CortoLovere, vince la lotta ai pregiudizi

LA PREMIAZIONE. Il cortometraggio «Eksi Bir» del regista curdo Ömer Ferhat Özmen si aggiudica il festival: al centro la raccolta di firme contro i condomini che emanano cattivo odore. L’omaggio a Paola Pitagora, «Signora del Lago».

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Lovere

Integrazione e pregiudizio. È lavorando su questi temi che il regista curdo Ömer Ferhat Özmen si è aggiudicato il 28° «cortoLovere - Festival del Lago d’Iseo», rassegna internazionale dedicata alla valorizzazione delle diverse forme del racconto cinematografico e dei linguaggi contemporanei del cortometraggio.

Classe 1993, il suo «Eksi Bir» ha convinto la giuria presieduta dal regista Paolo Virzì («è stata la mia prima volta sul Sebino», ha detto), composta anche dal musicista Manuel Agnelli e dalla regista Margherita Spampinato. Tutti sul palco del cineteatro Crystal di Lovere, sabato sera 26 settembre, per il gala conclusivo, presenti anche il direttore artistico Gianni Canova e il presidente onorario Bruno Bozzetto, oltre alla madrina Paola Pitagora. Quest’ultima è stata premiata come «Signora del Lago 2026», omaggio a una protagonista della storia del cinema e della televisione. Ha ripercorso la sua carriera in una chiacchierata familiare con Gianni Canova, dedicando poi la lettura intensa di un brano ai bambini, come inno alla natalità.

Tantissime le autorità e le personalità che sono intervenute, a cominciare dalla sindaca Claudia Taccolini e gli altri primi cittadini della zona, la Camera di Commercio, Confcommercio, Fondazione della Comunità Bergamasca e Visit Lake Iseo. A condurre il gala è stata la giornalista Marta Perego.

«Eksi Bir»

Ma torniamo a «Eksi Bir», che racconta di un condominio turco in cui si consuma una storia pungente sul tema dell’integrazione: la raccolta di firme contro i residenti che emanano cattivo odore avrà un esito inatteso. «Un piccolo divertente apologo sul pregiudizio, condotto con sapienza da commedia nera», si legge nella motivazione del premio di «cortoLovere».

Il festival del Sebino ha assegnato anche il riconoscimento «Sperimentazione visiva» che è andato a «The Drowned» di David Negri e Alessandro Reato, «una composizione – ha motivato la giuria – capace di coniugare una visione ossessiva e ipnotica a un montaggio emotivo dalla grazia innovativa». Ancora: il premio «Sguardo sul presente» a «175» di Sepehr Nosrati, ambientato in una Svezia contemporanea, e il riconoscimento «Sound design» a «Un’occasione d’oro» di Federico Russotto (hanno colpito grazia visiva, espressiva e sonora, e la capacità di generare un’atmosfera fiabesca, dolce e inquietante). A Bruno Bozzetto, che ha sottolineato che «a “cortoLovere” vale sempre la pena esserci», il compito di consegnare a «Raaf» di Jeroen Ceulebrouck il premio come miglior film d’animazione («dal segno affascinante con sprazzi di lirismo struggente e di potente invenzione visiva»). A Bozzetto è stato dedicato anche un momento celebrativo con i filmati del recente premio alla carriera con il David. La giuria popolare ha assegnato il premio in ricordo dell’indimenticato Giorgio Beltrami, loverese tra gli ideatori della rassegna e grande animatore e promotore territoriale, a «Kissless» di Federico Rigoldi.

Ma il palco del Crystal ha visto protagonisti anche i filmmaker che hanno dato vita nelle ultime due settimane a «Occhi sul Lago», la residenza artistica dedicata agli under 35, con la selezione di sei troupe impegnate nella realizzazione di altrettanti cortometraggi. Un progetto realizzato dall’Associazione Domenico Oprandi Ets e sostenuto da «Siae - Per Chi Crea», promosso dalla Società Italiana Autori ed Editori e dal ministero della Cultura. È stato sviluppato in partnership con Air3(Associazione Italiana Registi) e Anteo, in collaborazione con Visit Lake Iseo.

A Bozzetto è stato dedicato anche un momento celebrativo con i filmati del recente premio alla carriera con il David. La giuria popolare ha assegnato il premio in ricordo dell’indimenticato Giorgio Beltrami, loverese tra gli ideatori della rassegna e grande animatore e promotore territoriale, a «Kissless» di Federico Rigoldi

Sul grande schermo sono state proiettate le produzioni di queste due settimane delle troupe. «Hanno lavorato sul territorio del Sebino – è stato spiegato al folto pubblico in sala –attraverso un percorso che ha unito formazione, sviluppo dei progetti, sopralluoghi, produzione e post-produzione, trasformando il Lago d’Iseo in un elemento concreto del processo creativo».

I cortometraggi

Sei cortometraggi differenti per genere, tono e linguaggio, ma accomunati dal confronto diretto con le diverse località: «Come nascono i bambini?» di Tommaso Mazzola girato a Riva di Solto, «Galleggiare» di Andrea Giubergia e Giuliano Russo a Sale Marasino, «Memorie sul Lago» di Leonardo Sigorini a Lovere, «Un segreto da tenere in gola» di Jacopo Spanò a Predore, «Questo lago non ti lascerà andare» di Johan Spirolazzi a Monte Isola e «La vasca» di Penelope Baruffaldi a Iseo. Per tutti gli applausi della platea, che ha apprezzato questo giro del Sebino di set in set. È stato bello l’incontro e il confronto delle diverse generazioni dei professionisti della cinematografia a «cortoLovere», con i giovani veri protagonisti. Una peculiarità che va coltivata con cura, perché caratterizza la storica rassegna loverese, la estende all’intero Sebino bergamasco e bresciano e le assicura l’interesse delle nuove generazioni per il futuro.

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