Pensiline d’arte: la linea T1 della Teb è una galleria diffusa a cielo aperto - Foto

IL PROGETTO. Conclusa l’ultima azione del progetto «APP!» Arte Pubblica Partecipata per una nuova identità collettiva. L’opera dell’artista Luca Font sulle 14 pensiline da Bergamo Borgo Palazzo a Pradalunga nasce da 7 laboratori di comunità realizzati in altrettanti comuni attraversati dal tram.

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Bergamo

È stata inaugurata sabato 20 giugno, alla fermata di Ranica della Teb, Pensiline d’arte, l’intervento di arte pubblica che trasforma le pensiline della linea T1 — da Bergamo Borgo Palazzo a Pradalunga — in una galleria diffusa a cielo aperto. Con l’inaugurazione si concludono i lavori dell’azione, il cui progetto creativo è dell’artista e street artist Luca Font: un’iniziativa che porta l’arte fuori dai luoghi tradizionali e dentro i territori attraversati ogni giorno dal tram, dove le fermate diventano superfici visive, punti di incontro e occasioni di uno sguardo nuovo sul paesaggio urbano.

Pensiline d’arte è curata e realizzata dal progetto Tantemani della Cooperativa Sociale Patronato San Vincenzo ed è una delle azioni di «APP!» Arte Pubblica Partecipata per una nuova identità collettiva, progetto di Hg80 Impresa Sociale e della stessa Cooperativa Sociale Patronato San Vincenzo, sostenuto da Fondazione della Comunità Bergamasca e da Teb. Il progetto affonda le radici nelle progettualità di Bergamo Brescia Capitale della Cultura 2023 e lavora sul coinvolgimento diretto delle comunità locali nella progettazione e realizzazione di opere di street art, raggiungendo anche le aree più periferiche della provincia.

L’intervento si sviluppa su 14 pensiline delle fermate comprese tra Borgo Palazzo e Pradalunga: un unico segno visivo che corre lungo la valle e attraversa la città, restituendo alla linea T1 un’identità riconoscibile e condivisa

L’idea progettuale è di Luca Font, che ha firmato il disegno dell’intera opera; la realizzazione sulle pensiline è stata curata dagli artisti locali Tommaso Casati, Tommaso Cambiaghi, Emanuele Quarti e Paolo Noris. L’intervento si sviluppa su 14 pensiline delle fermate comprese tra Borgo Palazzo e Pradalunga: un unico segno visivo che corre lungo la valle e attraversa la città, restituendo alla linea T1 un’identità riconoscibile e condivisa.

Ogni fermata ha una propria identità visiva: a ciascuna sono associati un colore e la lettera iniziale del nome della fermata, insieme a un simbolo creato da Luca Font a partire dagli esiti dei laboratori di comunità. Il risultato è una galleria diffusa in cui ogni pensilina racconta il proprio territorio e, allo stesso tempo, entra in un linguaggio comune che unisce l’intera linea.

Un disegno costruito con le comunità, non per le comunità

Il disegno finale non è calato dall’alto: nasce dall’ascolto e dal contributo diretto di chi vive i territori della T1. Nei mesi scorsi sono stati realizzati 7 laboratori di comunità in altrettanti comuni — Bergamo, Torre Boldone, Ranica, Alzano Lombardo, Nembro, Pradalunga e Albino — coinvolgendo target diversi. La partecipazione non è stata un accessorio ma il metodo di lavoro: amministrazioni, scuole, associazioni, cittadini e gruppi spesso ai margini dei processi decisionali hanno messo a disposizione idee, parole e immagini, diventando coautori dell’opera.

A Bergamo

Il laboratorio ha coinvolto le ragazze ospiti della Casa Celestini, comunità protetta per minori, e le partecipanti del laboratorio donne di Tantemani.

A Torre Boldone

Hanno preso parte il gruppo giovani dell’oratorio, l’amministrazione comunale e le associazioni del territorio, insieme agli utenti del servizio SFA e alle donne e ai minori ospitati all’Istituto Palazzolo.

A Ranica

Si sono confrontati i soggetti della comunità educante — insegnanti e responsabili delle associazioni locali — insieme a cittadini e genitori e alle persone inserite nel Progetto Abitare «La Via di Casa», percorso di abitare supportato gestito dalla Cooperativa Sociale San Martino nell’ambito del Progetto Autonomia.

Ad Alzano Lombardo

Hanno partecipato rappresentanti dell’amministrazione comunale e delle consulte tematiche del Comune, portando con sé anche la voce delle associazioni e delle realtà del territorio.

A Nembro

Il tavolo ha riunito rappresentanti dell’amministrazione comunale e della società civile, una delegazione della consulta giovanile per l’educazione diffusa e alcuni giovani seguiti dai servizi alla persona e parte attiva della consulta.

A Pradalunga

Coinvolto il tessuto associativo del paese: Acli Pradalunga, Arci Pradalunga, Avis Pradalunga, Castanicoltori del Misma, Associazione La Pradalunga, Associazione Genitori, Centro Sociale Pradalunga, Conferenza San Vincenzo, Corpo Musicale di Cornale, Gruppo Alpini, Gruppo Bandistico Pradalunga, Gruppo Noialtri, Musica nella Valle, Polisportiva Pradalunga e Scuola Materna Parrocchiale, insieme ai rappresentanti del Comune.

Ad Albino

Il laboratorio ha coinvolto il tavolo di coordinamento delle politiche giovanili e gli studenti di una classe dell’istituto Abf e di due classi dell’Isis Romero.

Le suggestioni, le parole e i valori raccolti negli incontri sono diventati lo spunto creativo da cui Luca Font ha tratto il disegno finale: un processo condiviso che ha dato forma all’intervento e che restituisce ai territori un’opera in cui riconoscersi.

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