L’a.d. di Ferretti a Sarnico. Anastassov: «Riva è la priorità»

LA VISITA. Il manager ha visitato i reparti produttivi del cantiere bergamasco. Presente anche Lia, figlia di Carlo Riva: «Dà valore alla storia della famiglia».

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«Non posso parlare ora di investimenti previsti per Riva, ma posso confermare che su questo brand c’è una visione chiara e un forte impegno. È la priorità principale». Poco prima di pronunciare queste frasi Stassi Anastassov, amministratore delegato di Ferretti Group, si è presentato con calma e attenzione, seppur impegnato in una giornata frenetica. Le sue parole sul futuro del marchio, infatti, assumono ancora più valore se si conosce il luogo in cui sono state dette: di fronte alle acque del lago d’Iseo, durante la visita al cantiere Riva di Sarnico, lo stesso luogo in cui affonda le proprie radici questa iconica realtà, nata nel 1842 dalla maestria artigianale e, dal 1950, diventando sinonimo di stile ed eleganza.

Anastassov era atteso. Da settimane si rincorrevano le voci di una sua visita alla sede Riva, parte del gruppo Ferretti dal Duemila. Dopo l’incontro, a fine maggio, con il fondatore Norberto Ferretti, organizzato per conoscere la storia di queste imbarcazioni, veri e propri simboli della «Dolce vita», di cui il nuovo amministratore delegato (che viene da realtà come Duracell e Procter & Gamble), aveva ammesso di conoscere poco o nulla, sembrava impossibile che la sua volontà di capire l’origine di questi brand, non facesse tappa sulla sponda bergamasca del lago d’Iseo.

Una guida d’eccezione: Lia Riva

Mercoledì 8 luglio l’incontro è avvenuto, in una calda giornata di sole e in compagnia di una guida d’eccezione: Lia Riva, figlia di Carlo, l’ingegnere che ha trasformato un’attività artigianale in uno dei simboli mondiali della nautica di lusso. È stata lei, a.d. di Monaco Boat Service, fondata a Montecarlo nel 1957 e Riva dealer per la Francia, a portare Anastassov dentro la storia della sua famiglia. Alla fine lui la ringrazia, per quella sua capacità di preservarne «lo spirito e i valori» e lei ammette che si erano già visti a Montecarlo proprio per parlare dell’origine di Riva e che la sua impressione sul manager è «ottima» perchè «dà molta importanza alla storicità del marchio». Anastassov non dimentica di ringraziare anche «Mauro Micheli e Sergio Beretta, la cui visione creativa ha dato vita a molte delle icone contemporanee che oggi definiscono l’identità di Riva».Oggi, il cantiere in cui sono nati i celebri «Florida» e «Aquarama» conta poco più di 130 addetti.

Gli yacht da sogno

Qui nascono gli yacht dai 27 ai 68 piedi, mentre i modelli più grandi sono realizzati a La Spezia e Ancona. A Sarnico l’a.d. ha visitato tutti i reparti accompagnato dai dirigenti, si è concesso alcune fotografie con i dipendenti che incontrava e ha fatto riunioni.

«Riva è il marchio della nautica più celebre al mondo, l’unico riconosciuto anche da chi non appartiene al settore. Da oltre 180 anni incarna il meglio dell’artigianalità italiana, dell’innovazione, dello stile e di un’eleganza senza tempo, affermandosi come un’icona

«Riva è il marchio della nautica più celebre al mondo, l’unico riconosciuto anche da chi non appartiene al settore. Da oltre 180 anni incarna il meglio dell’artigianalità italiana»

globale del lifestyle italiano» ha commentato a margine della visita, aggiugendo come «il cantiere Riva di Sarnico e le straordinarie persone che vi lavorano sono i custodi di questo patrimonio unico» e che il suo obiettivo di crescita e sviluppo passa attraverso «molti nuovi modelli». Una tradizione che, spiega Anastassov, va valorizzata e «proiettata nel futuro. Guardiamo con determinazione ai prossimi capitoli della storia di Riva, dando vita a una nuova generazione di yacht destinati a diventare icone, rafforzando ulteriormente il ruolo del marchio come punto di riferimento assoluto della nautica di lusso e ampliandone con ancora maggiore slancio la presenza sui mercati internazionali».

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