Carburanti, a Bergamo il diesel torna a superare i 2 euro al litro
I TAGLI. Il taglio alle accise sul gasolio è sceso da 10 a 5 centesimi: si vedono i primi effetti negativi sui prezzi. La benzina viaggia invece a 1,90 euro. I consumatori: «Il nuovo decreto è una misura spot».
Lettura 2 min.All’inizio dell’«emergenza», lo sconto era addirittura di 25 centesimi al litro. Poi l’emergenza è diventata un fenomeno strutturale, e allora per far quadrare i conti è stato necessario un lavoro di limatura a colpi di decreti, portando il benefit a 20, a 10 e infine ad appena 5 centesimi.
E così, ecco che al distributore il diesel è tornato sopra i 2 euro, mentre la benzina viaggia a
Al distributore il diesel è tornato sopra i 2 euro, mentre la benzina viaggia a 1,90.
1,90: da domenica 7 giugno è in vigore il nuovo decreto che riduce temporaneamente le accise, ma con una scala differente, perché lo sconto sulla verde resta pari a 5 centesimi al litro, come già nelle scorse settimane, mentre per il gasolio è sceso da 10 a 5 centesimi al litro.
In realtà, considerando anche l’effetto sull’Iva, l’agevolazione reale è di 6,1 centesimi al litro per entrambe le tipologie di carburante, e sarà così sino al 3 luglio, la data in cui il provvedimento cesserà i propri effetti.
L’impennata dei costi da febbraio
Stando ai dati del ministero delle Imprese e del Made in Italy, tra domenica 7 e lunedì 8 giugno in provincia di Bergamo il costo medio al self service per la benzina era di 1,906 euro: dallo scoppio della guerra in Iran il rincaro sfiora i 25 centesimi (+15%), con una brusca accelerazione nelle ultime settimane per effetto delle dinamiche del mercato.
Prima del conflitto, invece, il gasolio veniva venduto mediamente a 1,718 euro/litro: attorno a metà aprile ci si è spinti sino a 2,14 euro, poi la corsa ha rallentato, ma comunque i listini rimangono di circa 30 centesimi superiori (+17,9%) alla situazione di fine febbraio. Il «contagio» ha ovviamente colpito anche il Gpl (+14,6%) e metano (+13,9%).
«Negli ultimi tempi il mercato è stabile»
«Non dovrebbero esserci problemi di approvvigionamento: c’era stata qualche carenza nelle scorse settimane, ma la mancanza di materia prima si è poi risolta»
«È andata così – conferma Renato Mora, presidente del Gruppo Benzinai di Confcommercio Bergamo e consigliere nazionale della Figisc, la Federazione italiana gestori impianti stradali carburanti –: negli ultimi tempi il mercato si è stabilizzato, in alcuni casi anche con un calo delle quotazioni. Per il futuro, invece, serve sempre la sfera di cristallo: ciò che sembra certo, stando alle dichiarazioni del governo, è che non ci saranno ulteriori proroghe dopo questo decreto».
L’estate è però un periodo tradizionalmente delicato, perché coincide con le vacanze: solitamente il prezzo aumenta – specie alla vigilia dell’«esodo» – anche per via dell’aumento della «domanda», legata ai tanti automobilisti in partenza. «Non dovrebbero esserci problemi di approvvigionamento – spiega Mora -: c’era stata qualche carenza nelle scorse settimane, ma la mancanza di materia prima si è poi risolta».
Le associazioni dei consumatori: «C’è preoccupazione»
Le associazioni dei consumatori si dicono scettiche sull’impatto delle ultime decisioni e conservano dei timori per quel che succederà nei prossimi mesi. «Il decreto è uno specchietto per le allodole – commenta Mina Busi, presidente di Adiconsum Bergamo -: siamo sempre di fronte a soluzioni mai definitive o stabili, e che peraltro incidono poco».
Anche per Christian Perria, presidente di Federconsumatori Bergamo, «il governo prova a mettere delle pezze senza risolvere la situazione»: «C’è preoccupazione, perché le famiglie non sanno più come far tornare i conti. E chi magari ha scelto di programmare le vacanze in Italia usando l’auto, proprio per non imbattersi nel caro-aerei, potrebbe invece trovarsi di fronte a un salasso».
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