(Foto di Bedolis)
L’EVENTO. Dal 19 al 26 agosto la 42esima rassegna toccherà con i suoi spettacoli diversi luoghi. Gruppi da Georgia, Paraguay, Perù e Serbia. «Nel solco della festa di Sant’Alessandro».
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Sono quattro i gruppi folcloristici provenienti da Georgia, Paraguay, Perù e Serbia, composti da circa 120 giovani, «che avranno la possibilità di stare insieme con i nostri ragazzi per creare relazioni e socializzare». È Mario Morotti, il Duca di piazza Pontida, a illustrare la 42esima edizione del Festival internazionale del folclore e delle tradizioni, che si svolgerà dal 19 al 26 agosto, evento che idealmente «si inserisce nei festeggiamenti di Sant’Alessandro, patrono della città».
Alla presentazione della manifestazione, giovedì 13 agosto a Oriocenter («realtà che vuole sempre essere vicina al Ducato di piazza Pontida», sottolinea Ruggero Pizzagalli, direttore del centro commerciale), anche l’assessore Giacomo Angeloni ricorda come «per il Comune di Bergamo è un onore patrocinare la bella manifestazione. Per tre motivi: la felice scelta dello svolgimento del festival in occasione dei festeggiamenti per Sant’Alessandro, l’importante messaggio portato dall’iniziativa, che punta allo scambio culturale, e l’attenzione a mantenere la tradizione per i giovani, vera ondata di freschezza».
Quattro quest’anno le compagnie che si esibiranno in città e in diverse località della provincia: Ensemble for folk akaki Tsereteli state University della Georgia, Compagnia Saraki – Compagnia de danzas del Paraguay, Asociacion cultural «Perù sentimiento y tradicion» del Perù e Kud «Stanko Paunovic» Nis – Rnp Pancevo della Serbia.
«Da oltre quarant’anni il Ducato di piazza Pontida organizza il Festival del folclore – ricorda Morotti, il Duca “Smiciatöt” – nato da un’idea del Comune di Bergamo, che dopo i primi anni ha pensato di affidare l’organizzazione dell’evento al nostro sodalizio. Da allora non ha mai smesso, se non per la pandemia». «In questi anni – aggiunge Maria Teresa Birolini, direttrice del Giopì, organo ufficiale del Ducato –, oltre 140 gruppi folcloristici sono stati ospitati dal Ducato a Bergamo; a oltre 4.300 giovani di tutto il mondo abbiamo fatto conoscere Bergamo e la sua provincia. Abbiamo conosciuto il loro folclore e loro hanno avuto modo di apprezzare le nostre tradizioni, una miscela efficace per costruire relazioni».
«Il Festival sarà aperto dalla rappresentazione dell’opera “L’elisir d’amore” di Gaetano Donizetti – ricorda Morotti – all’Auditorium del Seminario, in via Arena, mercoledì 19 agosto, alle 20,30, con coro, orchestra e cantanti diretti dal maestro Antonio Brena e regia di Mario Binetti. Il giorno seguente ci sarà il saluto di benvenuto ai gruppi presenti al festival (che proseguiranno poi per le rispettive località dove effettueranno lo spettacolo serale), mentre venerdì 21 ci sarà l’incontro istituzionale con la sindaca Elena Carnevali». Il programma della manifestazione prevede per la serata di sabato 22 l’esibizione dei gruppi stranieri in quattro diversi luoghi di città e provincia. In particolare, il festival itinerante ha in agenda spettacoli a Covo (23 agosto), Barzana (25), Pognano (20), Romano di Lombardia (22) e Villa d’Almè (20). Appuntamenti anche all’Oriocenter (spettacoli pomeridiani alle 15, il 20,22,23 e 25 agosto), ChorusLife (spettacoli serali alle 20,30, il 22, 23, 24 e 25 agosto) e a Villa di Serio (alle 20,30 dei giorni 20,22,23 e 24 agosto). Lunedì 24 spettacolo folcloristico alla Residenza Specht di via Pinamonte da Brembate, in città, dedicato alle persone fragili. Mercoledì 26 agosto, Sant’Alessandro, alle 12 fuori dal Duomo di Bergamo i gruppi folcloristici saluteranno autorità civili e religiose. Dalle 16 i gruppi si muoveranno da piazza Pontida a piazza Matteotti, dove daranno seguito a un grande spettacolo, accompagnati dai Gruppi folk bergamaschi. Durante il soggiorno delle compagnie folcloristiche straniere, grazie alla collaborazione degli Istituti scolastici Betty Ambiveri di Presezzo e liceo Linguistico Falcone di Bergamo, otto studentesse (4 per ogni scuola) faranno da interpreti ai gruppi.
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