Facchinetti: «Nel mio nuovo album anche una preghiera scritta con D’Orazio»

Dal 26 novembre il nuovo doppio album «Symphony» di Roby Facchinetti. «Il tour partirà da Bergamo il 22 marzo con l’orchestra. Nei brani il mio presente attraverso il mio passato». Ecco il video di «Uomini soli». Sabato 27 novembre alle 15.30 il firma-copie al centro commerciale «Le Due Torri» di Stezzano.

I classici, scritti per sé e per i Pooh, in versione orchestrale. Roby Facchinetti licenzia oggi «Symphony», il suo nuovo doppio album: diciannove brani, cinque inediti, uno strumentale. In scaletta anche una preghiera scritta a quattro mani con Stefano D’Orazio. L’overture va da «Parsifal» a «Parsifal» passando per «Pensiero», «Pierre», «Rinascerò rinascerai», album come «Alessandra» e «Inseguendo la mia musica». L’arte di Roby in poche battute. Il primo singolo è «Uomini soli».

«Gli inediti raccontano in nuce i miei diversi modi di scrivere musica», spiega Facchinetti. Il lungo percorso ha valso anche questo. L’eclettisno compositivo ha camminato insieme alla lunga trasferta dei Pooh e di un’avventura solistica che si è sviluppata man mano quando ancora c’era il gruppo e subito dopo. «Scrivere ti dà tante possibilità. E io ho diversi modi di esprimermi. Ho scritto “Tanta voglia di lei” e “Chi fermerà la musica”, ho scritto “Giorni infiniti” e “Parsifal”, «Pierre», ho firmato degli strumentali. Sono i cinque modi di esprimere le diverse anime che vivono dentro me. Diverse tra loro. Il mondo di “Pierre” è altro da “Giorni infiniti” e dal prog di “Parsifal”. L’idea del disco orchestrale nasce dal desiderio di rivestire i miei stili compositivi, sottolineandoli. Volevo dare una nuova vita alle canzoni composte nel tempo. Un’immagine di nuova creatività applicata a pezzi che sono diventati dei classici della canzone italiana. Volevo rappresentare il mio presente attraverso le anime che mi hanno accompagnato nel mio lungo viaggio».

Tra i brani nuovi c’è una preghiera, un omaggio a Stefano?
«Sì. È un pezzo che abbiamo composto un po’ di anni fa. La musica aveva una sua evocazione spirituale e Stefano l’ha trasformata in una preghiera. La “Grande Madre” è Maria. Ha scritto una poesia straordinaria. L’anno scorso, mentre stavo ultimando l’album “Inseguendo la mia musica” il pezzo è risaltato fuori. Stefano mi fa: perché non lo inserisci, è il momento delle preghiere. Non facevo più in tempo però, bisognava inciderlo e aveva senso solo in versione orchestrale. Ero troppo vicino alla consegna del materiale e decidemmo di lasciarlo ancora lì, in attesa del momento giusto. Ora è la promessa mantenuta a un amico che manca tanto».

Nell’arco della lunga carriera ha avuto a che fare con tanti parolieri: Valerio Negrini, D’Orazio, Maria Francesca Polli che oggi firma tre degli inediti. Com’è stato lavorare con lei?
«Il mio rapporto con Maria Francesca è nato quando hanno santificato Giovanni XXIII. Allora chiesi a lei di scrivere il testo di “Alleluia” che dedicai al nostro Papa. Il testo era bello, adeguato, si sposava perfettamente con la musica. Lei ha scritto anche per Mina, è un’autrice molto sensibile, attenta. L’hanno scorso ha firmato il testo di “Cosa lascio di me” e devo dire che mi ha catturato. Anche in questa occasione è successo. “Se perdo te” è una dedica d’amore, “Che meraviglia” è un sogno, “La musica è vita” mi racconta».

E l’opera pop «Parsifal» che fine ha fatto? È rimandata per via del «Casanova» di Red Canzian?
«Assolutamente no. Il “Parsifal” da molti mesi è stato programmato per il 2022, verso la fine. Non posso dire quando e dove sarà il debutto, ma è stato fissato tutto».

Non è rimandato per sovrapposizione?
«Assolutamente no. Tra l’altro sono operazioni completamente diverse. Sono curioso di vedere il musical di Red. Noi faremo un’anteprima roboante dell’opera, anche per questo abbiamo spostato il debutto».

Ci sarà un tour di «Symphony» con l’orchestra dal vivo?
«Certamente sì e mi fa piacere dire che partirà proprio da Bergamo, dal Teatro Donizetti il 22 marzo prossimo».

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