Emergenza caldo nei luoghi di lavoro, Usb Bergamo chiede un intervento urgente alle istituzioni
METEO ROVENTE. Il sindacato ha scritto a Prefettura, Comune e Ats chiedendo misure immediate per tutelare lavoratrici e lavoratori esposti ad alte temperature.
Lettura 1 min.Usb Bergamo chiede un intervento urgente contro l’emergenza caldo nei luoghi di lavoro. Il sindacato nella giornata del 23 giugno ha inviato una comunicazione formale al prefetto di Bergamo, alla sindaca di Bergamo e ad Ats Bergamo per sollecitare misure immediate a tutela della salute e della sicurezza di lavoratrici e lavoratori.
Secondo Usb, le temperature elevate, unite all’umidità, ai ritmi produttivi, alla fatica fisica e alla presenza di ambienti non adeguatamente climatizzati, rappresentano un rischio concreto per chi opera in condizioni già gravose.
I settori a rischio
La situazione riguarda in particolare magazzini, logistica, cantieri, fabbriche, appalti, cooperative, servizi esterni e tutti quei luoghi di lavoro nei quali non vengono garantite condizioni microclimatiche adeguate.
Il sindacato ritiene «inaccettabile che, di fronte a un’emergenza climatica evidente, la continuità produttiva venga anteposta alla tutela della salute».
Per questo Usb Bergamo ha chiesto alle istituzioni competenti la sospensione delle attività nei reparti, nei magazzini, nei cantieri e nelle aree produttive dove non sia possibile garantire condizioni di lavoro sicure. Tra le richieste figurano anche il mantenimento della piena retribuzione per le lavoratrici e i lavoratori coinvolti, la rimodulazione degli orari evitando le fasce più calde della giornata, pause aggiuntive, acqua fresca, aree di ristoro idonee, ventilazione, climatizzazione e strumenti adeguati contro lo stress termico.
Controlli per i più fragili
Il sindacato sollecita inoltre controlli urgenti da parte degli organi competenti nei luoghi di lavoro più esposti e una particolare attenzione per lavoratrici e lavoratori fragili, con patologie, limitazioni sanitarie o mansioni gravose. «Eventuali malori, svenimenti, infortuni o conseguenze sulla salute dovute all’esposizione a temperature insostenibili non possono essere considerati fatalità - sottolinea Usb Bergamo -. Le aziende hanno il dovere di prevenire il rischio e le istituzioni hanno il compito di vigilare». Il sindacato ribadisce che «la salute delle lavoratrici e dei lavoratori non può essere sacrificata in nome della produzione» e annuncia che, in assenza di risposte tempestive e misure adeguate, si riserva di attivare iniziative sindacali, istituzionali e di mobilitazione.
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