Sono rimasta legata alla città, tant’è che tuttora divido il mio tempo tra Bergamo e Ginevra».

«Non tutto è andato liscio all’inizio: sebbene sia stata anche in luoghi più lontani, in Svizzera ho accusato un po’ di solitudine. Ma poi mi sono creata la mia cerchia di relazioni e ho capito che è un luogo che richiede pazienza. Per sentirmi a casa cerco di stare a contatto con la natura: le sue acque e le montagne mi ricordano il fiume Serio che mi ha vista crescere».

Il ricordo del fiume Serio

Non solo il ricordo del Serio, ma è anche altro che Mariachiara ha portato dalla sua città: «In tutte le mie esperienze ho portato, idealmente, “malta e cazzuola”, nel senso che ho sempre cercato di “costruire” nuove relazioni, nuovi ritmi, una nuova vita. È il bello di scoprire posti nuovi, e forse è per questo che ora che mi sono un attimo fermata non so dire quale sia il mio posto con la P maiuscola. Forse la risposta è: il prossimo».

Bergamo senza confini

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