Com’è difficile conciliare figli e lavoro: congedi «tabù» per l’86% dei genitori

L’INDAGINE. Asili gratuiti e flessibilità le altre richieste a governo e imprese emerse nello studio di Aledis.

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Un dato spicca su tutti: in azienda l’86% della lavoratrici e lavoratori è convinta (o consapevole) che chiedere il congedo per maternità, paternità o necessità dei figli, sia mal visto dal datore di lavoro. Il risultato emerge dal primo «osservatorio sulla natalità» promosso da Aledis, neonata associazione con sede a Romano di Lombardia, impegnata nel superamento delle dinamiche che ostacolano la crescita femminile nei luoghi di lavoro.

Il sondaggio, realizzato in assoluto anonimato, ha intervistato in meno di due mesi 478 lavoratori in tutta Italia, per lo più lavoratrici (il 72%) con una prevalenza nel Nord ovest e un’età compresa per lo più tra i 27 e 43 anni (il 44%)

«Crediamo fortemente che il merito vada promosso con equità e trasparenza - spiega la presidente di Aledis, Angelica Agosta - per questo abbiamo scelto di partire dall’indagine sulla natalità, perché l’assenza di parità di genere incide sulla scelta di fare figli». Il sondaggio, realizzato in assoluto anonimato, ha intervistato in meno di due mesi 478 lavoratori in tutta Italia, per lo più lavoratrici (il 72%) con una prevalenza nel Nord ovest e un’età compresa per lo più tra i 27 e 43 anni (il 44%). Si tratta di lavoratrici laureate (il 69%) e assunte con un contratto a tempo indeterminato (l’86%). La maggioranza di chi ha partecipato al sondaggio è coniugato o convivente (75%), ha figli (66%) e una retribuzione annua lorda inferiore a 30mila euro (il 42%).

in azienda l’86% della lavoratrici e lavoratori è convinta (o consapevole) che chiedere il congedo per maternità, paternità o necessità dei figli, sia mal visto dal datore di lavoro

Questa è la platea di lavoratori che ha individuato nel clima interno ai luoghi di lavoro uno degli ostacoli principali alla scelta di avere figli. Non solo l’86% definisce «difficile» il chiedere permessi, come fosse una sorta di tabù non scritto, ma nelle risposte aperte sottolinea una certa dose di esasperazione. Gli intervistati, infatti, chiedono di «non guardare alle ore, ma ai risultati», «smettere di criminalizzare le madri» e «congedi obbligatori, non volontari» perché «solo così diventa cultura».

Le riflessioni

«Questo primo studio ha fornito diversi spunti di approfondimento, a partire dall’analisi dell’indice di stile di vita e la vera differenza geografica in materia di natalità, che non è tra Nord e Sud, ma fra città e paese» aggiunge Agosta. Allo Stato i genitori/lavoratori lamentano di fare troppo poco o nulla rispetto a congedi paritari, asili nido e servizi e supporti economici. Alle aziende chiedono una vera cultura inclusiva, welfare, asili aziendali e flessibilità. Richieste che, nelle risposte aperte diventano ancora più concrete e chiare: «Basta riunioni programmate dopo le 17.30».

«Come Aledis abbiamo presentato a margine anche alcune proposte - spiega la presidente dell’associazione -: il congedo di paternità obbligatorio e paritario, incentivi fiscali alle reti d’impresa che creano micro-nidi consortili e trasporto scolastico, oltre alla flessibilità e allo smart-working come vere possibilità di conciliazioni, non penalizzanti della carriera o della crescita in azienda».

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