Altro aumento per le tute blu: in busta paga 53 euro in più
IL CONTRATTO . L’incremento «anti-inflazione» vale 691 euro in un anno. «Il contratto dei metalmeccanici è l’unico che tutela il potere d’acquisto».
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Bergamo
Effetto «lettera H» sugli aumenti contrattuali che per i metalmeccanici scattano tradizionalmente il 1 giugno di ogni anno. Quelli, per intenderci, legati all’indice Ipca (al netto della dinamica dei prezzi dei beni energetici importati), che misura l’inflazione. La «lettera H» - una quota extra inserita anche nell’ultimo rinnovo contrattuale di novembre 2025 firmato da Fim, Fiom e Uilm e Federmeccanica e Assistal - consente alle tute blu di beneficiare di un aumento maggiore rispetto a quello previsto in base all’Ipca-Nei. Che l’anno scorso si è attestata a 1,9%, mentre la previsione era al 2%, cosa che ha fatto scattare un meccanismo di compensazione. L’incremento che si sarebbe dovuto tradurre in 41 euro lordi mensili (per 13 mensilità) al livello C3, sale invece a 53,17 euro lordi. Certo, sono cifre lontane dai 123 euro di aumento corrisposti a partire da giugno 2023 e dai 137 euro pagati da giugno 2024, ma in quegli anni l’inflazione galoppava e non poco.
I commenti
Ecco perché il giudizio positivo è unanime, sia da parte dei sindacati, che sul versante imprenditoriale. Per Agostino Piccinali, presidente del gruppo Meccatronici di Confindustria Bergamo, «la tranche di aumento di giugno 2026 è superiore all’inflazione calcolata con l’Ipca-Nei, il differenziale non è un maggior costo per le aziende, ma compensa il pacchetto di flessibilità organizzative introdotte con il rinnovo del ccnl, nell’ambito di uno scambio negoziale equilibrato che è il valore aggiunto di questo contratto». E aggiunge: «Le aziende non volevano risparmiare, ma erogare importi che fossero “giustificati”».
Dal canto suo Emanuele Fantini, segretario generale della Fim di Bergamo, rileva che «l’aumento di giugno 2026 è superiore all’incremento del costo della vita. Per la seconda tornata contrattuale, abbiamo un dato che conferma la positività del modello contrattuale dei metalmeccanici: gli aumenti mensili superano l’inflazione, rafforzando realmente il potere d’acquisto dei lavoratori».
L’aumento di quest’anno è lontano dai 123 euro corrisposti a partire da giugno 2023 e dai 137 euro pagati da giugno 2024
«La categoria dei metalmeccanici ha rinnovato tutti e cinque i contratti (Federmeccanica e Assistal, Unionmeccanica, orafi, cooperative e artigiani, ndr) e tutti i ccnl hanno determinato aumenti superiori all’inflazione, che incrementano il potere d’acquisto - sottolinea il bergamasco Mirco Rota della Fiom nazionale -. È un risultato importante se teniamo conto anche del fatto che, a eccezione del contratto degli artigiani, questo modello determina aumenti certi e automatici ogni anno, un unicum nel mondo contrattuale».
Ed Emilio Lollio, segretario generale della Uilm di Bergamo, afferma: «Anche l’ultimo contratto siglato richiama il tema della clausola di salvaguardia che è un aspetto importante per il contratto dei metalmeccanici. E per la Uilm può essere una spinta per applicarlo anche negli altri settori, perché questo comporta la salvaguardia del potere d’acquisto».
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