A Bergamo Film Meeting il nuovo e l’antico racchiusi in 173 pellicole

IL FESTIVAL. La 44esima edizione dal 7 al 15 marzo. Due le sezioni competitive: lungometraggi di fiction e documentari. La retrospettiva è dedicata alla regista polacca Agnieszka Holland.

«C’è qualcosa di nuovo oggi nel sole,anzi d’antico...», scriveva il Pascoli de «L’aquilone»: c’è qualcosa di nuovo, anzi d’antico anche nella nuova edizione, la 44a, di Bergamo Film Meeting, che si svolgerà dal 7 al 15 marzo 2026, presentata alla stampa nel corso di una conferenza tenuta nella Sala dell’Orologio in piazza della Libertà. C’è la nostalgia della proiezione delle pellicole in 35mm: «soudain la lumière s’éteint, du fond de la salle s’élève le ronronnement du projecteur», che potremmo tradurre come il placido ronfare del proiettore - come scrive Gilles Cahoureau parlando di François Truffaut – e le nuove frontiere del digitale come notano giustamente le due direttrici del Festival Fiammetta Girola e Annamaria Materazzini presentando questa nuova edizione: «La bellezza di un festival come Bergamo Film Meeting non sta solo nelle scelte artistiche, nei film selezionati, nelle retrospettive curate, ma anche nella possibilità di vedere film di ogni epoca sul loro supporto originale o nella miglior versione in 4K. È ancora possibile apprezzare la grana ruvida della pellicola e sentire in lontananza il rumore del proiettore, così come vedere una bellissima copia digitale, nitida e perfetta».

Ecco, se dopo tanti anni Bergamo Film Meeting resta ancora un appuntamento imprescindibile per tutti gli appassionati è proprio anche perché nel suo caleidoscopico programma si trovano le novità e i classici, le scoperte di nuovi autori e le riscoperte di quelli magari dimenticati: qualcosa di nuovo, anzi d’antico.

Le sezioni della rassegna

Questa edizione presenterà 173 film tra corto e lungometraggi, suddivisi nelle consuete sezioni: sette film della Mostra Concorso e quattordici nella sezione Visti da vicino, quella dedicata ai documentari, che sono le due sezioni competitive, quelle dove è il pubblico a

decretare il vincitore. Pubblico affiancato da una giuria che conferirà il premio per la migliore regia per i film in concorso e dalla giuria dei delegati sindacali della Cgil che premierà il documentario che meglio affronta i temi legati al mondo del lavoro e al sociale.

La retrospettiva è dedicata alla regista polacca Agnieszka Holland, una delle autrici più significative del panorama cinematografico est europeo fin dagli anni Settanta quando nel 1979 si mette in luce con il suo «Aktorzy prowincjonaln» (Attori di provincia), che vince il Premio FIPRESCI alla Quinzaine des Réalisateurs al Festival di Cannes. Ma il vero colpo di genio di questa edizione del festival è l’omaggio a Louis Germain de Funès de Galarza, noto semplicemente come Louis de Funès che - come viene presentato – «è stato uno dei più grandi comici del cinema europeo, campione incontrastato del botteghino d’Oltralpe dagli anni Sessanta ai primi Ottanta, nonché uno degli attori francesi più conosciuti e amati ben oltre i confini nazionali, anche quando una parte della critica guardava con sufficienza al suo cinema dichiaratamente popolare».

L’omaggio a Kiarostami

Un altro omaggio, nel decennale della scomparsa, sarà dedicato a Abbas Kiarostami (Teheran, 1940 – Parigi, 2016) che è stato uno dei più importanti registi, sceneggiatori e artisti visivi del cinema contemporaneo, figura centrale della seconda «nouvelle vague» iraniana e autore di riferimento del cinema d’autore internazionale (evento realizzato con il patrocinio di Kiarostami Foundation). Il produttore Ahmad Kiarostami, figlio del regista, sarà a Bergamo dal 7 al 12 marzo. Mercoledì 11 marzo, alle ore 19 presso la Sala Galmozzi - Biblioteca Caversazzi di via Tasso, 4, il produttore terrà un incontro aperto al pubblico.

Intervenendo con un messaggio video, il presidente del Festival, il regista Davide Ferrario, ha toccato alcuni dei nodi cruciali che stanno caratterizzando questo momento: «Ringrazio - ha detto - i finanziatori pubblici e privati, e anche il Ministero, anche se devo dire che a tutt’oggi il contributo del Ministero per l’edizione del 2025, quindi non di questa del 2026, ma di quella dello scorso anno, non è stato ancora deliberato». Ma soprattutto ha sottolineato come da parecchi anni Bergamo Film Meeting promuova e difenda il cinema europeo. Anche nel’edizione di quest’anno la consueta sezione Europe, Now! presenterà le opere di due autori come Ildikó Enyedi (Ungheria) e Alex van Warmerdam (Paesi Bassi).

Ma Bergamo Film Meting è anche molto di più: ci sarà la consueta sezione dedicata al cinema di animazione, Kino Club dedicato ai piccoli spettatori, la fantamaratona, l’omaggio a Tony Curtis e quello legato ai cinquant’anni della Lab 80 Film all’indimenticato Piercarlo Nolli.

Alla conferenza stampa sono intervenuti l’Assessore alla Cultura del Comune di Bergamo Sergio Gandi e Simona Bonaldi della Fondazione della Comunità Bergamasca.

© RIPRODUZIONE RISERVATA