Torna il Festivaletteratura, in presenza

Romanzi e poesia La scrittura come chiave per comprendere il mondo, renderci più umani, smontare muri e paure: è questa l’idea che guida la 26ª edizione della kermesse di Mantova, dal 7 all’11 settembre. Tanti gli ospiti internazionali: il sudafricano Damon Galgut, il francese Pierre Lemaitre, l’argentino Andrès Neuman, il rumeno Mircea Cartarescu, Sharon Dodua Otoo, britannica, la sudamericana Diamela Eltit

La letteratura può diventare chiave per comprendere il mondo, renderci più umani, smontare muri e paure: è questa l’idea che guida il Festivaletteratura di Mantova 2022, giunto quest’anno alla 26ª edizione, in scena dal 7 all’11 settembre. Il compito di decifrare il nostro tempo offrendo prospettive personali è affidato alla sensibilità di grandi protagonisti del mondo culturale internazionale come il sudafricano Damon Galgut, vincitore del Booker Prize 2021. Dopo due anni di limitazioni e tanti incontri «a distanza» quest’anno il festival punta sull’apertura di nuovi spazi, sulle occasioni di interazione e di partecipazione. Tornano anche molti ospiti stranieri. Fra essi Pierre Lemaitre, premio Goncourt 2013, che con il romanzo «Il gran mondo» (Mondadori) in uscita a settembre - insieme saga familiare e avventura - proprio nei giorni del Festival inizia un trilogia dedicata agli anni del Secondo dopoguerra. E ancora l’argentino Andrès Neuman, il rumeno Mircea Cartarescu, Sharon Dodua Otoo, autrice britannica e attivista che racconta storie di donne in lotta per affermarsi, Diamela Eltit, una delle voci più influenti della letteratura sudamericana.

Il filo rosso è l’attualità

L’attualità è un filo rosso che attraversa le giornate del Festivaletteratura, per scoprire come la narrazione possa mettere a nudo le ragioni della pace e le cause della guerra. Ne parleranno per esempio Marco Impagliazzo, direttore della Comunità di Sant’Egidio, e Antonio Spadaro, direttore di «Civiltà Cattolica», concentrandosi con Marco Grieco su «La diplomazia della pace» (8 settembre Palazzo San Sebastiano). Il fumettista Igort e la reporter di guerra Francesca Mannocchi chiariranno con le loro testimonianze perché «È nostro dovere guardare» (10 settembre, Palazzo San Sebastiano). La strada che il Festival suggerisce è quella di ampliare gli orizzonti, conoscere, studiare. Viaggiare a ritroso nel tempo può aiutare a leggere con più attenzione il contesto, come mostreranno James Bradburne, direttore della Pinacoteca di Brera e Gian Piero Piretto (8 settembre Teatro Bibiena) prendendo in considerazione 257 libri per bambini stampati nei primi anni ’30 del secolo scorso in Unione Sovietica e donati pochi anni fa alla Biblioteca Braidense di Milano. Indagheranno nel passato e nel presente della Russia anche il filosofo francese Michel Eltchaninoff ed Erika Fatland.

Nel centenario dell’«Ulisse» di James Joyce un approfondimento particolare è dedicato all’Irlanda, «isola di voci» con la presenza di autori di spicco come John Banville e Anne Enright, entrambi vincitori del Booker Prize. Accanto a loro autori come Jan Carson, Sebastian Barry e Anne Griffin testimoniano una produzione culturale vitale e ricca, permeata da continue tensioni, affermazioni di identità, appartenenze e diritti. Letteratura è anche impegno civile: lo testimonia fra l’altro la promozione di una proposta di legge di iniziativa popolare sulla lettura che coinvolge adolescenti di tutta Italia, discussa al Festival da Daniele Aristarco in veste di esperto. Una sezione curiosa è dedicata a indagare su cosa sia e dove porti «Il fuoco della scrittura», con interviste ad autori come Claudia Durastanti, Carlo Lucarelli e Melania G. Mazzucco. La «Consapevolezza verde» è anche quest’anno uno dei filoni più ricchi del Festivaletteratura. Segnaliamo Christoph Ransmayr, austriaco, autore de «Il maestro della cascata» (Feltrinelli), sul tema attualissimo della scarsità d’acqua, l’ambientalista Vandana Shiva, Fabio Deotto, giornalista e scrittore che negli ultimi anni ha viaggiato per scoprire quale sia l’impatto dei cambiamenti climatici sulla vita delle persone. I percorsi di «Andar per boschi» propongono esplorazioni attraverso parchi, giardini e aree selvatiche con la guida di scrittori, illustratori, esperti, naturalisti come Helen MacDonald, autrice di «Voli vespertini» (Einaudi).

La «lectio» di apertura, il 7 settembre in piazza Castello, sarà dedicata a Beppe Fenoglio e affidata ad Alessandro Baricco, che lo definisce «maledettamente avanti, ma, come i veri profeti, anche sontuosamente antico», e individua fra i suoi tratti distintivi «un certo sguardo d’acciaio e dolcissimo sul dolore». Omaggi e retrospettive anche per Pier Paolo Pasolini e Maria Bellonci. Bambini e ragazzi troveranno alla Casa del Mantegna un tendone da circo. Fra i molti «funamboli della parola» chiamati per incantarli ci saranno Pierdomenico Baccalario, Davide Morosinotto, Chiara Carminati, Gigliola Alvisi, Sonia Maria Luce Possentini. Nel folto plotone degli autori italiani ci saranno, fra gli altri, Roberto Saviano, che parlerà di Giovanni Falcone «L’uomo oltre l’eroe», Zerocalcare che approfondirà la funzione civile del fumetto, la poetessa Mariangela Gualtieri a confronto con l’attrice Ermanna Montanari. Ci saranno letture poetiche, Stand up Comedy, omaggi letterari, film documentari, concerti. Per informazioni, prenotazioni e programma completo www.festivaletteratura.it.

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