Al cinema la super spia Argylle e il mondo del wrestling con i fratelli Von Erich

NEL WEEKEND. Arriva nelle sale «Argylle – La super spia», realtà e finzione si mescolano tra ironia e grandi scene d’azione. «The Warrior – The Iron Claw» racconta invece la storia della famiglia che negli anni Ottanta ha fatto la storia del wrestling professionistico.

Questo weekend arriva in sala un film di spionaggio molto frizzante, in cui realtà e finzione si mescolano tra ironia e grandi scene d’azione. La protagonista di «Argylle – La super spia» è Elly Conway, una scrittrice di grande successo che ha inventato un personaggio in stile James Bond, Argylle per l’appunto, e che è diventata famosa raccontando le sue mirabolanti avventure. La sua vita reale procede invece con noiosa monotonia, finché un giorno da creatrice di spy story ne diviene protagonista inconsapevole e recalcitrante, una volta trascinata nell’azione da Aidan Wilde, autentica spia agli antipodi dell’idealizzato e fittizio Argylle. Il film è diretto da Matthew Vaughn e il cast è molto ricco: Henry Cavill è la spia letteraria Aubrey Argylle, Bryce Dallas Howard la scrittrice protagonista Elly Conway e Sam Rockwell il vero agente segreto Aidan; compaiono anche Bryan Cranston, Dua Lipa, Ariana DeBose, John Cena e Samuel L. Jackson, tra gli altri. Disponibile sia in italiano sia in lingua originale.

The Warrior

Un’altra novità molto attesa è «The Warrior – The Iron Claw», che racconta la storia vera dei fratelli Von Erich, che nei primi anni Ottanta hanno fatto la storia nel mondo del wrestling professionistico. Definito dalla critica «potentemente recitato e profondamente triste», questo film combina tragedie familiari, affetto fraterno e lo spettacolo di uno sport tanto violento quanto appassionante. I ruoli principali sono ricoperti da Zac Efron, Jeremy Allen White e Harris Dickinson.

Te l’avevo detto

Per quanto riguarda le produzioni italiane, segnaliamo la pellicola drammatica «Te l’avevo detto» di Ginevra Elkann, con Valeria Bruni Tedeschi, Danny Huston, Greta Scacchi e Riccardo Scamarcio. In un inusuale gennaio a Roma, le temperature salgono inaspettatamente e il termometro comincia a segnare valori strambi per il periodo. Inizialmente la gente pare contenta del caldo improvviso, ma quando la temperatura continua ad aumentare raggiungendo livelli insopportabili, tutti, compresi gli animali, sembrano impazzire e si ritrovano costretti ad affrontare tutto ciò che fino a quel momento avevano abilmente evitato nelle loro vite… Film dai toni volutamente grotteschi, «Te l’avevo detto» si impegna in temi sociali e ambientali molto attuali.

Tornano al cinema diverse pellicole già uscite nei mesi scorsi e ora in corsa per aggiudicarsi un Oscar: tra questi troviamo «Barbie» (otto candidature), «Anatomia di una caduta» (già vincitore della Palma d’oro a Cannes e candidato per cinque statuette) e «Io capitano» (vincitore di un Leone d’argento a Venezia e candidato come miglior film internazionale).

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Anatomia di una caduta

Un giallo che, indagando su un omicidio-suicidio, mette a fuoco le dinamiche di una famiglia che vive in un remoto chalet in montagna sulle Alpi francesi ed è composta da Sandra, scrittrice, suo marito Samuel, anche lui scrittore, e dal figlio Daniel, rimasto cieco dopo un incidente familiare avvenuto anni prima. Sandra e Samuel sono una coppia piuttosto particolare, in cui i litigi feroci e i tradimenti sono frequenti. Quando, un giorno, Samuel muore in circostanze misteriose cadendo dall’ultimo piano del cottage in cui la famiglia vive, i sospetti cadono su Sandra. L’unico testimone dell’omicidio (o suicidio?) è proprio il non vedente Daniel. Durante il processo, lungo e complicato, proprio Daniel al banco dei testimoni dirà qualcosa di davvero inaspettato. Vincitore della Palma d’oro al 76º Festival di Cannes, è diretto dalla regista francese Justine Triet, già nota per «Sibyl - Labirinti di donna», e magistralmente interpretato da Sandra Hüller, Samuel Theis e Milo Machado Graner.

Io capitano

Seydou e Moussa sono due giovani che decidono di lasciare la loro Dakar, in Senegal, per raggiungere l’Europa. Il viaggio si profila come un’odissea nel mondo contemporaneo, che li porta ad attraversare il deserto e le sue molteplici insidie, i pericoli del mare aperto e lo stesso essere umano, pieno com’è di ambiguità e ipocrisia. Presentato in concorso alla 80° Mostra Internazionale del Cinema di Venezia (2023), il nuovo film di Matteo Garrone («Pinocchio», «Gomorra») sul tema dell’immigrazione in Italia è ispirato a una storia vera.

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