Sogni e speranze, la storia di Ghilo
nel corto dell’amico

LA STORIA. Aveva solo 20 anni. Mercoledì 14 gennaio una serata con la proiezione di un cortometraggio «made in Treviglio», che propone alla sensibilità dei concittadini la vicenda dolorosa e coinvolgente del giovane trevigliese Leonardo Ghilardi. Leonardo Ghilardi seppe del sarcoma evo dopo la maturità, nel 2017. Due anni dopo, se ne andò. Il cugino Gabriele ne racconta vita, passioni, gioie e sofferenze in un corto proiettato alle 21 all’Anteo cinema: l’ingresso è libero.

Un evento – tra memoria, commozione e storia di sofferenza conclusa con la morte in giovanissima età – è in programma stasera a Treviglio, con la proiezione di un cortometraggio «made in Treviglio», che propone alla sensibilità dei concittadini la vicenda dolorosa e coinvolgente del giovane trevigliese Leonardo Ghilardi, detto Leo «Ghilo», stroncato a vent’anni da una malattia ribelle alla sua lotta per la vita.

La programmazione del corto – dal titolo «Ghilo!», 28 minuti, opera prima del cugino e grande amico Gabriele Ghilardi, anch’egli trevigliese, laurea magistrale in Cinema e Audiovisivo – vede un impegno corale: patrocinio del Comune di Treviglio, con contributo dell’associazione «Amici di Gabri onlus», della Provincia, del «Tavolo degli adolescenti» e la collaborazione di Skating Club Cassano d’Adda (di cui Leo faceva parte, partecipando a gare di pattinaggio e corsa), di Lab 80, Edizioni Lindau, Eppen e Treviglio Anteo Cinema, presso la cui sala di viale Monte Grappa si proietterà «Ghilo!», con ingresso gratuito. Si prevede un’ampia e commossa partecipazione quale omaggio a Leo e al suo desiderio di vita.

Come racconta il regista Gabriele Ghilardi, il film ha avuto una storia veloce tra ideazione, preparazione e produzione (dicembre 2024 – maggio 2025, con autofinanziamento), prendendo spunto dal fumetto di Luca Buonaccorsi «Tra me e evo» e da «Il mio libro», completato dai genitori di Leonardo per dare compimento al sogno irrealizzato di Leo, il cui male inesorabile, il sarcoma evo, si era rivelato dopo l’esame di maturità (2017), portandolo alla morte nel marzo del 2019.

Le riprese a Treviglio

Le riprese – da un’idea nata a Selvino, nella casa di vacanza della zia Angela – si sono svolte a Treviglio nella casa della zia, all’ospedale, nella sede dei Pensionati e anziani trevigliesi, al Pattinodromo Dino Galliazzo di Cassano d’Adda, con attori amatoriali (colleghi d’università, amici, familiari) e con l’attore professionista Alessio Curzi, interprete del ruolo di Leonardo. I genitori Stefano e Cinzia e le sorelle Chiara e Maddalena hanno vissuto con amore l’impresa del film sul figlio e fratello, seguendone gli sviluppi. Le passioni di Leo – cucina, arte, pattinaggio, poesia – sono le coprotagoniste del corto, così come il dramma e le speranze di Leo, dall’inizio malattia alla chemio, alla sofferenza, alla lotta intensa contro il male, alla sopportazione, fra sogni e delusioni: situazioni delle quali l’amico regista narra con affetto partecipe ricordando Ghilo «come un fratello».

Storia ricca di sentimenti e di ricordi, è alimentata nella realizzazione filmica da una grande e generale disponibilità in memoria di Leo: mercoledì sera 14 gennaio alle 21, con la proiezione, l’omaggio cittadino di memoria nel dolore.

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