(Foto di Bedolis)
TURISMO. L’app guida il visitatore tra storia e paesaggio. Inaugurata un anno fa, 5mila gli utenti. Ora si arricchisce con francese, spagnolo, tedesco e panchine con QR code.
Camminare lungo le Mura, indossare gli auricolari e lasciarsi guidare da una voce che intreccia storia, paesaggio e vita contemporanea per una nuova forma di turismo culturale, in cui dimensione fisica e digitale si incontrano. Non solo una visita, ma un invito: camminare, ascoltare, scoprire. Il walkcast «Mura di Bergamo: il Percorso», inaugurato a fine febbraio dell’anno scorso, oggi si arricchisce e compie un nuovo passo nel segno dell’accessibilità e della sostenibilità, rafforzando l’idea di una fortezza non solo come monumento, ma presenza viva nel tessuto urbano.
Il progetto, curato dal Museo delle storie di Bergamo e dal Comune di Bergamo con il Segretariato Unesco, grazie al contributo di Regione Lombardia nell’ambito dell’Avviso Unico Cultura 2025, guida il pubblico in dieci tappe narrative lungo i cinque chilometri della cinta veneziana, riconosciuta Patrimonio dell’Umanità dal 2017. La prima novità del walkcast, aggiornato e presentato dal Museo e dai partner, è linguistica: oltre all’italiano e all’inglese, l’app è, infatti, ora disponibile in francese, spagnolo e tedesco.
«Un modo nuovo per scoprire la città, fatto en plein air, camminando. E siamo felici di inaugurarlo proprio alle soglie della bella stagione. Da febbraio 2025 il walkcast è stato scaricato 5mila volte. Quello che presentiamo oggi è una sorta di sequel»
«Un modo nuovo per scoprire la città, fatto en plein air, camminando. E siamo felici di inaugurarlo proprio alle soglie della bella stagione. Da febbraio 2025 il walkcast è stato scaricato 5mila volte. Quello che presentiamo oggi è una sorta di sequel», ha spiegato Roberta Frigeni, direttrice scientifica del Museo delle storie. Frigeni ha delineato i quattro filoni guida dell’ampliamento della app: «È accessibile perché è diventata multilingue: le lingue sono state scelte in base all’incidenza dei visitatori dal 2022 al 2024 nei sette luoghi della rete del Museo; più del 40% sono francesi, mentre Spagna e Germania si contendono un 12-14%. Inoltre, tutte le tappe sono sottotitolate per la comprensione delle persone sorde».
Il progetto è anche «sostenibile, perché abbiamo voluto agire sull’arredo urbano, non aggiungendo o sovrapponendo altra segnaletica a Città Alta, che ne è già carica, ma risignificando le panchine esistenti». ha spiegato ancora Frigeni. Dieci targhe metalliche con QR code sono state collocate su altrettante sedute in prossimità delle tappe. A renderle riconoscibili è un’asta del poggia schiena color arancione, cifra visiva del percorso e colore simbolo del Museo delle Storie.
«Le panchine, da arredo urbano, diventano ora un presidio di cultura e occasione di incontro, conoscenza e storia del territorio, di quello che siamo e che eravamo», ha sottolineato l’assessore all’ambiente del Comune di Bergamo, Oriana Ruzzini. Un intervento simbolico, che intercetta in modo naturale i flussi dei visitatori. «L’Unesco non è solo una medaglia di memoria, ma ha l’obiettivo di valorizzare luoghi capaci di essere vivi e animare il territorio», ha ricordato Claudio Cecchinelli, responsabile Servizio Cultura e Unesco del Comune.
La terza linea operativa del nuovo walkcast è il welfare culturale: «Perché questa è un’esperienza tra lo spazio e il tempo, a basso impatto e orientata al benessere, per rendere i visitatori – bergamaschi o turisti – meno consumatori di suolo e più abitatori di luoghi spesso sconosciuti. Così si alimenta l’appartenenza, tutelando anche il patrimonio immateriale attraverso una narrazione nuova delle Mura nel loro essere vissute nella contemporaneità», ha aggiunto Frigeni.
Infine l’organicità, intesa come visione integrata del museo diffuso: «Inauguriamo oggi la prima panchina a conclusione del percorso già iniziato con la prima parte del walkcast davanti al baluardo che nel 1588 chiuse il tracciato delle Mura», ha concluso la direttrice del Museo. E lo sguardo è già avanti: conclusi i lavori nel parco di Sant’Agostino, sarà attivato un nuovo punto dedicato alla Tenaglia di Sant’Agostino.
«Un fil rouge, anzi un filo arancione, che non è la tappa conclusiva del nostro percorso ma l’inizio di qualcosa di nuovo a beneficio della comunità», ha detto Marco Ghisalberti, consigliere delegato della Fondazione Bergamo nella Storia. Il percorso può iniziare ovunque: è ad anello e non ha limiti di tempo. Tra le tappe, Porta Sant’Agostino, il Baluardo di San Michele, la Piattaforma di Sant’Andrea, Porta San Giacomo, la Cannoniera di San Giovanni, Porta Sant’Alessandro, la Polveriera di San Marco, il Baluardo di San Lorenzo e il Baluardo della Fara. Un itinerario che attraversa bastioni, cannoniere e passeggiate panoramiche, intrecciando passato militare e riusi civili, grazie anche al contributo delle realtà che collaborano alla tutela e valorizzazione del sito. Punto imprescindibile resta Porta Sant’Agostino, dove nel settembre 2024 ha aperto «Mura di Bergamo: il Museo», sostenuto dalla Fondazione Emilio Lombardini.
Il percorso espositivo – 38 pezzi tra dipinti, armi, documenti e mappe – culmina in una sala immersiva che racconta la costruzione «alla moderna» della fortezza, oggi tradotta anch’essa nelle cinque lingue del walkcast.
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