Ricordi ed emozioni «Tra le righe» diventano poesia

IL CONCORSO. Al Cte di Longuelo la premiazione dei migliori racconti e liriche: «La parola unisce e crea relazioni».

La parola che diventa racconto e poesia. Il racconto e la poesia che diventano condivisione di emozioni, e di vita, con la comunità di cui siamo parte. Cerimonia di premiazione ieri pomeriggio al Centro di tutte le età di Longuelo del concorso di scrittura «Tra le righe». Obiettivo del concorso, promosso e organizzato dal Gruppo Cultura dei Cte di Bergamo, quello di dare voce, grazie alla parola scritta, a storie, ricordi, sentimenti e vissuti che altrimenti resterebbero nel chiuso del proprio animo.

«Protagonista è la parola che unisce e crea relazioni – ha esordito la responsabile Cultura dei Cte, Chicca Porfido -. La parola è diventata così poesia e racconto». La giuria, composta dal giornalista e parroco di Colognola, don Massimo Maffioletti, dalla giornalista de L’Eco di Bergamo Fabiana Tinaglia, e dal giornalista del Gruppo Editoriale Gedi Davide Cavalleri, si è trovata così di fronte al non facile compito di scegliere gli elaborati migliori: «Come giuria – ha precisato Fabiana Tinaglia - siamo stati d’accordo sul fatto che tutti i testi hanno vinto perché sono testi che parlano di legami forti, di affetti importanti, di ricordi del passato, ma che al tempo stesso sono un trampolino per ridefinire il nostro futuro con un messaggio di speranza».

«La parola “lavora” in noi e permette di esprimere non solo ciò che siamo stati e abbiamo vissuto, ma quello che possiamo, e dobbiamo ancora essere»

«L’Italia è il paese più anziano d’Europa, ma questo non è un dato negativo perché è sintomo di un paese che ha tanta memoria e questa deve essere premiata e conservata, non buttata via – ha invece sottolineato Davide Cavalleri -. Anche le giovani generazioni sentono il desiderio di raccogliere la memoria dei propri nonni e genitori. E questa iniziativa ha il pregio di essere un trampolino di lancio per non disperdere questa memoria».

Il ricordo che diventa parola scritta e condivisione: «Si deve dare credito alla parola – ha esortato nel suo messaggio don Massimo Maffioletti -. La parola “lavora” in noi e permette di esprimere non solo ciò che siamo stati e abbiamo vissuto, ma quello che possiamo, e dobbiamo ancora essere».

La proclamazione dei vincitori ha visto sul podio al primo posto per la prosa «Le rose di Khaleel» di Agnese Meterangelis, al secondo posto «Lettere a Livia» di Gianluigi Colleoni, mentre terzo classificato è stato il racconto di Irene Kalb «L’incontro straordinario». Per la poesia il primo premio è andato a «Sera» di Santina Andreoletti, il secondo premio è stato assegnato a Giovanna Locatelli per il componimento «A mio figlio», mentre terza classificata è stata Silvana Cortinovis con «La guerra». «Questo progetto è nato dal protagonismo cittadino - ha commentato l’assessora Marcella Messina - e questo non può che essere motivo di grande soddisfazione per la nostra amministrazione».

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