Indennità per partite Iva: aiuto per i cali di fatturato
DOMANDE ISCRO. La misura è dedicata ai lavoratori autonomi in difficoltà. Il sostegno erogato per 6 mesi è pari al 25% della media dei redditi precedenti.
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Introdotta in via sperimentale nel 2021 e riconosciuta a regime con la legge di bilancio 2024, tra pochi giorni (si prevede intorno alla metà di giugno) dovrebbe aprirsi la finestra per inoltrare le richieste 2026 per l’Indennità straordinaria di continuità reddituale e operativa (Iscro), destinata a professionisti con partita Iva iscritti alla Gestione separata dell’Inps che esercitano attività di lavoro autonomo come professione abituale e hanno subito una riduzione del proprio reddito.
Come spiega l’Inps, l’indennità è erogata per sei mesi, a partire dal giorno successivo alla data di invio della domanda e non può essere richiesta nel biennio successivo all’anno di inizio di fruizione della stessa.
L’importo della misura è pari al 25%, su base semestrale, della media dei redditi da lavoro autonomo dichiarati dal soggetto nei due anni precedenti all’anno precedente alla presentazione della domanda. In base alle anticipazioni, per l’anno in corso l’importo dovrebbe essere compreso tra un minimo di 255 euro e un massimo di 817,69 euro mensili. Gli importi sono calcolati sulla base della variazione dell’indice Istat dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati rispetto all’anno precedente. La domanda va presentata esclusivamente online, entro il 31 ottobre di ogni anno, effettuando l’accesso al servizio Inps (www.inps.it) con le proprie credenziali (Spid, Cie o Cns), oppure tramite Contact center ai numeri 803.164 da rete fissa (gratuito), 06.164164 da rete mobile (a pagamento, in base alla tariffa applicata dai diversi gestori); infine rivolgendosi agli enti di patronato e intermediari dell’Istituto.
I principali requisiti da rispettare per ottenere l’Iscro: non essere titolare di trattamento pensionistico diretto; non essere assicurato presso altre forme previdenziali obbligatorie alla data di presentazione della domanda; non essere beneficiario di Assegno di inclusione per l’intero periodo di fruizione della indennità Iscro; avere prodotto un reddito di lavoro autonomo, nell’anno precedente la presentazione della domanda (anno di riferimento), inferiore al 70% della media dei redditi da lavoro autonomo relativo ai due anni precedenti all’anno di riferimento; aver dichiarato, nell’anno precedente alla presentazione della domanda, un reddito non superiore a 12mila euro; essere in regola con la contribuzione previdenziale obbligatoria; essere titolare di partita Iva attiva da almeno tre anni, alla data di presentazione della domanda, per l’attività che ha dato titolo all’iscrizione alla gestione previdenziale in corso.
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